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Comune Terni, il commissario firma la delibera di dissesto finanziario

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Comune Terni, il commissario firma la delibera di dissesto finanziario

Andrea Giuli
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TERNI – Basta avere pazienza, e tutto arriva. Da oggi, primo di marzo 2018, il Comune di Terni è ufficialmente in dissesto economico-finanziario. Realtà che ha causato, di fatto, le dimissioni del sindaco Di Girolamo e la decadenza della sua amministrazione, Consiglio e Giunta, nei giorni scorsi.

Delibera di dissesto Nella mattina di giovedì, infatti, il commissario straordinario di palazzo Spada, Antonino Cufalo, ha firmato la delibera di dissesto al posto del disciolto consiglio comunale, alla presenza del segretario generale del Comune, Aronica e dei due sub-commissari, Gambassi e D’Amico. Sul sito istituzionale del Comune è indicata come delibera numero 1. Come ad indicare il primo atto ufficiale di una nuova era, transitoria evidentemente. Atto con il quale, appunto, l’iter del dissesto si compie formalmente dal punto di vista della procedura.

LA DELIBERA DI DISSESTO

LA RELAZIONE ULTIMA DEI REVISORI DEI CONTI 

Nella delibera sottoscritta da Cufalo, alla quale è allegata la relazione ultima dei revisori contabili di palazzo Spada,  si ripercorre brevemente e per passi salienti l’ultimissima fase della consiliatura e i cinque consigli di febbraio nei quali non si è votato l’atto di dissesto per mancanza del numero legale. Così come vengono ricordati, per passaggi virgolettati, gli stralci normativi in merito e alcuni pronunciamenti, fatali, dei vari gradi della Corte dei conti in merito ai piani di riequilibrio presentati dall’amministrazione municipale e poi bocciati. Dopo di ciò, si può anche procedere alla nomina dei tre commissari contabili dell’Osl.

Corte dei conti A questo punto, si hanno cinque giorni per trasmettere la delibera di dissesto al ministero degli Interni e alla Corte dei conti. E, qui, si aprono scenari e possibilità che, già dalle settimane scorse, non hanno fatto dormire sonni tranquilli a vari protagonisti della vicenda, a partire dai consiglieri comunali. E non solo.

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