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Corciano, l’omaggio ai Deep Purple a chiudere Isola del Libro Trasimeno

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Corciano, l’omaggio ai Deep Purple a chiudere Isola del Libro Trasimeno

Redazione cultura
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CORCIANO – Sarà il teatro della Filarmonica di Corciano a ospitare oggi (30 settembre) alle ore 18.00 “Deep Purple: intensamente (dedicato alla) Viola” concerto di UmbriaEnsemble dedicato alla nota rock band inglese, che va a chiudere la sesta edizione del festival letterario Isola del Libro Trasimeno. Il repertorio musicale ruoterà tutto intorno alla viola. Si inizia con un Canone di Gabrielli che gioca sull’illusione acustica dello scambio tra tessiture e timbri, per continuare con i duetti per due viole di Stamitz e con quelli per violino e viola di Mozart, fino ai virtuosistici cimenti dalla Passacaglia di Halvorsen per lo stesso organico; a conclusione, infine, l’op.V n° 12, “La Follia”, tema e variazioni di Corelli nella versione per viola e violoncello che sintetizza, nel variegato itinerario delle ventiquattro variazioni, archetipi espressivi che parlano al di là del tempo. Infine, prenderà il via un fuori programma che i presenti potranno godere a fine Concerto e che – simbolicamente – paga il pegno alla ben nota rock band inglese dei “Deep Purple”. Con questo singolare omaggio alla madre di tutti gli strumenti ad arco, gli artisti umbri intendono salutare il proprio pubblico e quello della kermesse letteraria nel segno della tradizione e della modernità, cifre stilistiche che fanno vibrare all’unisono, sulla stessa corda ispiratrice, l’indirizzo artistico di UmbriaEnsemble e quello culturale di Isola del Libro, che da sei anni anima da giugno a settembre il comprensorio del Trasimeno tra café letterari, presentazioni di libri, dibattiti, spettacoli e cultura nel senso più ampio e fertile della parola.

La nota di UmbriaEnsemble “Viola colore della spiritualità e dell’aristocrazia: una singolare assonanza fonetica (ma non semantica!) unisce il colore al suono, valorizzandone nella pur autonoma versione musicale la valenza spirituale e nobile nell’unicità del timbro. Un timbro che dal Rinascimento ad oggi ha ispirato capolavori musicali e parlato al cuore di regnanti e comuni mortali, esprimendosi nelle sue più variegate sfumature: dal suono argentino del violino, a quello più profondo e caldo del violoncello. Già, perché è proprio dalla comune “madre viola”, e dalla quella straordinaria fioritura che per almeno due secoli – dal Cinquecento al Settecento – ha prodotto una ricchezza straordinaria di strumenti musicali, molti dei quali oggi scomparsi, che nascono tutti gli strumenti della famiglia degli Archi”.

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