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Confartigianato Terni: “Progetti innovativi per uscire dalla crisi”. Il M5S si schiera

Economia ed Imprese Terni

Confartigianato Terni: “Progetti innovativi per uscire dalla crisi”. Il M5S si schiera

Redazione economia
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Mauro Francheschini

TERNI – I dati relativi all’economia ternana diffusi dalla Camera di Commercio che vedono il mondo delle imprese in difficoltà mettono in all’allarme ConfartigianatoTerni. In una nota, incrociando i dati con gli gli indicatori trasmessi anche dalla Banca d’Italia, dalla Regione Umbria, l’Istat, e per i dati occupazionali l’Inps e la Direzione Territoriale del Lavoro, l’analisi è lucida e onesta: “Non ci resta che prendere coscienza di un quadro sommariamente negativo, afferma il presidente di Confartigianato Imprese Terni Mauro Franceschini, ma riteniamo che – anche soprattutto per le caratteristiche inizialmente descritte, Terni continua comunque ad avere notevoli potenzialità di sviluppo, per realizzare il quale deve però uscire da una dimensione provinciale e periferica per giocare invece su un campo più aperto, candidandosi a diventare punto di riferimento per la Regione e perché no, per il centro Italia”.

“Rappresentare quasi 3000 tra artigiani, micro e piccole imprese associate nella provincia, continua Franceschini,  ci pone -più che mai in questo momento-  continue responsabilità nei loro confronti, ma ci riempie allo stesso tempo di convinzioni che desiderano rispondere con una verve costruttiva a questi dati dall’indubbia tendenza negativa.”

Terni può farcela. Confartigianato imprese fa appello a quello che chiama ‘spirito combattivo’ degli imprenditori ternani “che ogni giorno investono tempo, energie e  risorse perché in questo Territorio vogliono, pur preoccupati per il futuro,  continuare a vivere e crescere anche professionalmente”. Michele Medori, direttore di Confartigianato imprese ha la ricetta: “Pensiamo – sostiene – che Terni debba imparare a mobilitare con più convinzione le idee, le persone e le capacità di cui dispone per promuovere l’innovazione del tessuto produttivo e culturale, sviluppare nuovi servizi, creare opportunità concrete, anche e soprattutto per i giovani. L’Area di Crisi Complessa, come le diverse opportunità messe a disposizione emerse in questi tempi recenti, ci suggeriscono di affrettarci ad assumere una visione diversa di come sino ad oggi abbiamo pensato l’immediato futuro. Cullarsi nei ricordi di un passato, promettente, non basta più, e si è persino rivelato dannoso perché non ci ha dato la giusta lucidità per guardare realmente le cose.”

Coraggio per uscire dalla crisi. Confartigianato Imprese Terni ritiene sia doveroso andare oltre il ricordo di un passato glorioso, per muoversi, invece, con coraggio su progetti innovativi, sia in ambito economico che sociale, rivolti al futuro. “Fondi strutturali Europei e lo stesso riconoscimento di Area di Crisi Complessa – spiegano – devono diventare strumenti più partecipati e fruibili da parte del tessuto produttivo locale che, lo vogliamo ancora una volta ricordare, è rappresentato per oltre il 90% da Micro e Piccole Imprese. Terni può uscire dalla situazione di difficoltà in cui è scivolata negli ultimi anni programmando un proprio e originale percorso di sviluppo, ma serve un’idea di città che renda possibile guardare con più fiducia nel lungo periodo e le opportunità, anche economiche, oggi a disposizione devono essere la prima spinta per sostenere questa tesi. La carenza di una visione nuova e dinamica che non si perda in chiacchiere e demagogia, rischia di paralizzare i Progetti di ampio respiro che Terni vedrebbe così sfumare, come un treno in corsa.

“Riteniamo- sottolinea con forza il presidente Franceschini- che questo ed altri treni non debbano più essere persi dal nostro territorio. La crisi ha messo in ginocchio molte imprese (basti pensare che dal 2008 a oggi hanno perso il lavoro oltre 2500 addetti solo nel settore  delle Costruzioni); per fortuna molte altre hanno resistito e stanno ora riorganizzandosi per una fase competitiva più difficile. Riteniamo che la declinazione operativa di questi principi di sviluppo possa avvenire unicamente attraverso un atteggiamento positivo e propositivo, ognuno nel proprio ruolo, sociale e politico; è vero altresì che una migliore e attenta partecipazione da parte della Politica Locale nei confronti delle attività produttive ternane permetterebbe di ricevere in breve tempo piccole, ma confortanti risposte traducibili in dati sicuramente migliori di quelli palesati dagli Osservatori locali”.

M5S il consigliere comunale del M5S, Pasculli, tende la mano all’appello di Confartigianato: “I vertici della Confartigianato hanno richiamato i deludenti dati economici della provincia di Terni ed hanno espresso l’auspicio che i fondi dell’area di crisi e quelli comunitari possano costituire un volàno per una inversione di tendenza. Hanno poi sollecitato la politica a mantenere viva l’attenzione verso i problemi delle imprese. Il M5S, principale forza politica di Terni temporaneamente all’opposizione, è sul pezzo da sempre, con un lavoro spesso ignorato, ma di costante attenzione verso tutte le aree produttive del territorio. Come non ricordare la nostra proposta di rimodulazione della Tari che ad invarianza di gettito avrebbe notevolmente alleggerito il carico degli artigiani? E l’intensa attività di controllo sui conti del Comune che ha portato al disvelamento della reale situazione finanziaria dell’Ente, non è forse un segnale a favore delle piccole imprese locali che faticano a farsi pagare e spesso, per questo, entrano in crisi? Ed ancora, l’azione sulla trasparenza dei bandi dei servizi non sono segnali concreti di attenzione alle imprese sane? Bene, con la medesima sincerità possiamo affermare che l’area di crisi complessa rischia seriamente di diventare l’ennesima occasione perduta. Manca completamente una visione unitaria: sono le imprese stesse a doversi inventare progetti da inserire in un sito internet da cui, forse, saranno tratti dati per dei bandi pubblici. Senza uno straccio di visione complessiva di quella che dovrà essere la Terni del futuro. Saranno tappati dei buchi, saranno cofinanziati alcuni progetti seri, e poco più. La Regione Umbria è convinta di aver trovato la soluzione con i bandi a sportello, dove non vince il più lungimirante, ma il più lesto a cliccare: questa, signori imprenditori, è la realtà. Ma il nostro è un messaggio di speranza: stringete i denti, a breve torneremo alle urne e questa gente verrà votata via”.