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Congresso Pd Terni, Pardini anticipa le mosse e il ‘correntone’ insegue

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Congresso Pd Terni, Pardini anticipa le mosse e il ‘correntone’ insegue

Andrea Giuli
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Un banchetto del Pd di Terni

TERNI – È ancora presto per tirare le somme, ma, a quanto pare, i primi, non trascurabili tasselli dell’imminente, tribolatissimo congresso del Pd ternano (da celebrare entro il 12 novembre prossimo) si stanno palesando.

Pardini esce allo scoperto, ipotesi Se, a meno di sorprese dell’ultim’ora, lunedì 2 ottobre il medico Alessandro Pardini lancerà in un modo o nell’altro la sua candidatura alla segreteria comunale – una candidatura, così risulta, partorita in seno alla parte del Pd locale che guarda ad Eros Brera e a Giampiero Bocci -, allora il cosiddetto ‘correntone’ dovrà presto organizzarsi per un proprio candidato competitivo, visto che sul nome di Pardini l’unità del partito appare fantascienza. Naturalmente, dipenderà dalla natura esatta dell’annuncio che il chirurgo farà. E, per dirla tutta, non è neppure escluso che, in virtù di un eventuale accordo certosino che eviti la frantumazione verticale, la fantascienza una volta tanto si possa trasformare in sorprendente realtà, con la convergenza pressoché unitaria del partito locale sul nome di Pardini. Chi vivrà vedrà.

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Il correntone Ma cosa è il ribattezzato correntone? Non pochi dentro il partito ternano lo spiegano così, con affettuosa e ruvida sintesi: “Una specie di tutti contro Brega”. Da quello che si capisce in questo momento nel caos “calmo” democratico, il “correntone” risponderebbe grosso modo – per sottrazione più o meno logica – al resto del variegato Pd ternano. Sillogismo ardito e liquido. Ma tant’è. Sta di fatto che in questi giorni i vari protagonisti del “correntone” si incontrano a ripetizione, contatti, confronti, ricognizioni. Si va dai sette segretari di circolo che hanno firmato il cosiddetto “documento del se non ora quando” agli 8 dirigenti e iscritti che hanno elaborato un altro documento, entrambi già usciti sui media locali. Se tra gli ispiratori del primo vi sarebbero Sandro Corsi, l’ex assessore Stefano Bucari, il consigliere comunale Orsini, l’attuale assessore Giacchetti e i non meglio precisati “amici di Leo” (che sta per Leopoldo Di Girolamo), il secondo documento porta la firma, tra gli altri, di Stefano Bufi, Marco Malatesta e Folco Napolini. Insomma, un coacervo di provenienza diessina ma non solo. Naturalmente, si attende di capire quale sarà la posizione di due ‘big’ del partito come Gianluca Rossi e Fabio Paparelli, con quest’ultimo che fa filtrare messaggi circa una sua olimpica neutralità.

Giovani renziani In queste ore si starebbe profilando, peraltro, un’altra posizione: quella dei ‘giovani renziani’ della prima ora – i vari Antonello Fiorucci e Fabio Narciso – i quali, nel caso di una mancata convergenza con il gruppo dei sette segretari di circolo e con quello degli otto firmatari, potrebbero tentare di raccogliere consenso su un documento tuttomloro.

Congresso provinciale, primi nomi Per quanto riguarda invece l’assistenza provinciale e l’elezione del segretario, le cosiddette tesi congressuali dovrebbero essere consegnate dalle varie mozioni entro lo stesso lunedì 2 ottobre. In tal senso, i breghiani starebbero pensando seriamente a candidare per la segreteria l’attuale sindaco di Ferentillo, Paolo Silveri.

Giacchetti Emilio e sindaco Di Girolamo

Candidati anti-Pardini Chi potrebbe dunque candidare il cosiddetto “correntone” in alternativa a Pardini? Qui, la sensazione è quella – al momento – di poche idee e confuse. O, forse i non pardiniani aspettano di valutare il peso del nuovo tesseramento e, poi, di capire dai singoli congressi di circolo quanti delegati effettivi potranno schierare per il voto nell’assemblea comunale da cui dovrà sortire il nuovo segretario. I nomi? Per ora quelli già fatti nei corridoi: il quarantenne Daniele Lombardini, l’assessore Giacchetti, l’ex assessore Stefano Bufi (forse più per il provinciale), lo stesso Folco Napolini, “regista” in molti sensi e attivissimo nel tessere il confronto fra le varie anime del correntone.

Questo, a spanne, il quadro di oggi. Ma al congresso comunale mancano alcune settimane e non sarà inutile dare un’occhiata anche al regolamento dell’assise che offre, in teoria, alcune gustose possibilità “tecniche” e scenari fino al giorno prima della celebrazione congressuale. E perfino dopo.

La sede del Pd di Terni

La sede del Pd di Terni

Candidature in zona Cesarini Basterebbero due regolette ‘illuminanti’ per ipotizzare trappole e colpi di scena. O un altro svolgimento. Per esempio, il comma 13 dell’articolo 8 del suddetto regolamento: “Le candidature a segretario cittadino si presentano alla commissione provinciale del congresso entro le ore 20 del giorno antecedente il congresso, con il sostegno di almeno il 20% più uno dei membri eletti nell’assemblea stessa”. Tradotto: ipotizziamo che il congresso ternano del Pd si tenga il 10 novembre, la candidatura a segretario potranno essere ‘coperte’ fino alle 20 del 9 novembre. Con tutto quel che ne consegue.

Il ballottaggio Ma non solo. I commi 11 e 12 dell’articolo 8 spiegano come si elegge il segretario comunale. Eccoli: “…In caso di necessità di una seconda votazione, questa si terrà a distanza di tre giorni. E poi: “Il segretario dell’Unione comunale è eletto nella prima votazione, se ottiene il 50 % più uno dei voti degli aventi diritto. Nel caso in cui, nella prima votazione, il candidato vincente non riceva il numero minimo di voti richiesti…entro tre giorni, viene riconvocata l’Assemblea comunale per una seconda votazione: a) Nel caso in cui i candidati sono più di due si effettua il ballottaggio tra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti e risulta eletto segretario il candidato più votato; b) Nel caso di candidatura unica che non raggiunga da subito almeno il 50% più uno degli aventi diritto, si ripete il procedimento di elezione sopra descritto attraverso la presentazione di nuove candidature a cui possono concorrere anche i candidati precedenti”.

In soldoni, occhio ad eventuali candidati-specchietto, magari destinati alla giubilazione alla prima votazione, per lasciare spazio a possibili, altri candidati nel successivo ballottaggio.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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