venerdì 28 Gennaio 2022 - 23:13
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Corciano, tango, chitarra e violino per la ‘prima’ alla Biblioteca Rodari

di Stefano Ragni

CORCIANO – In controtendenza con tutto ciò che oggi ha sapore di crisi la biblioteca Gianni Rodari, in collaborazione con l’associazione CDG-Next,  ha inaugurato la sua nuova stagione di concerti affidandosi alla chitarra di Francesco di Giandomenico e al volino di Paolo Castellani.

Pochi giorni fa i due musicisti perugini, uniti in una formazione dal criptico titolo  di “Sator duo” hanno tenuto un applaudito concerto  nella sala della biblioteca, salutati dall’allocuzione dell’assessore alla cultura  Lorenzo Pierotti. E questo il primo dei quattro concerti con cui i due giovani musicisti, promotori dell’iniziativa, intendono aprire un nuovo spazio musicale in una istituzione che vanta già molti meriti nel campo della diffusione della cultura.

Castellani e Di Giandomenico si sono da anni specializzati nella esecuzione del tango, e con questo programma si sono presentati al pubblico corcianese, proponendo un percorso storico e ambientale da Montevideo a Buenos Aires.

La perfetta scansione con cui i due strumentisti sono soliti operare nel loro consolidato rapporto col pubblico ha reso agibile  un bel percorso storico all’interno della evoluzione di una danza che, dai malfamati quartieri di Buenos Aires è approdata al raffinato prodotto  del tango da concerto inaugurato da Astor Piazzolla.

La danza. Tango, “un pensiero triste che si balla”, come soleva definirlo Enrique Santos Discepolo, un emigrato di seconda generazione che confermava la presenza di molti moduli stilistici italiani presenti della danza. Nata da un amalgama di musica africana, quella degli schiavi liberati nel vicino Uruguay, coi contributi ispanici e italiani il tango ha irrorato sugli ascoltatori argentini quel misto di tristezza, di nostalgia, di frustrazione e di rancore di cui lo connotava Ernesto Sabato, ricordando come gli abitanti della metropoli del Rio della Plata si sentano privati di quella tradizione millenaria della cultura europea da cui provengono. Di qui la irrinunciabile malinconia del tango. Dal prodotto musicale della “setta del coltello”, come lo definì Borges, al sofisticato tango di Piazzolla è stata una lunga e complessa evoluzione di cui Castellani a Giandomenico hanno voluto farsi  relatori e testimoni.

Il prossimo concerto, previsto per il 28 gennaio avrà per soggetto il folklore musicale dall’Europa dell’est alle Americhe, col flauto di Alessandro Crosta.

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