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Comune Terni, ‘missile’ della Corte di conti sui bilanci 2014-15: errori e irregolarità

Terni Politica

Comune Terni, ‘missile’ della Corte di conti sui bilanci 2014-15: errori e irregolarità

Andrea Giuli
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TERNI – Mentre scriviamo il tempo è già scaduto. Almeno a scorrere la delibera numero 133/2017 della sezione di controllo della Corte dei conti dell’Umbria che intima all’amministrazione comunale di Terni di osservare gli adempimenti richiesti entro le ore 12 del 20 novembre 2017. Cioè, oggi. L’atto della Corte dei conti è stato protocollato a palazzo Spada venerdì 17 novembre.

Missile della Corte dei conti L’ennesima ‘bomba’ o ‘miccia’, a seconda dei punti di vista, arriva dalla magistratura contabile regionale all’indirizzo di ciscaun consigluer comunale di palazzo Spada nella mattina di lunedì 20 novembre e fa riferimento ad una decisione assunta dall’organismo nella seduta di Camere di consiglio del 16 novembre scorso. Ma cosa riguarda?

Inesattezze e discordanze su bilancio 2015 L’ordinanza della Corte dei conti rileva una serie di “inesattezze e discordanze”, nonché qualche “grave irregolarità” in merito a varie partite e aspetti del rendiconto di bilancio 2015 presentato dal Comune di Terni e dai suoi revisori contabili. Si parla, nell’ordinanza, di varie interlocuzioni, a base di risposte scritte e di questionari compilati, tra la magistratura contabile e gli uffici deputati del Comune. Interlocuzione che però hanno portato a riscontrare una lunga lista di cose che non quadrano. In ultimo, poi, la Corte dei conti afferma che l’Ente, cioè il Comune, “non ha invece riscontrato le richieste di chiarimenti, nonostantnil sollecito del magistrato istruttore del 24 ottobre 2017”.

La lista degli errori L’elenco delle doglianze della Corte dei conti appare obiettivamente impressionante, a seguito dell’analisi e dei riscontri effettuati rispetto alle relazioni inviate, in vari momenti del 2017, dai revisori dei conti comunali sul bilancio 2015:

1)Errata determinazione dei saldi di parte corrente e di parte capitale, per mancata valorizzazione degli impegni confluiti nel Fpv. 2) Squilibrio fra il totale degli accertamenti (2.610.003) e quello degli impegni (497.676) sul fronte di entrate e spese non ripetitive. 3) Errori di compilazione di alcuni “quadri”. 4) Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2015 in un quadro è di 56.528.661 e in un altro di 49.746.160 euro. 5) L’ammontare degli accantonamenti è in un quadro di 55.249.506 e nella delibera di consiglio comunale di approvazione del rendiconto di 3.239.933 6) Gli importi per il fondo crediti di dubbia esigibilità al primo gennaio 2015 e quelli per l’accantonamento in competenza sono invertiti 7) Il totale parte vincolata in un quadro è di 4.476.158, mentre nella suddetta deliberazione di consiglio è di 14.457.342. Inoltre, la relazione dei revisori dei conti espone un importo ancora diverso per 15.531.415 8) Errato anche il totale parte disponibile di -151.748.225 9) Il fondo cassa finale in 4.888.279 non corrisponde a quello effettivo di 583.376 per errate indicazione dei pagamenti per rimborso prestiti, difformi da quelli risultanti dal rendiconto 2915 10) Il quadro contributo per permessi da costruire è incompleto, così come i quadri che non riportano i risultati del riaccertamento ordinario al 31 dicembre 2015 11) per i residui attivi, l’importo degli eliminati è divergente da quello che risulta nel rendiconto 12) Si chiedono quindi una serie di chiarimenti sui servizi conto terzi e partite di giro, accertamenti e riscossioni, impegni e pagamenti; sul rapporto sulla tempestività dei pagamenti; sulla conciliazione dei rapporti creditori e debitori tra l’Ente e gli organismi partecipati.

Fondi vincolati, irregolarità Ma le discordanze maggiori e che appaiono più gravi, la Corte dei conti le evidenzia sul delicato fronte dei fondi vincolati. Intanto, “la consistenza dei fondi vincolati da ricostruire al 31 dicembre 2014 e 2015 indicata è pari a zero, ma è discordante da un quadro all’altro”. Ma, si legge qualche riga più avanti nell’ordinanza-delibera della magistratura contabile umbra, “per i profili attinenti ai fondi vincolati per i quali i dati sembrerebbero evidenziare un utilizzo per Cassa dei fondi stessi nel 2014 e 2015…l’amministrazione è stata invitata a chiarire se tale utilizzo vi sia stato realmente e, conseguentemente, ad apportare le corrispondenti modifiche ai dati del questionario”.

Piano di riequilibrio Nell’ottobre 2017, i revisori dei conti del Comune (il presidente) hanno inoltrato una richiesta di proroga alla Corte per correggere le incongruenze rilevate nella compilazione del questionario-relazione. L’organo di revisione ha dunque trasmesso una nuova relazione, ma la Corte ha di nuovo individuato “dati non coincidenti con quelli presentati dei dati ufficiali di bilancio”, chiedendo dunque ulteriori chiarimenti. “In particolare è emersa – si legge – anche la grave irregolarità relativa ai fondi vincolati non ricostituiti nel 2014 per 11.732.432 euro e nel 2015 per 6.547.280. È necessario che l’Ente assicuri il riscontro urgente alla nota istruttoria n. 1878 del 2 ottobre 2917. Si sottolinea la necessità di accertare l’effettivo consistenza dei fondi vincolati non restituiti, anche per i riflessi che essi potrebbero avere sul Piano di riequilibrio presentato dall’Ente”. E quest’ultimo passaggio suona “cupo” nel momento in cui si attende, ad ore, il pronunciamento delle sezioni riunite della Corte dei conti sul ricorso del Comune, proprio in merito al piano di riequilibrio già bocciato.

Melasecche In tempo reale, la vi enda viene stigmatizzata dal consigliere di minoranza, Melasecche: “La lettera inviata venerdì al Comune da parte della Corte dei Conti regionale è da far accapponare la pelle. Evidenzia errori su errori anche madornali con cui è stato predisposto il bilancio al 31 dicembre 2015. Ci chiediamo ma i revisori dei conti, cui abbiamo sempre chiesto assoluto rigore nei controlli, visti i casi precedenti di sforamento e tutta una serie di irregolarità anche gravi, cosa hanno certificato? La maggioranza ha votato quel bilancio consuntivo 2015 sulla fiducia del sindaco e dell’assessore Piacenti. Non esistono parole per definire come la gestione del bilancio del Comune sia approssimativa, raffazzonata, furbesca. Lo ripetiamo da anni. Rimaniamo allibiti di come questa maggioranza, nonostante tali certificate evidenze, continui a raccontare un film inesistente, quello di un sindaco e una giunta da mantenere intatta ancora per un anno e mezzo di agonia, nell’interesse superiore di tutti i ternani”.

 

 

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Andrea Giuli
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