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Comune Terni e predissesto, caos sulla lettera del Viminale. Opposizioni: l’assessore si dimetta

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Comune Terni e predissesto, caos sulla lettera del Viminale. Opposizioni: l’assessore si dimetta

Andrea Giuli
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TERNI – La lettera della direzione competente del ministero degli Interni – anticipata nei giorni scorsi integralmente da lanotiziaquotidiana.it – che ha mosso 18 rilievi formali al piano di riequilibrio pluriennale presentato dalla giunta di palazzo Spada, tiene inevitabilmente banco nella seduta della terza commissione consiliare del Comune di Terni, tenutasi lunedì mattina.

Le opposizioni Tutti i commissari delle opposizioni hanno ovviamente chiesto, come condizione preliminare al proseguimento della discussione, una sospensione della commissione per avere formalmente la famigerata lettera del Viminale che, hanno detto con vari accenti Cecconi, Melasecche e De Luca, incide evidentemente nel dibattito sul Documento unico di programmazione (Dup), all’ordine del giorno della terza commissione stessa.

Soprattutto il consigliere pentastellato De Luca ha perentoriamente insistito, documento ministeriale e leggi alla mano, sull’ottenimento di tutti i documenti di bilancio (soprattutto quelli sul riequilibrio contabile) chiamati in causa dal Viminale, come condizione sine qua non, pena l arichiesta di arrivo del commissario prefettizio.

Dal canto suo, il fratello d’Italia Cecconi, ha rilevato la gravità, a suo dire, di alcuni rilievi ministeriali, a cominciare dagli 11 milioni di euro di debito non inscritti nel piano di riequilibrio comunale, chiedendo con fermezza che qualsiasi cambiamento al piano anti-predissesto che dovesse maturare in seguito alla lettera ministeriale, venga necessariamente discusso in consiglio comunale.

Diffida È stata anche depositata durante la commissione una richiesta di accesso che diffida il Comune a procedere a qualsiasi atto, prima di adempiere ai sensi dell’articolo 193 e 194, agli obblighi per per il pareggio di bilancio. La richiesta-diffida è stata firmata da tutti i gruppi d’opposizione.

LA LETTERA DEL VIMINALE CON I 18 RILIEVI

La versione di Piacenti Se sulla richiesta di avere quanto prima il documento ‘incriminato’ hanno convenuto anche i membri della maggioranza, sulla questione ha risposto l’assessore al bilancio, Piacenti d’Ubaldi: “La lettera del Viminale verrà messa al più presto a disposizione dei membri di questa commissione. Noi stiamo facendo tutta una serie di verifiche e approfondimenti tecnico-contabili rispetto ai rilievi ministeriali per valutare eventuali provvedimenti in funzione della risposta da fornire in tempi brevi al Ministero. Inoltre, preciso che non c’è nessuna accelerazione, come qualche media interpreta, del Viminale rispetto alla procedura ordinaria, poiché il Comune ha trasmesso il piano al ministero il 3 gennaio e ci sono 60 giorni per esaminarlo da parte della commissione ministeriale. Il fatto che una prima scrematura del nosotro piano sia stata effettuata dal Ministero lo scorso 31 gennaio, si deve al fatto che questa riunione era stata già fissata. Anzi, io mi aspetto che altri dubbi Pd osservazioni saranno forse mosse dal Ministero, visto che la riunione del 31 dicembre certo non sarà l’ultima. Non ho mai pensato che tale operazione fosse una passeggiata fuori porta”.

“Ho appreso solo da una testata on line” Non ultimo, per rispondere alle richieste pressanti di trasparenza delle minoranze, l’assessore Piacenti ha candidamente ammesso di essere venuto a conoscenza della lettera ministeriale soltanto venerdì scorso, dopo averne appreso l’esistenza da questa testata on line che l’ha pubblicata nella sua interezza. La lettera, secondo Piacenti, è arrivata e protocollata in Comune il giorno precedente, cioè giovedì.

Quindi l’assessore Piacenti ha ‘tentato’ di illustrare le 250 pagine del Dup, documento la cui celere approvazione, tra le altre cose, è proprio una delle richieste del Ministero. La commissione è stata aggiornata a venerdì prossimo, e quindi un’ulteriore seduta a lunedì 23.

Lega all’attacco “Il Viminale – scrive in una nota il capogruppo in Regione della Lega Nord Umbria, Fiorini – ha posto in luce l’incapacità della giunta Di Girolamo di far fronte alla grave situazione economico-finanziaria in cui versa il Comune di Terni e, in particolare, a tutte quelle criticità di bilancio che la Giunta stessa ha contribuito a creare attraverso una gestione scellerata della cosa pubblica. Non uno o due, ma ben 18 rilievi e questo vuol dire solo una cosa: il piano di rientro è stato formulato con approssimazione e superficialità. Significativa l’erronea determinazione della massa passiva in cui, secondo il Viminale, non sono ricompresi tutti i debiti effettivi e, in particolare, non sono indicati i quasi 11 milioni di euro delle 6 annualità di disavanzo derivante dal riaccertamento dei residui, né il disavanzo del 2016. Dove troverà i soldi la Giunta nei 30 giorni accordati e quali saranno le misure di risanamento di cui dovranno farsi carico i cittadini? Ma il documento del Ministero fa cadere la maschera dell’assurdo sbandierato ottimismo del sindaco e dei suoi assessori sullo stesso impianto generale del piano. Le osservazioni del Viminale coinvolgono, infatti, carenze contabili, fattuali e documentali di cui il progetto è infarcito. Appare chiaro come il documento sia stato elaborato partendo da una rappresentazione non veritiera della realtà. Cosa serve di più al sindaco per ammettere il proprio fallimento politico e rassegnare le dimissioni senza far perdere ulteriore tempo ad una città martoriata, ingannata e ormai allo stremo?”. 

Richiesta di dimissioni All’inizio del consiglio comunale di lunedì, il consigliere Cecconi ha illustrato un atto di indirizzo firmato da tutte le minoranze, in cui si chiedono le dimissioni dell’assessore al Bilancio, Piacenti.

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