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Corciano, al teatro della Filarmonica parte la nuova stagione di prosa

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Corciano, al teatro della Filarmonica parte la nuova stagione di prosa

Redazione cultura
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SIPARIO UMBRIA – “Un’esperienza bellissima, iniziata cinque anni fa con l’obiettivo di far conoscere un teatro nuovo, il teatro della Filarmonica. Non posso non notare con soddisfazione che abbiamo costruito un pubblico che ci segue con passione, portando a teatro anche persone che non vi erano mai entrate. La stagione di quest’anno è particolarmente accattivante e piena di grandi nomi della scena italiana, ringrazio il Teatro Stabile dell’Umbria che con grande professionalità ci affianca in questa avventura”. Con queste parole dell’assessore Lorenzo Pierotti si è aperta la conferenza stampa di presentazione della stagione di prosa 2017/2018 del teatro della Filarmonica di Corciano, curata dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Il cartellone si aprirà il 25 novembre con Itaca con Lino Guanciale (nella foto in alto), per la regia di Davide Cavuti. In scena un viaggio che parte da Itaca e dalla figura di Ulisse, non solo eroe di Omero, ma anche di Dante, Pascoli, D’Annunzio, Joyce e di altri ancora. Nel testo scorrono le storie di vari personaggi in una sorta di fusione e scambio di emozioni, immagini, pensieri. I luoghi del racconto non sono mai astratti, con un denominatore comune che è il mare, padrone di ogni avventura e sventura, graffiante, pieno di occhi misteriosi che inseguono, irresistibile. Il mare e la vita: la libertà e la speranza, la voglia di ricominciare, la pace tra i popoli con l’incanto degli occhi sulla storia.

fotografia dal sito TSU

fotografia dal sito TSU

Giovedì 14 dicembre arriva a Corciano Todi is a small town in the center of Italy di Liv Ferracchiati. Come si vive nella provincia italiana? Michele, Stella, Elisa e Caroline sono quattro tuderti, una piccola tribù di trentenni con proprie regole e ritmi: gli appuntamenti preceduti da note vocali su whatsapp, gli incontri fatti di routine e noia, le chiacchiere a vuoto e i passatempi inventati. Un quinto personaggio, un documentarista, connette finzione e realtà: studia e annota le caratteristiche della città e dei suoi abitanti. Come si vive in un piccolo centro in cui tutti conoscono tutti? Cos’è che a Todi è “meglio non fare”? Queste sono alcune delle domande che sono state poste per davvero ad oltre centodieci tuderti e che il lavoro mira a restituire in parte attraverso un collage che spezza e sostiene la storia dei quattro protagonisti. Uno spettacolo teatrale e, insieme, un’inchiesta sui tabù e la morale.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

L’anno nuovo inizia con Cantico. Narrazione in musica tratto dal romanzo di Aldo Nove Tutta la luce del mondo e dalle Fonti Francescane, regia ed elaborazione drammaturgica di Giulia Zeetti che spiega: “A partire dal romanzo di Aldo Nove di cui abbiamo mantenuto la trama e conservato alcuni passi si aggiungono dei frammenti dalle Fonti Francescane, in cui possiamo percepire la forte personalità di Francesco, e la sua visione di amore onnicomprensivo di tutte le cose. Questa storia la raccontiamo con la musica attraverso brani tratti dalla tradizione gregoriana e dai Laudari, in originale e rivisitati. Musica come universo mistico di suoni e canto come racconto, come voce che narra e che tocca il cuore e le orecchie di un bambino. Il bambino Piccardo, nipote di Francesco che si mette alla ricerca di questo suo strano zio, santo e matto. Il bambino dentro ognuno di noi che ascolta ancora le fiabe intorno al fuoco e crede ai miracoli”.

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Il 9 febbraio sarà la volta di Come Cristo comanda di Michele La Ginestra, in scena con Massimo Wertmüller. Anno 33 d. c., Palestina. È notte: due uomini, vestiti con tuniche e mantelli, sono seduti in una sorta di bivacco in mezzo al deserto, un luogo che rappresenta la solitudine e l’isolamento dal resto del mondo. Parlano sommessamente per non essere scoperti, con la paura di essere stati seguiti da qualcuno; si capisce che sono in fuga, ma nonostante la situazione, cercano di mascherare la propria ansia, parlando delle cose di tutti i giorni, in modo scanzonato e divertito. Dai dialoghi pian piano si intuisce che sono due soldati romani, ma non due qualsiasi: uno, Cassio, è il centurione alla guida dei legionari al momento della crocifissione di Gesù sul Golgota; l’altro è Stefano, un suo soldato, quello che diede da bere a Cristo, acqua e aceto. L’evento che sconvolgerà l’umanità ha stravolto, inconsapevolmente, anche le loro vite; i due non possono fare a meno di confrontarsi, animatamente, alla ricerca di risposte.

tta Viscovo adattamento e regia Roberto Valerio scena Giorgio Gori costumi Lucia Mariani luci Emiliano Pona produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

fotografia di Marco Caselli

Si passa, poi, il 27 febbraio a Casa di bambola di Ibsen nell’adattamento e la regia di Roberto Valerio. Sul palco un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista di un disperato anelito alla libertà. Un’opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Il 17 marzo la programmazione si chiuderà con Rosalyn di Edoardo Erba con Marina Massironi e Alessandra Faiella (nella foto in basso). Avvincente, comico, ricco di colpi di scena, sostenuto da una scrittura incalzante, Rosalyn è un thriller psicologico, è un gioco di specchi. Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico. È un gioco beffardo, disperato e violento. Senza scampo. Rosalyn è una sfida, un quiz, un meccanismo che si inceppa e tutto precipita. Ciò che appare non è e ciò che è non appare. Marina Massironi e Alessandra Faiella sono due attrici straordinarie, capaci di assumersi l’onere di questa prova. Sanno creare grande empatia col pubblico e sanno allo stesso tempo spingersi nei meandri dei dettagli, nel cuore del mistero. Edoardo Erba è uno scrittore che sa rendere fluide e avvincenti le trame, credibili e forti i personaggi. Altro non si può aggiungere, sarebbe imperdonabile raccontare anche solo un particolare di quanto accade in scena, prima regola del giallo, mantieni un misterioso contegno, un silenzio carico di suspense… sta per cominciare…

foto di Marina Alessi

foto di Marina Alessi

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