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Coronavirus, anche l’Umbria avrà un ospedale da campo da trenta posti di terapia intensiva

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Coronavirus, anche l’Umbria avrà un ospedale da campo da trenta posti di terapia intensiva

Redazione
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Un ospedale da campo
Un ospedale da campo

PERUGIA – Disporrà di 30 posti letto di terapia intensiva, con tutta la strumentazione sanitaria necessaria alla gestione dei pazienti Covid-19, un ospedale da campo del quale si doterà la Regione Umbria. Un’ operazione da 3 milioni di euro finanziata dalla Banca d’ Italia e alla quale ha lavorato anche la Protezione civile umbra. “Un vero e proprio ospedale dedicato”, lo ha definito, martedì pomeriggio, la presidente della Regione Donatella Tesei durante una video conferenza stampa. Che può essere montato in 24 ore e utilizzabile per eventuali nuove ondate di Covid-19 o esigenze legate a calamità.

Posti sufficienti Nel corso dell’ incontro è stato spiegato che le terapie intensive presenti in Umbria hanno al momento posti sufficienti per soddisfare le esigenze ma la Regione vuole comunque farsi trovare pronta se ci dovesse essere la necessità. Alla video conferenza stampa ha partecipato anche la neo direttrice Banca d’ Italia di Perugia Miriam Sartini. L’ allestimento dell’ ospedale da campo – ha spiegato – è uno degli interventi a favore dei territori finanziati dall’ Istituto per l’ emergenza coronavirus. Le caratteristiche della struttura sono state illustrate anche dai direttori regionali Claudio Dario (Sanità) e Stefano Nodessi (Protezione civile).

Modello Nel corso dell’incontro il direttore generale Claudio Dario ha spiegato come l’ospedale da campo, costituito da tre tunnel da 60 metri quadri l’uno compresa una sala operatoria, è stato pensato per far fronte alla pandemia di nuovo coronavirus e alla possibilità che aumenti notevolmente la necessità di posti letto in terapia intensiva, ma può essere utilizzato per altre necessità o calamità. “La struttura, flessibile, è dotata di 30 posti letto per la terapia intensiva o subintensiva, è montabile in 24-48 ore, è utilizzabile sia in estate che in inverno e ha locali dedicati a medici, infermieri e personale di supporto. L’autonomia – ha sottolineato Dario – in termini di ossigeno, è di 30 giorni e l’ospedale è dotato anche di un potabilizzatore; quanto all’attrezzatura sanitaria (dai respiratori alle barelle fino a ecografi, macchine per i raggi X e il monitoraggio dei pazienti e altre dotazioni), la Regione ha assicurato che «si tratta di tecnologia di alto livello, tutta trasportabile e utilizzabile quindi anche al di fuori delle tende; è l’unico di questa portata – ha spiegato Dario – che ha anche un’area per il biocontenimento”.

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