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Terni, fondi ai disabili: maggioranza divisa in Consiglio, salta il numero legale

Terni Politica

Terni, fondi ai disabili: maggioranza divisa in Consiglio, salta il numero legale

Andrea Giuli
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Una seduta del consiglio comunale di Terni

TERNI – Beh, ogni inizio è un nuovo inizio, diceva il poeta. A palazzo Spada, invece, ogni inizio sembra un rinnovato calvario. In consiglio comunale, almeno.

Numero legale in tilt Durante la seduta odierna dell’assemblea civica, giovedì pomeriggio, ad un certo punto e nello spazio di pochi minuti, l’aula si è pressoché svuotata. Dopo l’ennesima sospensione è magicamente evaporato il numero legale, e se ne riparlerà la prossima volta.

Disabilità indipendente Cosa è accaduto? Il nodo del contendere – coincidenza – riguarda ancora una volta le politiche sociali, cospicui finanziamenti, cooperative di settore. Nello specifico si trattava di decidere (punto 9 dell’ordine del giorno della seduta) modalità e tempi del percorso di partecipazione per stabilire gli indirizzi relativi ai progetti della cosiddetta disabilità indipendente. Ovvero una serie di misure e di possibilità indicate dalla normativa comunitaria, recepita dalla Regione Umbria, secondo le quali possono essere erogati fondi economici e servizi, mediante specifici progetti e iniziative, direttamente alle famiglie dei singoli portatori di handicap che possono gestire tali quattrini senza la mediazione diretta di altri soggetti gestori, a cominciare dalle cooperative sociali.

Le associazioni di settore, peraltro, si erano già fatte pubblicamente sentire con l’assessore regionale, proprio per criticare il possibile coinvolgimento dei gestori. Ma, magari, i due episodi – quello in Regione e quello a palazzo Spada – non sono collegati. Magari. Certo, la materia, ad occhio, appare la stessa.

Guerra di emendamenti, maggioranza divisa In una delle ultime riunioni della competente commissione consiliare le associazioni dei disabili avevano chiesto di poter parteciperebbe al tavolo decisionale. Casualmente, su proposta di un consigliere del Pd, in commissione è passato un emendamento per far partecipare al tavolo anche i suddetti gestori. Peccato che, arrivata giovedì in Consiglio, tale proposta è stata di fatto smontata da un emendamento della consigliera pentastellata, Angelica Trenta, contenente la soppressione della partecipazione dei gestori. Emendamento che ha visto subito nascere una spaccatura tra i banchi della maggioranza. È stato necessario interrompere i lavori consiliari per una riunione che, presumibilmente, non deve essere andata a meraviglia (forse neppure iniziata), visto che invece della ripresa dei lavori si è assistito ad un felpato fuggi fuggi dall’aula fino a far mancare il numero legale. Un caso, sicuramente.

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