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Comune Terni, Giunta-fiume notturna ad alta tensione: presentata proposta di pre-dissesto finanziario

Politica

Comune Terni, Giunta-fiume notturna ad alta tensione: presentata proposta di pre-dissesto finanziario

Andrea Giuli
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L'aula del consiglio comunale di Terni

di Andrea Giuli

TERNI – L’equinozio d’autunno non apre solo il breve periodo in cui cadono le foglie, quelle vere. Ma sono a serio rischio pure quelle metaforiche, le foglie di fico. E, infatti, una cupa e turbolenta seduta straordinaria della giunta comunale, apertasi nel pomeriggio di mercoledì e poi continuata in sessione notturna mentre fuori si scatenavano lampi e tuoni, ha discusso nel merito sull’ipotesi – ormai più che concreta – di ricorrere alla procedura pluriennale di riequilibrio per le esangui casse comunali. Ovvero, il cosiddetto pre-dissesto finanziario, previsto da una legge del 2012 che consente ai Comuni di adottare una misura soft di uscita controllata e razionata (ma non senza sacrifici) da quella che di fatto è una situazione contabile vicina al fallimento, senza per questo dichiarare il default o la bancarotta e, dunque, l’arrivo del commissario. Una procedura già utilizzata da varie amministrazioni locali che, comunque, come si è affrettato a scrivere oggi in una nota ufficiale il capogruppo del Pd Cavicchioli, deve scontare tutte le verifiche possibili e su cui l’ultima parola dovrà essere del consiglio comunale.

Ebbene, in Giunta, l’assessore al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi, si è presentato con un documento di (sole) due pagine recanti, più o meno, questi due punti di proposta fondamentali: 1) Procedura pluriennale di riequilibrio, cioè il predissesto; 2) Vendita delle farmacie comunali e di alcune palazzine. Nelle due pagine di relazione, non vi sarebbe accenno reale a misure strutturali di contenimento della spesa corrente. Su tale documento dell’assessore si sarebbe, dunque, scatenato il dibattito nell’Esecutivo, facendo registrare posizioni assai differenti. Il sindaco Di Girolamo si sarebbe decisamente dichiarato a favore della procedura di predissesto, come lo stesso Piacenti. L’assessore ai Lavori pubblici Bucari avrebbe posto dei paletti, ma, infine, si allineerebbe. Non troppo distante – nel senso di un mezzo sì a collo storto – la vicesindaco Malafoglia. Armillei, titolare della Cultura, viene dato in dissenso netto. Così come, a quanto pare, gli assessori Ballerani e Andreani. Non favorevoli, ma più sfumati, la Tedeschi e la Riccardi. Di fatto, un sostanziale lasciapassare al pre-dissesto, ma non c’è stata deliberazione in merito.

Insomma, la divisione è servita. Il sindaco, nella tarda serata ha tirato delle prime conclusioni. Ma non c’è molto tempo per prendere una decisione finale. La Giunta comunale dovrebbe tornare a riunirsi sull’argomento alla fine di questa settimana. Tenendo peraltro conto che entro il 3 ottobre Di Girolamo si è impegnato davanti alla sua maggioranza a presentare le soluzioni per uscire dal tunnel della crisi di bilancio, nonché il mitologico rimpasto (rimpastino, semmai) di Giunta. Nota a margine, poiché non si vive di solo bilancio: pare che la Giunta unanime abbia espresso una certa irritazione verso il presidente Asm, Ottone, per le recenti vicende della perniciosa raccolta differenziata.

E, come se non bastasse, coincidenza delle coincidenze astrali, nelle stesse ore della drammatica riunione di Giunta, in un ristorante della periferia ternana dal nome evocativo e profetico, “Il canto del gallo”, il consigliere regionale ternano del Pd, Eros Brega, riuniva un pò di amici ed estimatori (alcuni consiglieri comunali compresi) per una gustosa cenetta pre-autunnale. Eh sì, cadono le foglie. Romba il cielo. E passa il rastrello.

Giovedì sera si fa vivo, con una nota, il coordinamento comunale ternano di Forza Italia : “Predissesto finanziario. Un’espressione che da sola basta ed avanza per delineare la disastrosa situazione nella quale versa l’amministrazione locale. Un colpo durissimo per chi, nonostante tutto, continua ad amare questa città bistrattata da oltre un decennio. Perché se siamo giunti sull’orlo del baratro, di fatto la responsabilità è di tutte quelle giunte progressiste che si sono succedute dalla seconda metà degli anni ’90. Nel momento in cui scriviamo questo comunicato, le voci che si rincorrono a piazza Ridolfi parlano di un buco che si sta dilatando sempre più. Del resto qui a Terni non abbiamo mai avuto la cortesia, da parte del governo cittadino, di conoscere la reale portata dello sbilanciamento dei conti. Perché, in fondo, il punto è questo: o si è in grado di dire come effettivamente stanno le cose, prospettando una via d’uscita realistica, oppure si prende atto della propria inettitudine e si getta la spugna. Come la pensiamo noi di Forza Italia ormai è assodato: dopo una sequela di disastri l’unica soluzione è il ritorno alle urne. Terni è in predissesto finanziario. E’ davvero troppo: questo territorio non si merita tanto sfacelo”.

 

 

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