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Confindustria Umbria, Briziarelli nuovo presidente. “Patto per riportare in alto le imprese del territorio”

Conclusa e pubblica dell'assemblea dell'associazione industriali. Il pungolo del nuovo presidente alle istituzioni locali

ASSISI – Vincenzo Briziarelli, presidente della Fornaci Briziarelli Marsciano è il nuovo presidente di Confindustria Umbria. Lo ha eletto martedì pomeriggio l’assemblea dei soci che si è svolta presso il teatro Lyrick di Assisi, con il 95,14% Succede ad Antonio Alunni ed avrà come vice  Giammarco Urbani, amministratore delegato della Urbani Tartufi. che ha ricoperto dal 2016 al 2020 il ruolo di presidente di Confindustria Terni.

L’elezione di entrambi, per il biennio 2021-2023, è avvenuta nel corso della parte privata, riservata alle imprese associate, dell’Assemblea generale al Teatro Lyrick di Assisi e durante la quale è stato approvato anche il programma di attività del mandato. Presenti anche la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Alunni: il Pnrr per la crescita

La parte pubblica dell’assemblea, introdotta dai saluti del sindaco Stefania Proietti, ha visto la relazione del presidente uscente Alunni, che ha tirato le somme dell’ultimo anno. Alunni, nel sottolineare come l’anno passato ha ovviamente risentito degli effetti della pandemia, che ha imposto “terribili condizioni” pandemia ha imposto a molti settori economici, come quello del commercio e del turismo, ha ricordato come l’arrivo dei fondi del Pnrr nell’ambito del Next Generation EU ha già fatto segnare effetti positivi, che proseguiranno: “Ma questo – ha detto – non è stato l’unico strumento. Vi è stata anche, e soprattutto, la straordinaria capacità delle nostre aziende, a partire da quelle manifatturiere, di riuscire a mantenere la produzione anche nelle condizioni più difficili. Di riuscire a continuare ad innovare, a conquistare nuovi mercati”

Il discorso si sposta poi sulla globalizzazione dell’economica, partendo da un dato e cioè che il volume del commercio mondiale nel 2020 è stato inferiore di solo il 5 per cento rispetto a quello del 2019. Mentre per  quanto riguarda lo scambio delle merci, in base alle stime del WTO, la crescita globale aumenterà del 5,3% nel 2021, dopo essersi contratta del 3,8% nel 2020. “Per una Regione manifatturiera come la nostra, il dato è del tutto significativo”, dice Alunni.

Globalizzazione e crescita dimensionale

“La globalizzazione dell’economia andrà avanti –spiega Alunni – ma si avranno degli aggiustamenti, dei riequilibri, sia dal lato delle regole giuridiche e fiscali, sia dal lato del controllo delle catene del valore.  Come imprenditori, dobbiamo essere molto attenti a comprendere questo fenomeno. Dobbiamo saper anticipare le decisioni che verranno prese, al fine di adottare strategie aziendali adeguate. Non dobbiamo subirle. Come Confindustria Umbria, questo è e sarà uno dei servizi essenziali che vogliamo offrire ai nostri associati. Comprendere e ragionevolmente prevedere quali saranno le direzioni nelle quali la globalizzazione economica post-pandemia si strutturerà è altresì essenziale per prendere decisioni adeguate, come singole aziende e come sistema produttivo, rispetto al tema centrale della crescita dimensionale. In una economia globalizzata, la crescita dimensionale è la sola possibilità per le aziende di rimanere competitive. È la sola possibilità di avere le risorse per effettuare gli investimenti necessari. Pensiamo soltanto agli investimenti per la digitalizzazione dei processi produttivi; per la trasformazione green; per l’adozione in modo esteso ed adeguato dell’Intelligenza Artificiale”.

Creare spazi per i Giovani in Umbria

Alunni fa anche un accenno importante all’Umbria: “Uno dei fenomeni più dolorosi che ci riguarda sono i giovani brillanti, di alte competenze, che lasciano la nostra Regione. Chiediamoci perché questo avviene. La risposta è semplice. Per questi giovani non vi sono spazi adeguati in un sistema economico dove le aziende sono troppo piccole, e dove non vengono loro offerte opportunità di lavoro e di carriera adeguate. La crescita dimensionale delle nostre aziende non è quindi soltanto una necessità economica. È anche una necessità sociale fondamentale”. Il presidente uscente sottolinea che: “la crescita economica di oggi è una felice coincidenza tra le buone decisioni prese dal nostro Governo, le buone decisioni dell’Unione Europea, la grande capacità di resistenza e di disciplina dei cittadini italiani, le virtù delle nostre imprese.Tutti questi aspetti fortemente positivi non devono però farci dimenticare che nessuno di essi, singolarmente ed insieme, avranno la pur minima conseguenza positiva nel risolvere i problemi strutturali che si oppongono alla creazione di ricchezza. Che si oppongono alla competitività della nostra economia, della manifattura e dei servizi, nel mondo della globalizzazione.

Alunni: favorire le imprese umbre

Poi l’invito alle istituzioni: ” Abbiamo chiesto fortemente negli anni recenti alle autorità di governo della nostra Regione di operare una profonda revisione, sia a livello legislativo che a livello regolamentare, che dia alle nostre aziende e in particolare alle nostre industrie delle condizioni favorevoli. Chiediamo semplicemente che ci siano date le stesse condizioni delle quali godono le aziende della Lombardia o le aziende del Veneto o le aziende della vicinissima Toscana. Regioni civilissime, per le quali non si può evocare, come troppo spesso viene pretestuosamente invocato, il pericolo di una cosiddetta “corsa al ribasso”. Siamo perfettamente consapevoli che la tragedia della pandemia ha posto sulle autorità di governo della nostra Regione una pressione fortissima, e che la tutela della salute pubblica ha assorbito la gran parte dell’attenzione e delle decisioni da prendere. Ma adesso che la pandemia si attenua, non vi sono più ragioni per eludere una questione dalla quale dipende in maniera cruciale il benessere e lo stesso futuro di tutti i cittadini umbri, che siano imprenditori o dipendenti. Mi permetto quindi di chiedere alle autorità regionali di volersi subito impegnare in una forte azione per fare dell’Umbria una delle Regioni più business friendly dell’Italia. Noi oggi, come prima, siamo pronti a fare la nostra parte. Con le idee e con il confronto” e senza “alcuno spirito corporativistico”.

Le rappresentanze

Secondo Alunni “il ruolo delle rappresentanze degli interessi sociali – ha concluso Alunni – non è quindi quello di appiattirsi sulle decisioni della maggioranza politica di turno. Non è quello di aumentare il consenso di chi governa, anche quando chi governa ha idee vicine alle loro. Il loro ruolo è di essere sempre sentinelle critiche. Il loro ruolo è di supportare la realizzazione dei progetti di politiche pubbliche con i quali concordano, e di opporsi a quelli con i quali non concordano. Non è quello di allinearsi al potere politico, non è quello di essere collaterali alla ricerca del consenso politico. Se lo fanno, danneggiano coloro che rappresentano, e danneggiano anche il sistema politico”.

Briziarelli: opportunità storica

Nella sua prima relazione, il nuovo presidente Briziarelli ha parlato di “occasione storica per orientare il futuro delle imprese e della regione per i prossimi 20 anni”. “Mai, come in questo periodo- dice Briziarelli – si è avuta la convergenza di fattori che consentono di cambiare in senso strutturale il Paese, l’Umbria, le aziende. Tra essi figurano: la ripresa dell’economia; l’orientamento della politica europea; le prossime riforme; la credibilità del Governo; la disponibilità di risorse finanziarie; e, infine, le tecnologie che pervadono la vita ed il lavoro di ciascuno di noi.  Sono elementi che costituiscono un contesto che offre grandi opportunità di cambiamento. Sta alla nostra responsabilità, affrontare questo scenario con la consapevolezza che dalle scelte di oggi dipendono i nostri destini e quelli delle prossime generazioni. L’obiettivo è innescare una nuova fase di crescita sostenibile, in cui l’innovazione e la competitività siano coniugate con la tutela dell’ambiente, dell’occupazione, della qualità della vita e dell’equità. E’ richiesto un impegno straordinario, senza il quale rischieremmo di dissipare una grande quantità di risorse e di ritrovarci nel 2024 con un tasso di crescita modesto, incompatibile con la sostenibilità del debito pubblico.   Per quanto difficile, è alla nostra portata”

Patto per l’Umbria

Briziarelli propone poi un “Patto per l’Umbria”, per riportare “insieme le imprese, la comunità e l’Umbria ai livelli che meritano e che sono propri delle aree più avanzate”. Il Patto, secondo Briziarelli deve basarsi “su una visione di lungo periodo dell’industria e della regione, e su una prospettiva dalla quale discendano decisioni coerenti. Un Patto che aggreghi le intelligenze e le risorse di quanti possono contribuire al rilancio dell’economia e che unisca le Istituzioni, le Associazioni di categoria, i sindacati, la ricerca e la formazione”. Briziarelli delinea poi le lineeoperative di Confundustria: “aiutare le imprese in questo percorso di crescita e cambiamento e lavorare per creare le condizioni ideali per lo sviluppo economico e sociale nel nostro territorio”. Ovviamente anche grazie ai soldi che arriveranno da Pnrr.

L’appello a Tesei

Quindi, l’appello alla presidente Tesei: “L’ottimo lavoro fatto per il turismo, che ha consentito di far conoscere  ed apprezzare l’Umbria a centinaia di migliaia di italiani, facendo registrare ad agosto tassi record di visitatori, potrebbe essere replicato con un progetto comune per attrarre nuovi investimenti. L’Umbria, infatti, oltre ad avere un mare di bellezza, ha anche un mare di imprese, di ricercatori, di professionisti e di talenti che bisogna far conoscere, promuovere, tutelare, incentivare. Invitiamo pertanto le Istituzioni competenti a lavorare insieme a noi perchè la nostra bellissima regione possa svilupparsi in questi prossimi anni”

Bonomi: fare le riforme

Calro Bonomi, presidente nazionale di Confindustria, a margine del suo intervento, ha sottolineato: “Oggi con le risorse che ci vengono messe a disposizione con il Pnrr finalmente possiamo sperare di superare alcuni gap infrastrutturali che abbiamo, ma solo questo non basta.Io mi concentro molto anche sul tema delle riforme. Se non riusciamo a risolvere i colli di bottiglia di 25 anni che frenano la produttività di questo Paese credo che non andiamo nella strada giusta”.

Premio fedeltà

La cerimonia ha vinto la consegna anche del “Premio fedeltà associativa” per i 50 e 75 anni di iscrizione a Confindustria Umbria. In particolare, per i 50 anni di iscrizione C.S.C. alle aziende: Calcestruzzi Sabatini Crisanti, Colabeton, Fucine Umbre; per i 75 anni di iscrizione Italmatch Chemicals, Krea Costruzioni e Tintoria Lavanderia Petrini.

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