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Congresso Pd, Verini sferza i giovani: “Volete il partito? E allora fatevi avanti”

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Congresso Pd, Verini sferza i giovani: “Volete il partito? E allora fatevi avanti”

Pinocchio
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Un manifesto elettorale del Pd
Un manifesto elettorale del Pd

PERUGIA – Alla trentaquattresima conferenza in sei mesi, ma qui il pallottoliere può essere in difetto, anche il sempre diplomaticamente rotondo e ben pettinato può fare per una volta la parte del cecchino e non quella consueta del bersaglio. D’altronde negli ultimi mesi, quello che resta del Pd umbro, ha bombardato da tutte le posizioni la cabina di regia: cioè lui, il deputato di Città di Castello, veltroniano al titanio e attuale commissario regionale per volere del segretario nazionale Nicola Zingaretti. E allora, giovedì mattina nella sede regionale di via Bonazzi dove assiepati ci sono più giornalisti che dirigenti, si rivolge ai cosiddetti leoni del partiti: “Il ricambio generazionale è giusto ma anche i giovani si facciano avanti, non possono chiederci di farci da parte.. Prendano coraggio e si facciano avanti con le idee e non con metodi correntizzi..”, lascia cadere il commissario regionale che di correnti e tessere non vuol sentir parlare. E chissà che i giovanotti, la cui maggioranza si ritroverà sabato mattina al Park Hotel di Ponte San Giovanni, fischieranno le orecchie e magari spunterà fuori qualche grammo di coraggio in più di quello dimostrato fin ad ora. Letterine e dichiarazioni non bastano più. Lanciato il missile Verini addolcisce: “L’importante è che si ragioni sulla sconfitta e sul che fare per ridare una nuova ragione sociale al Pd e al centrosinistra in questa regione. Le nuove generazioni si mettano in prima fila e conquistino lo spazio”. Insomma, i giovani combattano se hanno armi.

Apertura  Certo è che Verini e quelli accanto a lui puntano, sull’onda nazionale, ad aprire il partito “alle forze della società civile, delle professioni e dell’impresa, insomma alla società umbra nel suo complesso perché non bisogna chiudersi in un fortino”. In prima fila sorride compiaciuta la spoletina Camilla Laureti che alcuni vedono come candidato in pectore alla segreteria regionale proprio con la benedizione dell’asse Verini-Zingaretti e affiliati. Si vedrà. Anche perché a proposito del congresso ancora oggi non si è ben capito quando si farà. Forse aprile ma forse anche settembre, tutto dipende dalle decisioni dei vertici nazioni e dalla data di quel congresso nazionale di rifondazione palingenetica annunciato da Zingaretti. Per il momento venerdì si chiude il tesseramento e Verini parla di “oltre due mila tessere fatte ma i numeri potrebbero essere molto più alti”. Grande ottimismo, insomma che sembra contrastare con un partito che al momento di vivace sembra avere poco.E proprio per dare una sterzata e lo stesso Verini ad annunciare che il 28 e 29 febbraio il Pd umbro darà vita a una due giorni di dibattito e riflessione a cui parteciperanno oltre 150 personalità che dovranno portare il punto di vista della mitica società civile. Imprenditori, docenti universitari e qualche rappresentante delle categorie? Probabile ma a breve lo si capirà. Certo è che il partito che piace a Verini è quello, e lui stesso li cita, formato da gente come la già citata Camilla Laureti, Giuliano Giubilei, Giuseppe Metastasio, Giuseppe Capponi, Luca Ferrotti, dalla giovane perugina Costanza Spera e dalla folignate Giorgia Azzarelli. Qualcuno in platea  malignamente sussurra:bellissimi volti, pochissimi voti.

Palla avanti E ancora, il mantra riguardo al recente passato non cambia. “Il 22% ottenuto alle elezioni regionali resta una buona base di partenza e d’altronde con l’inchiesta che ha decapitato i vertici del partito non si poteva pensare di fare altro rispetto a quanto si è fatto, ora si tratta di ricostruire tutti insieme un partito aperto e non ripiegato su logiche interne”, sottolinea Verini. E per questo un congresso tutto giocato solo sul voto degli iscritti non lo entusiasma anche perché, ma questo non lo dice, perché farebbe riemergere i cosiddetti ‘signori delle tessere’. che forse in Umbria non ci sono più ma se ancora ci sono non hanno certo gradito la cura propinata al partito dallo stesso Verini. Nota non di colore: assenti sindaci e consiglieri regionali. Presente, invece, l’indomito ex sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino.

Suppletive A chiudere sulla scelta del candidato che dovrà vedersela con l’alfiere del centrodestra per una poltrona in Senato in sostituzione del posto vacante lasciato dalla presidente della Regione Donatella Tesei. Anche qui, Verini, chiarisce di nuovo mandando segnali ai contestatori interni “che non è affatto vero che si prendono decisioni tra pochi perché per l”individuazione della candidatura c’è una commissione che ci lavora da tempo formata da diverse persone e tra oggi e domani individuerà una figura all’altezza della sfida che io ritengo sia aperta”. Non ci sarà  il sindaco di Narni Francesco De Rebotti e Verini lo spiega ricorrendo all’anagrafe: il Comune risulta tra quelli sopra i 20 mila abitanti e quindi senza dimissioni De Rebotti sarebbe stato tecnicamente incandidabile. Come a dire meglio non rischiare. Almeno questa è la versione del commissario. E allora dalla scelta potrebbe saltare fuori qualche sindaco, vedi Trevi, Spello, Ficulle e San Venanzo. Ma la situazione, conclude Verini, “è aperta e possiamo giocare la nostra partita elettorale”. La situazione da casa Pd è questa.

 

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