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Corciano, cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteo

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Corciano, cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteo

Redazione
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CORCIANO – Si terrà martedì 13 dicembre alle ore 17.30, presso la sala consiliare del Comune di Corciano, la delibera del conferimento della cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteo, detto Nino, personalità a cui – si legge in una nota – la nostra nazione deve molto, in termini di impegno, professionalità e dedizione al servizio. Termini che lo hanno portato nella sua carriera ad occuparsi più volte dei rapporti tra criminalità organizzata ed alti esponenti delle istituzioni. Il conferimento vuol essere “messaggio forte, chiaro ed inequivocabile di grande solidarietà dando esempio, in qualità di Istituzione pubblica, di attenzione e vicinanza all’operato dei magistrati antimafia che operano su tutto il territorio nazionale, ivi compresa l’Umbria, la quale, è interessata, parimenti al resto del Paese, dalle infiltrazioni malavitose, come emerso da indagini giudiziarie”. La seduta sarà visibile in streaming in diretta sul canale youtube del Comune di Corciano.

Antonino Di Matteo è un magistrato italiano della Procura di Palermo distintosi, soprattutto, per le numerose inchieste sulla criminalità organizzata di stampo mafioso. Palermitano, classe 1961, è entrato in magistratura nel 1991 come sostituto procuratore della Repubblica presso la DDA di Caltanissetta dal ’92 al ’99, Pubblico Ministero presso la DDA di Palermo dal ’99. Dal 2012 è presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo. Ha indagato sulle stragi in cui sono stati uccisi i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le loro scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinnici e Antonino Saetta. Per l’omicidio Chinnici, ha rilevato nuovi indizi sulla base dei quali riaprire le indagini e ottenere, in processo, la condanna anche dei mandanti, riconosciuti in Ignazio e Antonino Salvo. Per l’omicidio Saetta ha ottenuto l’irrogazione del primo ergastolo a Totò Riina. Pubblico ministero in numerosi processi a carico di mafiosi, si è occupato di molti casi riguardanti i rapporti tra mafia, politica e istituzioni; il suo impegno come magistrato inquirente lo ha esposto, anche recentemente, al pericolo di gravi intimidazioni e minacce di morte. Stando alle ultime dichiarazione di alcuni pentiti come Galatolo e Francesco Chiarello, il tritolo per far saltare in aria Nino Di Matteo è già arrivato a Palermo. Nel corso di uno dei tanti processi legati alla trattativa Stato – mafia, che hanno visto il magistrato impegnato nella difesa della legalità, ha ricevuto minacce di morte da parte del boss Toto’ Riina, intercettate dalla magistratura durante una conversazione privata in carcere. Dopo questo episodio, oltre alle consuete misure di sicurezza, che vedono già il magistrato Di Matteo sotto scorta dal 1995, sono stati aggiunti ulteriori ed eccezionali accorgimenti di sicurezza, elevando così il grado di protezione nei confronti dello stesso magistrato al massimo livello.

La cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, che verrà conferita a data dadestinarsi in base alla disponibilità del magistrato, rientra nella logica di non lasciare soli i servitori dello Stato, che svolgono con diligenza il proprio lavoro, e ben si inserirebbe nelle attività di un Comune, che fa della legalità uno dei valori fondanti. La dedizione del magistrato Di Matteo ha intercettato la solidarietà anche del movimento spontaneo di “Scorta Civica”, costituito da cittadini comuni appartenenti a diverse associazioni antimafia, che hanno promosso l’iniziativa di un presidio permanente di fronte al Palazzo di Giustizia di Palermo, proprio con la finalità di sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi rischi che quotidianamente corrono uomini come il magistrato Di Matteo.

Per la sua straordinaria attività di uomo a difesa della legalità e della giustizia e per il suo coraggio, il Movimento delle Agende Rosse presieduto dall’autorevole Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato con gli uomini della sua scorta il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio, che a livello nazionale  è promotore di campagne di solidarietà, informazione e sensibilizzazione contro il crimine organizzato, ha richiesto tramite i rappresentanti territoriali umbri, che anche il comune di Corciano manifestasse formalmente la propria vicinanza al Magistrato Nino Di Matteo tramite il conferimento di questa onorificenza quale messaggio di sostegno a tutti i magistrati e agli agenti delle scorte che operano a tutela della legalità e che per questo sono costantemente sotto minaccia.

 

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