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Coronavirus, audio allarmistico su Terni, ma è una bufala: la Asl apre una indagine interna

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Coronavirus, audio allarmistico su Terni, ma è una bufala: la Asl apre una indagine interna

Redazione
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L'ospedale di Terni
L'ospedale di Terni

TERNI – Il file audio gira su whatsapp da ieri e parla di 110 nuovi casi positivi al Cornavirus nella ex circoscrizione Ferriera e che a Terni la situazione sarebbe più grave che nel resto dell’Umbria, ma si tratta di una delle tante bufale che girano in rete. La Asl numero 2 ha avviato una inchiesta e diffuso una nota:

La nota “Non corrisponde al vero che: ci sono 110 casi positivi nella circoscrizione “Ferriera” di Terni; che la situazione nella città di Terni è più grave che in altre parti della regione Umbria;  che il personale sanitario è inibito ad indossare mascherine e dispositivi di protezione. Il bollettino sanitario viene diffuso quotidianamente dal coordinamento umbro e dall’assessorato regionale alla Salute ed in casi positivi da Covid-19, nella giornata di ieri, erano 15 in tutta la provincia di Terni”.

Il quadro La Asl sottolinea che “ad eccezione dei pazienti ricoverati all’Azienda “Santa Maria”, tutti i casi positivi e sospetti sono costantemente monitorati dai servizi sanitari dell’Azienda Usl Umbria 2. Il personale che effettua, nei casi sospetti, attività a domicilio e gli operatori del servizio 118 sono dotati dei dispositivi di protezione individuale e l’azienda sanitaria, attraverso la propria task force, è in contatto diretto con tutti i servizi interessati nella gestione dell’emergenza Covid-19″.

Secondo òa Asl “è sempre inopportuno e grave e lo è ancor di più in questa delicata fase di gestione dell’emergenza, diffondere false notizie che producono disorientamento e allarme tra la popolazione, che invitiamo a diffidare di messaggi incontrollati di questo tenore diffusi tramite social media. Fondamentale, per avere una corretta informazione, verificare l’autorevolezza delle fonti e delle notizie che sono riportate ufficialmente nei siti web – conclude la nota – delle istituzioni nazionale e regionale e delle quattro aziende sanitarie dell’Umbria e correttamente diffuse da professionisti tramite gli organi di informazione e le testate giornalistiche”.

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