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Confartigianato Umbria lancia la sfida ( e qualche frecciata) su sviluppo e occupazione

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Confartigianato Umbria lancia la sfida ( e qualche frecciata) su sviluppo e occupazione

Andrea Giuli
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Un lavoratore di una piccola media impresa

TERNI/PERUGIA – Una stoccata, uno sprone. Magari a fin di bene, ma non alieno da allusioni critiche e malizie. Il segretario regionale di Confartigianato Umbria, Gianluca Tribolati, lancia un appello di speranza alle istituzioni e a tutti gli attori sociali dell’economia umbra. E non disdegna di levarsi qualche “sassolino dalla scarpa”. Tribolati lo fa con un torrenziale intervento scritto, di cui, di seguito, pubblichiamo ampio stralcio significativo:

“Nel nostro Paese il ciclo economico, nello specifico il mercato del lavoro, sta mostrando piccoli segnali che ci portano a parlare di una sperata ripresa, ma per la nostra Regione vi sono segnali di ritardo. Sulla base dell’analisi dei dati pubblicati nella media degli ultimi quattro trimestri (III trim. 2016- II trim. 2017), l’occupazione in Italia sale dell’1,1%, mentre l’Umbria segna un calo dell’1,5%. L’Umbria è l’unica Regione in cui l’occupazione segna un calo in tutti e tre i macro comparti e nel dettaglio si rileva un -4,7% nel Manifatturiero, -1,9% nelle Costruzioni e -1,7% nei Servizi. Sulla base degli ultimi dati dell’Istat sui mercati del lavoro provinciali, si osserva che nel 2016 il tasso di occupazione in Umbria è sceso di 0,4 punti, mentre a Terni ha perso 0,7 punti, passando dal 60,4% al 59,7%. 

Gianluca Tribolati

Gianluca Tribolati

 

Alcune evidenze elaborate dalla nostra Confederazione nazionale ci illustrano gli ultimi dati riferiti all’occupazione che mostrano “inaspettatamente” un saldo positivo e crescente a Terni tra assunzioni e cessazioni: nel dettaglio il Bollettino della Regione Umbria sottolinea a marzo 2017 un miglioramento del saldo cumulato negli ultimi dodici mesi tra assunzioni e cessazioni che è di 806 rispetto ai 771 dell’anno precedente.
Sulla base dei dati nazionali, ma anche di questo dato, in termini categorici non ci sentiamo di sostenere che a Terni la domanda di lavoro vada peggio che nella media, ma rappresentando un’importante associazione di categoria, è doveroso proprio adesso fare le giuste considerazioni e riflessioni, senza fare un vero e proprio distinguo fra Terni e Perugia, una volta tanto. Da tempo, grazie al lavoro di tutti, imprenditori in primis, ma anche insieme al lavoro con le istituzioni e gli attori sociali coinvolti, stiamo cercando di pensare ad un progetto a medio e lungo termine per l’Umbria; ma i risultati stentano ad arrivare, perché è un lavoro dispendioso, dagli scarsi risultati e persino impossibile se non si uniscono le forze con metodo e spirito comune. Il rischio è di ottenere risultati opposti, perdendo tempo e tante opportunità. 

Non vuole essere un ultimatum quello di Confartigianato Umbria che nella Regione rappresenta oltre 6500 realtà artigiane, micro e piccole imprese, bensì un invito a partecipare in forma coesa e propositiva alla sfida che non possiamo perdere, soprattutto alla quale non possiamo fare assenze ingiustificate. Si intravede una certa sensibilità nei confronti delle imprese da parte del Governo, in merito soprattutto alla questione dell’Iva e del meccanismo di riporto delle perdite. Spostando la lente di ingrandimento in Umbria, però, alcuni nuovi dati Istat, soprattutto riferiti all’occupazione, non portano buone notizie. L’Umbria resta lontana dai livelli occupazionali pre-crisi che invece sono stati raggiunti dalla media nazionale. Nella nostra Regione, per tornare ai livelli occupazionali, mancano 14.700 posti di lavoro. In comune con le altre Regioni, però, abbiamo una caratteristica imprescindibile: desideriamo essere protagonisti della ripresa. Direi ad ognuno che è arrivato il momento di fare una scelta coraggiosa, per recuperare le forze, credibilità e così anche i posti di lavoro e la competitività sul territorio. Dobbiamo crederci tutti”.

 

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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