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Confindustria Umbria, il ternano Antonio Alunni è il nuovo presidente: “Vorrei che fossimo nella regione italiana più business-friendly. La politica ci aiuti”

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Confindustria Umbria, il ternano Antonio Alunni è il nuovo presidente: “Vorrei che fossimo nella regione italiana più business-friendly. La politica ci aiuti”

Andrea Giuli
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ASSISI – Parterre de roi, martedì, al teatro Lyrick di Assisi per l’assemblea annuale di Confindustria Umbria.

Ospiti illustri, Alunni nuovo numero uno Alla presenza di una volta platea di operatori ed esperti, del presidente nazionale degli industriali, Boccia, del presidente uscente Cesaretti, del ministro Poletti, della governatrice dell’Umbria, Marini e dell’ ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi (nonché presidente di Aspen Institute Italia), Tremonti, l’imprenditore ternano 46enne  Antonio Alunni, amministratore unico di Fucine Umbre di Terni, è stato eletto nuovo presidente di Confindustria Umbria per il biennio 2017-2019. Suo vice, Luca Tacconi, del Gruppo Tacconi di Assisi.

Cesaretti, Boccia, Alunni

Cesaretti, Boccia, Alunni

La mission “Il nostro dovere – ha detto Alunni nel suo discorso -, la nostra missione come Associazione, sono quelle, oltre che di difendere gli interessi delle nostre imprese, di perseguire l’interesse generale della nostra regione. Un’Umbria che ha una parte essenziale della sua identità costituita dall’industria e che deve essere all’avanguardia nelle politiche di reindustrializzazione. Permettetemi di essere audace: Noi vogliamo che l’Umbria diventi la regione più business-friendly d’Italia e con una attenzione particolare alla dimensione etica, individuale, collettiva e anche dei territori”.

La globalizzazione e le radici Poi ha aggiunto: “La crescita economica mondiale dovuta alla globalizzazione non è un fenomeno che ha conseguenze soltanto positive per tutti i Paesi, per tutte le persone e per tutte le imprese. La globalizzazione obbliga ogni persona, ogni impresa, ogni territorio, ogni Paese, a ripensare le proprie competenze, il proprio capitale umano, il proprio capitale fisico, la propria vocazione produttiva. E mentre il mondo si globalizza ovunque vi è un ritorno alla considerazione delle proprie radici e della propria storia e noi viviamo in una regione che ha radici identitarie straordinarie e antiche, ma su cui si sono innestati mutamenti ed innovazioni non meno importanti”.

Il tavolo della presidenza

Il tavolo della presidenza

La crisi, la sfida umbra Non solo. “La crisi iniziata nel 2008 – ha detto il neo presidente – che ha ovviamente colpito anche l’industria umbra ha fatto perdere capacità produttiva: Non abbiamo però perso le due cose più importanti per perseguire la reindustrializzazione della nostra regione, ovvero lo spirito imprenditoriale che rimane forte e diffuso, e le grandi competenze professionali delle nostre maestranze e dei nostri tecnici, talvolta sottoutilizzate, ma che con adeguate politiche attive possono essere rivitalizzate e pienamente valorizzate per le nuove produzioni industriali”.img_5685

Messaggio alla politica “Noi imprenditori – ha evidenziato Alunni – siamo chiamati a fare la nostra parte per il bene comune della nostra regione, ma non possiamo riuscire adeguatamente nel nostro lavoro se la centralità dell’industria non è pienamente percepita e se il clima politico, civile e sociale intorno all’industria non muterà da quello attuale, di scetticismo, ad uno di condivisione”. Rivolgendosi soprattutto alle autorità politiche, ed in particolare alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, Alunni ha fatto riferimento ad uno studio “che offre un’analisi sistematica dei singoli vincoli amministrativi che incidono negativamente sull’iniziativa economica”. Le problematiche e le soluzioni individuate dallo studio Aspen Institute Italia riguardano anche quelle che dipendono dai livelli regionali e degli enti locali. “Quello che io chiedo alle nostre istituzioni politiche – ha affermato – è di voler cooperare con noi al fine di individuare quali sono le problematiche maggiormente rilevanti per il nostro territorio, e quali soluzioni possano essere adottate nell’interesse generale e non solo delle industrie”.

Antonio Alunni

Antonio Alunni

Burocrazia e ostacoli Alunni ha insistito quindi su annosi e delicati tasti: “I costi amministrativi non sono soltanto costi monetari, ma anche e soprattutto, costi-opportunità. Nessun reale processo di reindustrializzazione e nessuna attrazione di nuove imprese, potranno mai essere realizzati in modo significativo se l’Umbria non riuscirà in questa sfida. Perciò la competitività della nostra industria richiede non solo azioni ‘in negativo’, di rimozione degli ostacoli, ma anche azioni ‘in positivo’. Azioni sul capitale umano, sulla promozione dei territori, sulla gestione delle aree industriali, sulla disponibilità di infrastrutture, fisiche e digitali”.

Cesaretti e Alunni

Cesaretti e Alunni

Il curriculum di Alunni Antonio Alunni è nato a Terni nel 1971. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università “La Sapienza” in Roma, nel 1996 ha iniziato a svolgere la propria attività lavorativa in Fucine Umbre, prima come responsabile amministrativo e finanziario e successivamente, nel 1998, come responsabile della produzione. Dal 2000 ricopre la carica di presidente ed amministratore delegato prima e ora amministratore unico della Fucine Umbre, azienda produttrice di componenti stampati a caldo in materiali metallici, specializzata nella realizzazione di particolari ad alto contenuto tecnologico destinati prevalentemente al settore aeronautico, operante nei mercati nazionali e internazionali. Prima della nomina a presidente di Confindustria Umbria è stato vice presidente con delega all’Innovazione e all’organizzazione. Ricopre i seguenti ulteriori incarichi: presidente del Polo Aerospaziale dell’Umbria (Umbria Aerospace Cluster), presidente dell’Umbria Digital Innovation Hub, vice presidente della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, membro del Consiglio generale di Confindustria nazionale, membro del Comitato di indirizzo della Fondazione Carit e consigliere della Banca d’Italia, succursale di Perugia.

Alunni e Tremonti

Alunni e Tremonti

Cesaretti L’assemblea confindustriale regionale è stata aperta dal presidente umbro uscente, Ernesto Cesaretti che ha ricordato, tra le molte cose di cui ha parlato, che “nel guidare Confindustria Umbria è restato sempre fedele ai caratteri dell’ascolto e dell’equilibrio”, mettendo in evidenza come “le classi dirigenti non siano ancora riuscite a prendersi cura delle prossime generazioni. Non lo abbiamo fatto a sufficienza – ha detto – e lo dimostrano la bassa occupazione giovanile, che è il vero ‘tallone d’Achille’ italiano, ed anche umbro, e la fuga dei cervelli. Per arginare il depauperamento del capitale sociale e umano, Confindustria ha sostenuto con forza la necessità di tagliare il cuneo fiscale per i primi tre anni per i giovani neo assunti a tempo indeterminato. Confindustria Umbria ha cominciato ad affiancare le imprese che si avvicinano ad Industria 4.0 con investimenti che introducono in fabbrica l’interconnessione delle macchine, la gestione dei big data, le tecnologie d’avanguardia. Siamo stati i primi in Italia a costituire il Digital Innovation Hub che coinvolge le eccellenze locali e nazionali nelle varie tecnologie abilitanti. Gli abbiamo dato una fisonomia che valorizza le competenze umbre, aprendoci a prestigiose realtà internazionali, come l’Istituto Italiano di Tecnologia. Da soli possiamo fare molto, ma non tutto. Sentiamo forte la necessità di definire insieme un nuovo progetto per la regione, per le imprese, per la società, in modo da guardare oltre le posizioni di comodo, le piccole convenienze, gli interessi di parte”.

Nevi Tra i presenti nell’affollata platea, anche il capogruppo in Regione di Forza Italia, Raffaele Nevi, che commenta entusiasta: “Ad Assisi ho partecipato all’assemblea generale della Confindustria Umbria. Sono rimasto piacevolmente colpito dall’atmosfera presente al teatro Lyrick. Noi di Forza Italia siamo da sempre vicini a chi fa impresa, a chi contribuisce con il proprio ingegno, e anche con una buona dose di coraggio, a rendere sempre più rigogliosa l’economia reale affrontando quotidianamente le molteplici sfide che il mercato porta con se. Dico di più: l’intenzione, manifestata dal nuovo presidente, di rendere la nostra una regione davvero “business-friendly” rispecchia pienamente l’obiettivo che da sempre il mio partito si è posto. La speranza è che Confindustria possa essere da stimolo anche per il Governo regionale. Dal canto nostro siamo pronti ad accettare la sfida. E proprio per tale motivo confidiamo in una Confindustria forte e autorevole e, di certo, non politicamente corretta. Valuteremo bene dai fatti”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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