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Comune Terni, ‘indagine’ dei M5S sui debiti fuori bilancio tra scadenze e ‘misteri’

Terni Politica

Comune Terni, ‘indagine’ dei M5S sui debiti fuori bilancio tra scadenze e ‘misteri’

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – I consiglieri comunali del M5S non vogliono l’eventuale applicazione del fondo di rotazione da parte del Comune, per affrontare lo stato di predissesto delle finanze di palazzo Spada, con la conseguente ricaduta su famiglie e imprese ternane di possibili rialzi fiscali e tariffari.

Investigazione E dunque hanno vestito i panni dei detective finanziari, setacciando determinazioni, delibere, atti, norme, fatture, note di spesa e tecnicismi sparsi per dimostrare – dal loro punto di vista –  che esiste una massa debitoria (quindi, passiva) composita, che è stata analizzata e che – a loro dire – riserva delle sorprese. Lo chiamano il loro “Piano C”.

Debito, riconoscimento e scadenze Una massa debitoria che andrebbe distinta, riconosciuta o non riconosciuta, voce per voce, tassativamente entro il prossimo 31 dicembre in consiglio comunale, in base all’articolo 193 come 4 del Tuel. Pena, la decadenza di fatto dell’amministrazione. O, almeno, così sostengono gli esponenti grillini. Una “due diligence”, come ha detto il consigliere comunale De Luca, tuttora in corso.

LE SLIDE CON LA SITUAZIONE DEBITORIA NEL DETTAGLIO

Massa passiva totale, non tutta da riconoscere Per illustrare tale situazione è stata convocata venerdì mattina una conferenza stampa dallo stesso gruppo pentastellato, alla presenza, oltre a De Luca, dei consiglieri comunali Pococacio e Pasculli e di quello regionale Liberati. Secondo la ricognizione dei pentastellati esiste, certificata, per ora, una massa passiva di circa 7,5 milioni di euro, di cui solo il 44% potenzialmente da pagare e quindi da ricondurre a bilancio attraverso il loro riconoscimento. In altri termini, circa 3,3 milioni sarebbero riconoscibili, poco meno di 2 milioni di dubbia riconoscibilità e circa 2,2 milioni non riconoscibili e non pagabili.

Inesigibilità e utilità Sulla fetta di debiti in dubbio, inciderebbe assai la cosiddetta inesigibilità degli stessi, visto che il 15% di tale massa passiva è costituita da fatture emesse tra il 1985 e il 2011, pertanto prescritte. Esiste poi il principio di utilità e arricchimento per l’ente, rispetto ai suddetti debiti, e – a detta dei pentastellati – alcune fatture non risponderebbero a tali requisiti e perciò da non addebitare alla collettività. Non solo. Le spese ordinate dai responsabili del Comune senza valido contratto o affidamento non possono essere riconosciute.

I debiti più significativi Ma quali sono, in linea di massima, questi debiti, almeno quelli più signiticativi? Ebbene, l’investigazione pentastellata ha individuato il 40% circa della massa passiva nel rapporto tra Comune e aziende partecipate. Poi vi è il complesso e annoso capitolo delle mense scolastiche, laddove ballerebbero (dopo proroghe, spese reali, contratti dal 2008 al 2016) presunti debiti fuori bilancio per circa 1,7 milioni di euro non riconosciuti. Quindi, l’ancora piú annoso “lodo Cosea”, la ex cooperativa di trasporto pubblico, ora Cmt, che mostrerebbe un debito fuori bilancio di 289.606 euro. Ancora, la questione della lottizzazione del colle di San Valentino. Dulcis in fondo, la “scoperta” di ben 11 accordi transattivi con fornitori vari, firmati, secondo i consiglieri a cinque stelle, “in carenza di potere e senza autorizzazione”, nonché già scaduti e in scadenza al 31 dicembre 2017.

Ultimatum e conseguenze minacciose “Il 31 dicembre 2017 – concludono i pentastellati in una nota -, così come confermato anche dalla dirigenza in commissione, ci sarà il termine ultimo per deliberare sui debiti fuori bilancio che devono essere riconosciuti improrogabilmente dal consiglio. Le conseguenze di inadempimento, oltre al commissariamento dell’Ente, possono essere devastanti anche per tutti i funzionari e dirigenti che hanno commissionato le spese, anche per quelle dovute, in quanto potrebbero vedere recapitarsi richieste di pagamento da parte dei creditori, anche in virtù degli accordi transattivi firmati senza deliberazione del consiglio comunale. Per questo riteniamo che deliberare sui debiti fuori bilancio sia l’occasione più importante per dar vita a quel “Conclave” più volte invocato e mai concesso dalla maggioranza”.

Ambiguità a palazzo Ma, da quanto è dato capire nel marasma che attualmente vige in materia e nelle mosse del palazzo, non sembra proprio che l’amministrazione comunale ternana abbia tutta questa fretta di affrontare in consiglio il passaggio sulla riconoscibilità o meno di questi debiti fuori bilancio. Semmai arriveranno in consiglio.

 

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Andrea Giuli
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