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Comune Terni, predissesto: Melasecche spara su Palmetta e l’associazione Berlinguer si propone

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Comune Terni, predissesto: Melasecche spara su Palmetta e l’associazione Berlinguer si propone

Andrea Giuli
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La villa di Palmetta

TERNI – In attesa di capire e di vedere le reali, formali determinazioni del sindaco e della giunta comunale sulla complicatissima situazione di bilancio del Comune, sull’orlo del predissesto finanziario, la polemica politica sull’argomento monta prepotentemente.

Reti protettive a Palmetta

Reti protettive a Palmetta

La Santa Barbara dell’infaticabile consigliere di minoranza, Enrico Melasecche, è al colmo. E sono fuochi d’artificio quotidiani: “In una fase di crisi gravissima per Terni la parola d’ordine è salvare la pelle (cioè la poltrona) di chi ha causato il disastro. Nella confusione generale, debiti fuori bilancio spuntano come funghi. Tutte le soluzioni vengono studiate pur di rimanere a galla, rimandando il peso delle responsabilità ai fessi che verranno. Alcune scelte del passato da vacche grasse non si toccano. Chiunque si rechi a vedere la tragedia di Villa Palma, proseguendo sulla strada della collina si arriva a Palmetta, l’antica, deliziosa villa, in posizione panoramica sulla città. Assegnata dai tempi del sindaco Raffaelli all’associazione Demetra. Scopo sociale? Aggregazione giovanile. La villa di Palmetta rimane un’enclave a gentile disposizione di tali giovani per esercitazioni canore, affabulazioni filosofiche e disquisizioni gastronomiche. Si aumentano i costi delle mense scolastiche del 15%, si aumenta la tassa rifiuti, ma i privilegi ai figli d’arte di questa sinistra bulimica non si toccano. Oltretutto, il Comune aveva stanziato cifre rilevanti a disposizione di quei giovani fortunati per ristrutturare l’immobile ma, da quello che si vede, forse qualche problema c’è stato. Vorremmo capire che fine hanno fatto quei soldi. Nel frattempo, l’assessore al bilancio si guarda bene dal disturbare costoro nel porre in vendita quella villa deliziosa. Invece, la ex Foresteria della vecchia Terni, acquistata dalla giunta Ciaurro, la si svende (intanto la si affitta a canone “agevolato” al compagno Mario Andrea Bartolini). Ai poveracci si tagliano i contributi sociali, si pagano con ritardo i contributi per l’affido familiare, agli anziani indigenti non si aumentano le indennità, ma ai giovanotti intellettuali di sinistra guai a togliere le brioches. Presento una apposita interrogazione al sindaco per comprendere la logica delle svendite”.

Dal canto suo, come per magia, l’evocato Mario Andrea Bartolini, a nome dell’associazione ‘Enrico Berlinguer’, tende la mano all’amministrazione comunale (anzi, si propone per un rimpastino, non senza qualche reprimenda: “Di fronte alle difficoltà create soprattutto da beghe interne al Pd, si continua a rinviare l’ormai auspicato rimpasto e soprattutto a non rendere chiari i contenuti del “cambio di passo”, troppo a lungo promesso. La nostra preoccupazione ci induce a rivolgere al sindaco ed alla maggioranza l’invito ad adottare, senza ulteriori rinvii, i provvedimenti necessari per assicurare stabilità e piena efficienza all’amministrazione comunale. L’associazione politico-culturale “E. Berlinguer” è pronta ad assicurare il proprio contributo al successo di questa irrinunciabile misura. Terni ha urgente bisogno di uscire al più presto dall’attuale stagnazione e deve costruire una nuova identità ed un progetto partecipato e condiviso per un futuro di sviluppo”.

Dulcis in fundo, il consigliere comunale del M5S, Federico Pasculli, che invita sindaco e Giunta ad una lettera di scuse ai cittadini, per poi dimettersi: “E’ ufficiale, il “buon governo” e la “competenza” del centrosinistra locale, hanno indebitato i cittadini ternani per oltre 15 milioni di euro. A questi vanno aggiunti circa un milione e 700 mila euro di debiti fuori bilancio. La Giunta – con la connivenza della maggioranza tutta – governa pertanto illegittimamente, assumendo gravi decisioni politiche senza averne più un giusto diritto. Su questo fronte ci stiamo già adoperando perché si faccia chiarezza quanto prima. Le maggioranze di centrosinistra hanno fallito, i numeri sono spietati. Non dimentichiamo che questo debito assume ancor più rilevanza se contestualizzato in una città in cui la pessima qualità dei servizi è accompagnata da una tassazione locale gravosa. Forse non è chiaro che i loro errori ricadranno sulla testa di noi cittadini ternani, costretti a ripagare questi debiti spalmati su più anni. È stato ipotecato il futuro di intere generazioni. Noi ternani saremo costretti a subire altri tagli ai servizi locali e molto probabilmente perderemo alcuni beni della collettività, grazie alla privatizzazione delle farmacie comunali e Asm. Per questo, riteniamo doveroso che la maggioranza tutta ed il sindaco Di Girolamo informino con una lettera di scuse in merito alla gravità della situazione  i cittadini di Terni. Una lettera accompagnata da dimissioni immediate”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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