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Comune Terni, la variazione di bilancio passa sul filo col voto del sindaco

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Comune Terni, la variazione di bilancio passa sul filo col voto del sindaco

Andrea Giuli
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TERNI – Nonostante le rassicurazioni, i messaggi di pace, le lettere di dialogo del sindaco a quei settori della maggioranza consiliare (alcuni consiglieri del Pd compresi), continuano a piovere segnali minacciosi – o, comunque, tutt’altro che tranquillizzanti – proprio dagli scranni governativi a palazzo Spada.

Voto magro sul fil di lana Sará un caso, una mera coincidenza, ma sta di fatto che nella seduta di consiglio comunale di lunedì pomeriggio, l’atto di Giunta sulla variazione-assestamento di bilancio ha rischiato di determinare un incidente non da poco. Il documento contabile, infatti, ha racimolato i 17 voti per avere l’approvazione, solo che il diciassettesimo voto è quello del sindaco. I voti contrari sono stati 11, un astenuto. Al momento di esprimersi in merito, più di qualche banco della maggioranza era deserto. Alcuni assenti erano giustificati, altri meno a quanto pare. In ogni caso, non era necessario, da quanto è dato capire, un quorum minimo di 17 voti per licenziare la variazione di bilancio, ma servivano invece 17 consiglieri presenti in aula per garantire il numero legale necessario. Se non ci fossero stati i 17 stiracchiati della maggioranza, è probabile che le minoranze sarebbero uscite, sancendo la mancanza del numero legale. Con tutto quel che ne sarebbe conseguito, almeno in termini politici.

Cecconi La vicenda è stata subito sottolineata dal capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Cecconi: “E allora continuiamo a farci del male e a navigare a vista. Andiamo avanti così: con un assestamento di bilancio che oggi è stato approvato solo grazie al voto del sindaco in persona, indispensabile per arrivare a 17, quota-salvezza di una maggioranza che a quanto pare vacilla parecchio, almeno a giudicare dall’assenza strategica in aula, proprio oggi, di alcuni dei suoi componenti più critici. Alla conta mancava chi non se la sente di ingoiare il boccone amarissimo del ricorso al fondo di rotazione, autentica iattura per le tasche dei ternani e grosso spauracchio per chi a quei ternani, prima o poi, dovrà pur richiedere una preferenza. Alla conta mancava e manca, soprattutto, la dignità politica di ammettere che la nave affonda. Nella ‘smorfia’ napoletana il 17 è ‘a disgrazzia’, oggi ha fatto la differenza, ma domani la città chiederà conto anche di questo”.

Il dibattito  “Si tratta di un atto di ordinaria amministrazione – ha detto l’assessore al Bilancio Piacenti – resosi necessario a seguito delle comunicazioni delle direzioni per assestare il bilancio rispetto alla previsione di gennaio. Le risorse resesi disponibili per integrare i capitoli che hanno avuto qualche sofferenza sono riconducibili a due macro-aree: economie da indebitamenti e economie derivanti dalla gestione dei rifiuti. Negli allegati della delibera di giunta sono indicati tutti gli incrementi degli stanziamenti previsti. Questo atto non riveste particolare criticità perché le variazioni sono state limitate. Questo dimostra che la gestione finanziaria dell’Ente ha iniziato a essere ricondotta in un alveo di maggiore sostenibilità”.

Sull’atto era stato presentato un emendamento, illustrato da Thomas De Luca a nome del gruppo del M5S con il quale si chiedeva “di destinare l’importo in variazione di 37mila euro in aumento per la gestione del servizio museale e teatrale alla voce di bilancio dedicata al trasporto a chiamata per disabili”. L’emendamento ha avuto un parere di regolarità contabile non favorevole ed è stato poi respinto dal consiglio comunale con 15 voti contrari, 4 astensioni e 8 voti a favore.

Fondo di rotazione e contratti “Solo in presenza del fondo di rotazione la norma obbliga la riduzione delle spese sui contratti dei fornitori – ha sottolineato l’assessore Piacenti a questo proposito – ma noi abbiamo cercato comunque di ricontrattare i servizi con i fornitori. Alcuni hanno aderito altri no. Nel caso dei servizi museali il fornitore non ha aderito durante la fase di rivisitazione dei contratto”.

Enrico Melassecche (IlT) aveva presentato una proposta d’atto d’indirizzo sottoscritta anche da De Luca (M5S) con la quale chiedeva al consiglio d’impegnare sindaco e giunta “a valutare immediatamente le conseguenze dei tagli lineari a danno di alcuni servizi come quelli relativi al trasporto per disabili, o come la mancata minima manutenzione delle strade, dei marciapiedi, delle strisce pedonali, dei semafori; a provvedere con urgenza per tutti gli interventi manutentivi urgenti per la sicurezza dei cittadini, la cui mancata realizzazione potrebbe comportare il reato di omissione d’atti d’ufficio; a far conoscere, secondo la normativa sulla trasparenza, tutte le richieste effettuate dai dirigenti per i fondi indispensabili a coprire le spese minime di manutenzione”. Questo atto d’indirizzo è stato respinto con 17 voti contrari e 11 a favore.
Anche il presidente del gruppo del Pd Francesco Filipponi, ha presentato una proposta d’atto d’indirizzo su questo stesso tema, che è stata però discussa subito dopo il punto riguardante la variazione.
“Vista la variazione di bilancio di oggi che taglia 74mila euro per il trasporto a chiamata per i disabili rispetto al bilancio di previsione 2016, valutata l’importanza del servizio erogato dall’ente, impegna il sindaco e la giunta a incrementare i fondi destinati a questo servizio nell’ultimo bimestre, prendendo altresì in considerazione l’utilizzo di parte dei fondi destinati con la presente variazione alla pubblica illuminazione”.

De Luca (M5S) sull’atto di Filipponi ha presentato un emendamento con il quale chiedeva di fatto un’ulteriore variazione di bilancio da approvare entro mercoledì, con l’obiettivo di incrementare i fondi per il trasporto disabili, perché – ha fatto notare – che dopo il 30 novembre ogni variazione sarebbe impossibile per legge. Dopo una discussione in aula e dopo che la giunta, tramite l’assessore Piacenti, si è detta disponibile a recepire questa esigenza, dopo aver infine valutato gli aspetti amministrativi e tecnici, il consiglio ha approvato con 27 e 25 voti a favore l’atto d’indirizzo di Filipponi con l’emendamento di De Luca.

 

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