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Coronavirus, dalla Lombardia arrivano diciannove medici ad aiutare l’Umbria

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Coronavirus, dalla Lombardia arrivano diciannove medici ad aiutare l’Umbria

Redazione
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Una Terapia intensiva

PERUGIA – Sono 19 i medici e infermieri che la Lombardia ha deciso di inviare in Umbria per rispondere alla richiesta di aiuto “urgente” della Regione. Il contingente sarà accompagnato da Guido Bertolaso, in qualità di consulente della presidente dell’Umbria Donatella Tesei per l’Emergenza Covid.  “Solo con spirito di unità e solidarietà il Paese intero riuscirà a superare questo difficile momento” hanno commentato il presidente della Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Letizia Moratti. Gli 11 infermieri, 7 anestesisti/rianimatori e lo pneumologo lombardi saranno operativi da lunedì negli ospedali di Perugia e Spoleto dove saranno a disposizione per due o tre settimane. In particolare a Perugia andranno 5 medici anestesisti/rianimatori e 9 infermieri. A Spoleto 2 rianimatori, un medico pneumologo e due infermieri. Si tratta di personale che viene da Milano, Lodi, Bergamo, Cremona, dal Policlinico San Matteo di Pavia, cioè da strutture che hanno maturato grande esperienza nella gestione della pandemia.

Vaccini Per quanto riguarda i numeri delle vaccinazioni, al momento in Umbria sono state somministrate 37.909 dosi sulle 58.405 consegnate, con una percentuale pari al 64,9%. Oltre 25 mila dosi sono state inoculare a personale sanitario e sociosanitario, 5.549 agli ospiti delle strutture residenziali e 5.422 agli over 80. Intanto, l’Umbria riduce dal 50 al 30 per cento la scorta del vaccino AstraZeneca per avviare “al più presto” la vaccinazione di tutto il personale scolastico e delle forze dell’ordine (compresi vigili del fuoco e polizia municipale). Lo ha deciso il Comitato operativo regionale.  La Regione spiega che si tratta di una scelta dettata altresì dai tempi “abbastanza lunghi” (75 giorni) per la somministrazione della seconda dose, e dunque “tali da poter garantire la ricostituzione delle scorte medesime, senza compromettere il secondo vaccino”.

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