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Comune Terni e predissesto, incontro ‘segreto’ sindaco-Cavicchioli e le opposizioni scelgono strade diverse

Terni Politica

Comune Terni e predissesto, incontro ‘segreto’ sindaco-Cavicchioli e le opposizioni scelgono strade diverse

Andrea Giuli
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Il consiglio comunale di Terni

TERNI – Il tema del predissesto finanziario del Comune, intrecciato alle attese per il pronunciamento delle sezioni riunite della Corte dei conti sul ricorso di palazzo Spada e a quello dell’ormai famigerato Piano B di rientro che implichi il ricorso al fondo di rotazione, attraversa come una lama i partiti, la maggioranza e le opposizioni. Creando non pochi problemi.

Confronto Di Girolamo-Cavicchioli Nelle ore scorse, in camera caritatis, si è tenuto un faccia a faccia tra il sindaco Di Girolamo e il capogruppo del Pd, Cavicchioli, quest’ultimo in odore di dimissioni a breve (più volte confidate a colleghi consiglieri e mai smentite), in sostanziale dissenso con l’eventuale ricorso al fondo di rotazione, avendo Cavicchioli ispirato di fatto il primo piano di riequilibrio, versione “soft”, e già bloccato dal Viminale e dalla magistratura contabile. Ebbene, il confronto è stato ovviamente segretissimo e nulla trapela. Ma, da quel poco che se ne sa, il sindaco avrebbe operato un robusto pressing – o moral suasion – verso il capogruppo affinché non lasci la nave in tempesta nel momento più difficile. Gli avrebbe, in poche parole, chiesto di non dimettersi. Pare che Cavicchioli abbia preso un minimo di tempo, anche se c’è chi giura che la pressione del primo cittadino possa già avere avuto successo sulle intenzioni dell’avvocato.

Opposizioni divise Ma, intanto, la vicenda complessiva è destinata a scaldarsi col passare dei giorni. Se la maggioranza continua a vivere giorni complicati, nonostante questo le opposizioni a palazzo Spada riescono ancora una volta a dividersi. Almeno sugli strumenti e sui percorsi.

Consiglio straordinario: 8 firme Una seduta straordinaria del consiglio comunale, da convocare prima del 22 novembre, per far chiarezza sulla situazione finanziaria dell’Ente in rapporto all’iter del piano di riequilibrio, è stata infatti chiesta al presidente del consiglio comunale, con un atto presentato venerdì mattina, da 8 consiglieri di minoranza: Enrico Melasecche (IlT), Thomas De Luca, Valentina Pococacio, Patrizia Braghiroli, Federico Pasculli, Angelica Trenta (M5S), Marco Cecconi (FdI) e Paolo Crescimbeni (Misto). Mancano all’appello – indovina un pò ? – i tre consiglieri forzisti. Nell’atto si chiede al sindaco di “far conoscere in modo democratico e limpido alla città quali proposte intende fare da qui al 22 novembre alle sezioni riunite della Corte dei conti, prima che le stesse, con il ricorso al fondo di rotazione vadano a condizionare pesantemente la vita di famiglie ed imprese. Se intenda onorare le proprie promesse, reiterate ripetutamente dal capogruppo del Pd, in merito alla volontà di non aumentare assolutamente imposte e tasse, rimettendo contemporaneamente quanto irrevocabilmente il mandato all’approvazione o meno del piano di riequilibrio, tenuto conto peraltro che la mancata approvazione del piano comporta comunque, ope legis, la cessazione dall’incarico e la chiusura anticipata della consiliatura. Chiarire le proprie intenzioni sul fondo di rotazione, anche nei confronti dei dipendenti comunali per i quali la Uil ha dichiarato che perderebbero in media oltre 12.000 euro ciascuno di indennità accessorie, sia nel caso di seconda e definitiva bocciatura del piano, sia nel caso di utilizzo del fondo di rotazione”.

FI non firma e rilancia Diverso il metodo scelto dai berlusconiani. Il capogruppo di Forza Italia con consiglio comunale, Ferranti e i consiglieri azzurri Fatale e Brizi esprimono in una nota “tutta la loro preoccupazione e contrarietà all’ipotesi che l’amministrazione comunale, applicando il fondo di rotazione, alzi le imposte a famiglie ed imprese. Non è possibile che in una situazione simile di difficoltà siano i cittadini a pagare la mala amministrazione che il Pd ha perpetrato a Terni per 20 anni. Non è tollerabile che le diatribe interne tra correnti del Pd e i battibecchi esterni con altre forze politiche, generino nuove tasse e nuovi danni ai cittadini. Annunciamo fin da ora che se vi saranno aumenti di tasse daremo battaglia e non solo come gruppo consiliare, ma come partito ci attiveremo per contrastare in ogni modo queste misure. Con un atto di indirizzo che presenteremo nelle prossime ore chiederemo al Consiglio di votare affinché il sindaco e la giunta siano formalmente impegnati a non attuare nessun aumento delle imposte”.

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