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Comune Terni e predissesto, salta il summit di maggioranza: verso il fondo di rotazione con il soccorso Anci

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Comune Terni e predissesto, salta il summit di maggioranza: verso il fondo di rotazione con il soccorso Anci

Andrea Giuli
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Il cortili interno di Palazzo Spada

A.G.

TERNI – Tutto e tutti sotto coperta. Molti mal di pancia, scenari in evoluzione e ipotesi possibili. Incontri e contatti.

Tabelle, allegati e simulazioni sul fondo di rotazione Il sindaco, l’assessore al bilancio, Piacenti, i tecnici comunali della Ragioneria, i consulenti e i legali sono  – a quanto pare – spasmodicamente al lavoro per terminare e definire non solo il famigerato piano B, basato sul (tardivo?) accesso al fondo di rotazione statale per gli enti in predissesto, ma anche e soprattutto una serie di tabelle e di allegati che mostrino concretamente conseguenze e risvolti, tagliati sulla situazione ternana, di un possibile ricorso al fondo di rotazione. In altri termini, aumenti fiscali, tariffari per i cittadini, penalizzazioni congrattuali per i dipendenti comunali. E non solo.

Summit di maggioranza saltato È anzitutto per questo che la riunione di maggioranza, prevista tra venerdì e sabato prossimi, è stata rinviata alla settimana successiva. Ovvero, quando documenti, allegati e tabelle simulate saranno effettivamente completi e pronti.

Soccorso Anci, novità normative Nel frattempo, però, interlocuzioni tra l’amministrazione comunale, l’Anci, ambienti ministeriali, sembrano ancora attive. E, a proposito di Anci, notizie confortanti per Palazzo Spada pare arrivino da una serie di emendamenti che la stessa associazione dei Comuni italiani ha presentato, come necessari, alla legge di bilancio dello Stato per il 2018. Emendamenti che vorrebbero uniformare la complessa normativa in vigore sugli enti pubblici in predissesto e in dissesto, con il fine ultimo di agevolare – tra proroghe e rimodulazioni – il percorso di tali enti nei rispettivi piano di riequilibrio ed anche nel possibile accesso al fondo di rotazione statale.

Bere l’amaro calice? Del resto, pur tra non poche gastriti e voci sempre più insistenti di una parte della maggioranza che riterrebbe necessario un cambio decisivo dell’attuale Giunta comunale per gestire l’ultima fase fino alla scadenza naturale della consiliatura, nella maggior parte degli scranni di maggioranza l’idea di un accesso al fondo di rotazione starebbe passando, anche se con tutte le difficoltà del caso. Prima fra tutte, quella di giustificare politicamente i rialzi fiscali e tariffari ai cittadini. Evidentemente, però, per Giunta e maggioranza lo scenario del fondo di rotazione, con annessi e connessi, appare preferibile allo scorno di dover lasciare la città, sconfitti e umiliati, ad un commissario che dovrebbe, comunque, procedere con dolorose misure. L’ipotesi di un cambio massiccio della giunta, iniece, appare alquanto ardita.

Resistenze in Giunta, il caso Cavicchioli Le resistenze maggiori al Piano B con il fondo di rotazione si avrebbero piuttosto dentro lo stesso esecutivo, con l’assessore Giacchetti in posizione di robusta contrarietà. Tanto – dicono i maligni – di potersi spingere fino alle dimissioni. Dimissioni di cui, invece, non farebbe più mistero il capogruppo consiliare del Pd, Cavicchioli, il quale ne parlerebbe ormai diffusamente (e ufficiosamente) ai propri collaboratori e ai colleghi consiglieri di maggioranza. E ciò, nonostante i tentativi di moral suasion che una parte di questi starebbe attuando proprio nei confronti del capogruppo democrat.

D-Day il 22 novembre, non solo per il Comune Detto questo, non resta – tra tutto – che attendere il fatidico 22 novembre prossimo; data nella quale le sezioni riunite della Corte dei conti dovrebbero esprimersi sul ricorso presentato dall’amministrazione comunale ternana, dopo la bocciatura del piano di predissesto attuale da parte della magistratura contabile. Coincidenza e nemesi storica: il 22 novembre è anche il giorno in cui un importante leader politico nazionale attende un pronunciamento dalla Corte europea di giustizia, fondamentale per il proprio futuro. Chissà, forse il 22 novembre potrebbe anche non accadere nulla. Curioso no? Rimettete il datario.

Lucidi (M5S) Nel frattempo, il M5S non molla la presa. Il senatore umbro pentastellato, Stefano Lucidi annuncia una sua iniziativa verso il ministero competente: “Si sta perdendo troppo tempo intorno alla questione del piano di riequilibrio del Comune di Terni. Un piano che è stato giudicato non conforme dal Ministero dell’Interno e successivamente respinto dalla Corte dei Conti. Le norme in materia sono molto chiare, il Testo Unico Enti Locali stabilisce i termini di trenta giorni per il ricorso e i successivi trenta per la pronuncia, termini che sono stati già ampiamente superati. Per questo motivo chiediamo al Ministro che intervenga per porre fine a questa vicenda e indicare la via della deliberazione definitiva del dissesto. A complicare la vicenda, alcuni fatti che ci hanno indotto a chiedere un chiarimento al Ministro, in merito a ventilate interlocuzioni che la giunta comunale starebbe intrattenendo con gli enti preposti. La via del riscatto e della rinascita della città di Terni passa attraverso la totale e integrale messa in discussione di questa giunta, su ogni fronte, senza sconti e senza soluzione di continuità”.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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