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Coronavirus, a Terni adesso il Comune rinvia il pagamento della Tari e lavora a una soluzione sulla Tosap

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Coronavirus, a Terni adesso il Comune rinvia il pagamento della Tari e lavora a una soluzione sulla Tosap

Redazione politica
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L'assessore Masselli
L'assessore Masselli

TERNI –  Dopo Perugia anche Terni si muove per dare un paracadute a rutti quei cittadini che si trovano in difficoltà nel pagare le tasse comunali a causa delle ricadute economiche della pandemia. E così Palazzo Spada rinvia l’invio dei bollettini della prima rata della Tari, confronto aperto sulla Tosap con le categorie interessate: sono i provvedimenti presi o in fase di studio da parte del Comune di Terni in merito alle proroghe delle scadenze fiscali, oltre che su tasse e tariffe. “Il Comune sta facendo e farà tutto quanto in suo potere per tutelare i cittadini in questa fase d’emergenza e nelle fasi successive, anche dal punto di vista economico” spiega in una nota l’assessore al Bilancio, Orlando Masselli. Che ricorda però che il Comune  deve confrontarsi “con una situazione di emergenza nell’emergenza, come quella del dissesto dell’ente”. “La totalità delle entrate tributarie – sottolinea – è stata determinata nella dichiarazione di dissesto e risulta ad ora immodificabile in riduzione. Questa è la specifica situazione che ci differenzia dagli altri enti, salvo modifiche normative che in questa drammatica fase chiediamo e che auspichiamo, per non avere le mani completamente legate”.

Le opposizioni Intanto i gruppi di opposizione a Palazzo Spada chiedono l’istituzione di una cabina di regia in cui le minoranze possano dare il loro contributo. Il documento è firmato dai capigruppo Francesco Filipponi (Pd), Federico Pasculli (M5S), Alessandro Gentiletti (Senso Civico) e Paolo Angeletti (Terni Immagina). “Ci troviamo dinanzi ad una sfida importante – dichiarano –  in cui ognuno deve fare la sua parte e noi non intendiamo tirarci indietro. Tanto più dinanzi ai dubbi ed i timori espressi dal sindaco rispetto alla capacità dell’attuale maggioranza nel gestire i fondi per le povertà estreme messi a disposizione dal Governo. I comuni, i servizi sociali, gli uffici di cittadinanza da anni sono il primo presidio verso le fasce più deboli, e li ci sono i dati e lo storico per fare in modo che i soldi finiscano nelle mani di chi è realmente bisognoso. Ricordiamo che i primi fondi in arrivo da Roma si andranno a sommare ad altre misure già in essere quali il reddito di cittadinanza e altri servizi erogati tramite fondi strutturali, su cui il comune ha ampia autonomia da sfruttare soprattutto in questo momento. Senza considerare – concludono –  che nei prossimi giorni oltre al blocco di mutui per le famiglie e le partite iva colpite dalla crisi, saranno immessi nel potere d’acquisto delle famiglie circa 50 miliardi di euro. Come minoranze riteniamo altrettanto importante che tramite le anticipazioni di cassa si possa valutare alcune variazioni di bilancio per aiutare i più deboli, così come aggiungere laddove necessario l’uso di ulteriori fondi dal Fse”.

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