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Consiglio regionale, si alza il sipario sull’undicesima legislatura: subito scintille, la maggioranza candida Squarta alla presidenza

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Consiglio regionale, si alza il sipario sull’undicesima legislatura: subito scintille, la maggioranza candida Squarta alla presidenza

Redazione politica
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L'aula del Consiglio regionale
L'aula del Consiglio regionale

PERUGIA – Tutti a favore di telecamere e flash, abito buono e volto concentrato. Lunedì mattina si è aperta ufficialmente l’undicesima legislatura della Regione. Prima riunione dell’Assemblea di Palazzo Cesaroni a maggioranza di centrodestra. All’ordine del giorno della seduta, convocata dal consigliere anziano Fabio Paparelli del Pd,  c’era l’elezione del presidente e dell’Ufficio di presidenza. Il presidente, il centrodestra ha proposto il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Squarta, è eletto a maggioranza dei quattro quinti dei componenti dell’Assemblea, ma se dopo tre scrutini nessun candidato ottiene la maggioranza richiesta, nella quarta votazione, da tenersi nel giorno successivo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei consiglieri. E così, salvo ribaltoni, Squarta verrà eletto martedì dato che lunedì nelle tre votazioni non è stato raggiunto il quorum. Successivamente all’elezione del presidente si procede a quella dei due vicepresidenti. In questa votazione ciascun consigliere può indicare un solo nominativo. Sono proclamati eletti i due consiglieri che riportano il maggior numero di voti e, a parità, i più giovani di età.

Dibattito Nel corso del dibattito il capogruppo Pd, Tommaso Bori, ha attaccato a testa bassa la maggioranza e l’assessore alla Sanità Luca Coletto arrivato ritardo in aula: “Nelle istituzioni presenteremo le nostre proposte e combatteremo ciò che va contro i nostri ideali e valori. Non governerete una landa desolata ma una delle regioni dove si vive meglio in Europa. L’Umbria ha saputo rialzarsi dopo la povertà e l’arretratezza del dopoguerra. C’è una storia da difendere e una speranza da riaccendere”. Il capogruppo dem rivendica il metodo della programmazione, come fatto negli anni ‘60 “con la partecipazione delle forze economiche, sociali e culturali. Lì nacque l’Umbria come modello di sviluppo”. Poi l’affondo su Coletto: “E’inaccettabile avere un assessore condannato per razzismo. Lei deve dire se era a conoscenza o meno, se era all’oscuro”. Più tardo, rispondendo ai giornalisti sulla condanna per avere raccolto firme, insieme ad altri esponenti politici, per sgomberare un campo nomadi abusivo, Coletto ha spiegato che “è vero che c’è stata questa condanna, ma è anche vero che si trattava di un reato di opinione”.

Tornando al dibattito, invece, Andrea Fora del Patto civico per l’Umbria ha detto “di aver ascoltato molto parole come discontinuità e cambiamento, è una diagnosi comune, ma dovremo concentrarci sulla cura. Evitiamo sterili contrapposizioni. DNA dell’Umbria non muterà nonostante maggioranza leghista”. Fora ha proposto sedute del Consiglio itineranti e ricordato i dati economici negativi che caratterizzano l’Umbria. L’ex candidato alla presidenza della Regione, Vincenzo Bianconi, nel suo intervento ha sottolineato come “la regione non si può rilanciare da soli, dietro serve una spinta popolare. Costruiamo insieme una legge di democrazia partecipativa reale. Serve un metodo anche per affrontare tutti i problemi della regione, serve una stagione di bella politica da parte di tutti. Sarò attento osservatore e contrasterò le ingiustizie, ma garantirò impegno, idee e contenuti per il bene dell’Umbria”.

Poi è stata la volta di Thomas De Luca, M5s, che ha rimarcato come “troppe aree di questa regione si sono sentite abbandonate. Altra priorità sarà quella di allargare i diritti, per questo anche io sottoscriverò l’interrogazione sulla condanna di Coletto, e dare risposte su questo punto presidente è essenziale”. Centrale, secondo De Luca, “dovrà essere anche il riequilibrio territoriale: non dovranno più esistere cittadini di serie A e quelli di serie Z”. Dal fronte della maggioranza, invece, il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli è intervenuto sulla condanna di Coletto: “C’è una certa insensibilità Bori nel sollevare casi che riguardano persone che non sono presenti in aula, almeno nel primo giorno. Ma vi faccio un in bocca al lupo per portare a termine insieme a noi ciò che non è stato fatto”. Sul versante di Forza Italia l’assessore Roberto Morroni ha messo in guardia i colleghi: “Non c’è spazio per amarcord e per rivendicazioni propagandistiche o strumentalizzazioni, figlie di una propensione alla polemica che non è quello che serve. Qui occorre un confronto alto e nessuno vuole mettere in discussione diritti e valori  fondamentali e sacrosanti. Da questa maggioranza comportamento responsabile e attento. La posta in gioco è far sì che l’Umbria continui su traiettoria di progresso e benessere. E bisogna farlo con tutte le forze dell’Umbria, al di là di ruoli e collocazioni”. Parole, promesse, sorrisi e flash: la prima seduta del consiglio regionale si chiude così.

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