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Consorzio Tevere-Nera, l’ex presidente Montori muove il tribunale e rientra nel cda

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Consorzio Tevere-Nera, l’ex presidente Montori muove il tribunale e rientra nel cda

Andrea Giuli
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TERNI – Piccola-grande controrivoluzione al Consorzio di bonifica Tevere-Nera.

Rivincita L’ex presidente consortile e storico esponente del fronte abolizionista rispetto alla tassa di bonifica, Moreno Montori, estromesso dopo le ultime elezioni per il rinnovo degli organismi di vertici del Consorzio stesso, da domani, mercoledì, tornerà a far parte a tutti gli effetti del cda consortile.

Montori “Dopo due anni di procedura giudiziaria – dice Montori nel corso di una conferenza stampa – finalmente il tribunale di Terni si è pronunciato sulla mia ineleggibilità, dopo le elezioni consortili del 2015. Io mi ero dimenticato di pagare un avviso bonario di pagamento riferito al 2015 e per questo l’allora vertice dell’ente, dichiarò me ed altri candidati nelle stesse situazioni come ineleggibili. Abbiamo fatto ricorso con l’avvocato De Angelis. E da domani io farò di nuovo parte dell’attuale cda, al posto dell’allora eletto Leo Venturi. Ciò che mi è accaduto ritengo sia il classico caso di una iniziativa costruita per silurare chi è scomodo. Lo stesso dicasi per Gabriele Vacata e il sindaco di Attigliano, Nicchi. A mio parere un atteggiamento censorio e inaccettabile del Consorzio verso chi è critico”.

Gli esclusi La vicenda è spiegata nel dettaglio dall’avvocato Antonio De Angelis che ha seguito tutto l’iter dei ricorsi presentati dagli estromessi: “Nel luglio 2015 ci sono le elezioni per il rinnovo del cda consortile. Montori viene eletto con oltre 800 voti nella prima fascia di contribuenti. Vacata viene eletto come Comune di Attigliano nella terza fascia e risulta il più votato della sua sezione con 96 voti. Il sindaco Nicchi non fu eletto ma riportò, primo dei non eletti, 15 voti nella seconda fascia riservata ai sindaci, visto che due posti nel cda sono riservati ai sindaci del territorio consortile e Nicchi doveva subentrare dopo la non riconferma del sindaco di Amelia, Maraga”.

La causa di ineleggibilità e i ricorsi, parla il legale Continua il legale: “La dichiarazione di ineleggibilità di questi tre, oltre al non eletto sindaco di Baschi, Romoli, arriva dopo pochi giorni dall’elezione e noi impugniamo presso il tribunale ternano til verbale di ineleggibilità redatto dal consorzio, tramite l’allora commissario straordinario. Il tutto è incentrato, secondo il Consozrio, sull’articolo 19 dello statuto consortile che elenca le cause di ineleggibilità e incompatibilità, tra le quali quella di essere debitore verso il Consorzio. A nostro avviso, però, la motivazione risulta subito errata, anche in base alla giurisprudenza, poiché il mancato pagamento – in questo caso di una bolletta – è una causa semmai di incompatibilità che può essere sanata entro 10 giorni dall’elezione, ma non di ineleggibilità. Tutti gli ineleggibili avevano, peraltro, mancati pagamenti da 30 a 120 euro, interessi compresi. Nel caso di Montori circa 30 euro. Comunque – aggiunge De Angelis – per i tre non c’era neppure una causa certa di incompatibilità, non avendo essi ricevuto la messa in mora formale, ma solo un avviso bonario”.

Subentri e sviluppi “A distanza di un anno e mezzo – conclude l’avvocato – questi ricorsi si concludono, a parte quello di Vacata ancora pendente, e per i tre restanti (Montori, Nicchi e Romoli, ndr) il tribunale di Terni, con giudici diversi, dichiarano che trattasi di causa di incompatibilità e non di ineleggibilità e dunque il Consorzio si è sbagliato. Il Consorzio ha comunque inoltrato ricorso a sua volta e, ad oggi, si è concluso di fatto solo l’iter relativo a Montori, anche in secondo grado. Finora si è concluso il pronunciamento di primo grado per Nicchi e Romoli, non ancora per Vacata, ma solo è questione di tempo. La comunicazione di reintegro effettivo di Montori è di agosto e domani parteciperà al cda. Il consorzio, peraltro, è stato condannato al pagamento delle spese. Al posto di Vacata che, comunque, vista la perfetta similitudine con i ricorsi degli altri e i loro esiti, ha già proposto al Consorzio una soluzione extra-giudiziale, subentrerebbe Sergio Tamburini”.

Vacata Per Gabriele Vacata, infine, “È stata proclamata nel 2015 una composizione illegittima del Consorzio di bonifica, per tre su 7 membri del cda consortile. Lo dice il tribunale. Una situazione che, se fosse state diversa, come oggi indicano i nostri ricorsi, poteva cambiare anche il corso delle cose e la politica stessa del Consorzio”.

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Andrea Giuli
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