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Comune Terni, la maggioranza fa harakiri sulle Consulte territoriali

Terni Politica

Comune Terni, la maggioranza fa harakiri sulle Consulte territoriali

Andrea Giuli
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Il cortili interno di Palazzo Spada

TERNI – Dopo lunga e debilitante malattia, il tentativo di varare le nuove consulte territoriali (una sorta di circoscrizioni aggiornate e corrette) finisce dalle nebbie direttamente in discarica.

Auto da fè La proposta della maggioranza consiliare di centrosinistra (il documento che proponeva il nuovo regolamento per la verità è datato marzo 2015 e recava 19 firme), non ha mai suscitato gli entusiasmi di una fetta non trascurabile della stessa maggioranza che, nel tempo, ha maturato una contrarietà ancora più netta alla proposta. Ecco, allora che, dopo vari rinvii, il punto è tornato all’assemblea di palazzo Spada, venerdì, senza di fatto avere – sulla carta – i 17 voti necessari da parte della maggioranza (sembra fossero in forte bilico ben 6 voti). E così, in un battibaleno, il punto – cioè la proposta di regolamento delle nuove consulte – è stato messo ai voti: 23 votanti, 13 contrari, 9 astenuti, 1 voto a favore (il presidente del consiglio Mascio). Tra i 13 che hanno votato no, 3 consiglieri di maggioranza (Bencivenga, Pennoni del Pd e Ricci), oltre alle opposizioni. Tra gli astenuti, i consiglieri restanti della maggioranza.

Cavicchioli e Pennoni Qualche minuto prima, acquisita la consapevolezza di non avere i voti, è stato lo stesso capogruppo Pd, Cavicchioli, ad alzarsi, chiedendo l’astensione dei democratici. Del resto, si deve soprattutto al consigliere democrat Pennoni l’opera di sapiente e lunga demolizione della proposta di regolamento delle stesse consulte, creando tutti presupposti per il non esaltante risultato in Consiglio.

Dunque, un trionfo per un punto che era parte del programma elettorale del sindaco. Un trionfo per la maggioranza che – di fatto – ha fatto harakiri, almeno nel frangente. Un episodio che viene da lontano, ma sintomo anche di un clima nel Pd ternano perlomeno frizzantino, tra primarie e congressi.

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