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Palazzo Spada e mense, Anac avalla M5S e procure. Il sindaco non ci sta

Terni Politica

Palazzo Spada e mense, Anac avalla M5S e procure. Il sindaco non ci sta

Andrea Giuli
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TERNI – Il senso è, ad oggi, squisitamente politico. Ed è con sincera e plastica  sintesi, formulato dagli stessi consiglieri comunali pentastellati, alla fine della conferenza stampa appositamente convocata lunedì mattina: “Avevamo ragione noi”.

Vittoria politica, i punti contestati  Dunque, trattasi di un importante riconoscimento politico sulla contorta e annosa questione dei bandi di gara del Comune per affidare il servizio di refezione scolastica. L’Anac, l”Autorità Nazionale anti-corruzione, in una formale risposta di 6 pagine datata 15 settembre 2017 e inviata al gruppo consiliare del M5S ternano, al segretario generale comunale e alla dirigente di settore, conferma che le molte osservazioni avanzate dai consiglieri pentastellati in materia, già nel 2016, erano giuste, centrate. Ovvero, l’illegittimità delle proroghe del servizio così come confezionate da palazzo Spada negli ultimi anni; la mancata applicazione di sanzioni per il ripetuto ritrovamento di corpi estranei nelle pappe dei bambini; il famigerato Centro di cottura; l’irregolarità delle varie questioni contabili, inerenti i debiti fuori bilancio nel comparto.

Debiti fuori bilancio e Corte dei conti Ma non solo. La parte forse più pruriginosa e ricca di teoriche implicazioni di altra natura, potenzialmente “pericolose” per il Comune, è contenuta nelle ultime righe della relazione Anac. “In relazione – si legge – alla circostanza, riferita dagli esponenti e non contraddetta dalla stazione appaltante, che ‘per lungo tempo, a causa dell’aumento non prevedibile della spesa negli anni e del mancato stanziamento in sede di bilancio comunale, nonostante le reiterate richieste di adeguamento in corso di appalto’, si sarebbe maturata una situazione debitoria verso l’appaltatore non registrata in bilancio, sulla base della documentazione acquisita non è disponibile una chiara relazione causale tra tale debito e la concessione del rinnovo contrattuale prima, e della proroga poi, tanto da avvalorare l’esistenza di un patto occulto per pareggiare i crediti dell’impresa. Nondimeno, tenuto conto del mancato o tardivo accertamento della legittimità del debito ai sensi del Tuel che prescrive di riconoscere i debiti fuori bilancio, e dei maggiori costi che la maturazione degli interessi sul debito ha prodotto per le casse dell’ente, si ritiene di rendere dotta la procura regionale della Corte dei conti per gli eventuali profili di competenza”.

Campagna elettorale del sindaco e magistratura Amarus in fundo, una delicata e già nota questione che interesserebbe il primo cittadino: “In ordine alla circostanza – è scritto ancora nella relazione Anac – segnalata dagli esponenti, che la società appaltatrice del servizio figura tra i finanziatori della campagna elettorale del sindaco Di Girolamo, si ritiene di interessare, per gli eventuali profili di competenza, la Procura della Repubblica di Terni, già titolare di un procedimento sull’operato della Giunta comunale nell’affidamento di servizi pubblici”.

De Luca Ciò detto, De Luca sottolinea come “la relazione Anac conferma come “ci sia stato un costante ricorso a procedure al di fuori delle normative nazionali ed europee nei primi bandi e nelle relative proroghe; che nei bandi precedenti la individuazione del Centro di cottura come requisito preliminare non era corretta, bensì solo come criterio qualitativo come poi avvenuto nell’ultimo bando; che era incompatibile, nella stessa persona, il ruolo di presidente della commissione di gara con quello di responsabile del procedimento comunale. Per non parlare della questione dei debiti fuori bilancio”.

Pococacio e Pasculli Per la Pococacio “L’Anac a cui abbiamo scritto più volte, anche dopo i chiarimenti del Comune, ci ha dato ragione sul vecchio bando quinquennale del 2008 che non era rinnovabile e prorogabile nei termini illegittimi con chi è avvenuto. Mentre sulla vicenda delle mosche e delle viti rinvenuti a varie riprese, con circa 23 segnalazioni in un anno e mezzo, la dirigente di allora aveva provato a mettere in campo delle azioni correttive, ma, secondo L’Anac, doveva subito ricorrere alle sanzioni che invece non ha applicato”. Una questione ulteriormente ribadita da Pasculli.

Trenta La consigliera Trenta specifica che “l’Anac ci ha confermato tutte le perplessità sui ritardi dei bandi di gara che erano intollerabili per legge, smontando le giustificazioni di palazzo Spada sulle condizioni di eccezioni che per l’Autorità non esistevano, configurando così una prassi operativa irregolare”.

Ok al bando attuale Va detto che la relazione dell’Anac non tocca l’attuale, ultimo bando (quello, per intenderci provvisoriamente aggiudicato alla Gemos di Faenza, ma sub judice dopo il pronunciamento del Tar che accoglie la sospensiva richiesta dalla seconda ditta classificata), bando che, dopo i correttivi posti dall’amministrazione comunale stessa, ha i requisiti di regolarità.

Risposta in 30 giorni A questo punto, scrive l’Anac, al Comune “si chiede di comunicare le eventuali iniziative adottate in attuazioni delle presenti indicazioni, mediante corrispondenza da inviare entro 30 giorni dal ricevimento della presente”.

Di Girolamo puntualizza e replica Nel tardo pomeriggio di lunedì arriva, in tema, la puntuale replica del sindaco Di Girolamo: “Forse i Cinque Stelle pensano che tutto quello che provenga dall’Anac dia automaticamente manforte alle loro tesi, ma la nota che l’Autorità anticorruzione ha inviato al gruppo consiliare grillino è molto articolata e sottolinea la correttezza di un elemento fondamentale in tutta questa vicenda: il bando di gara che è alla base della assegnazione della gestione mense per i prossimi anni è regolare in tutte le sue articolazioni, ad iniziare dalla norma sul centro di cottura. Al di là delle letture miopi e strumentali dei grillini, l’Anac è esplicita nel dire che la formulazione del bando di gara non determini una arbitraria restrizione della concorrenza. Entra nello specifico della disponibilità del centro di preparazione pasti e della richiesta di esperienza del personale impiegato nella gestione del servizio. Ebbene, l’Anac ribalta le affermazioni della campagna martellante, e a tratti intimidatoria, che i Cinque Stelle hanno portato avanti in questi mesi nei quali hanno sostenuto che entrambi gli elementi fossero illegittimi e arbitrari. L’Anac invece li definisce in linea con l’orientamento espresso in materia dalla giurisprudenza amministrativa e dalla stessa autorità anticorruzione.
L’Anac è altrettanto chiara nel respingere un altro dei temi cari alla campagna grillina di questi mesi: non è dimostrabile – dice l’autorità anticorruzione – una chiara relazione causale tra la situazione debitoria che il Comune ha nei confronti della ditta appaltatrice e la concessione del rinnovo contrattuale prima e della proroga del termine di ultimazione poi del contratto stesso. La tesi di un patto occulto – per usare una espressione cara ai Cinque Stelle – dunque non sta in piedi.
Francamente tutti gli altri elementi che rileva l’Anac sono secondari. Sulla eventuale sovrapposizione di ruoli tra dirigente, rup e presidente di commissione la giurisprudenza è discordante e comunque, eventualmente, ci saranno le sedi competenti per dirimere questa questione. Così come saranno, eventualmente, altri organismi ad esprimersi sul ritardo o meno del riconoscimento del debito del fornitorePersonalmente non ho nulla da nascondere, né particolari preoccupazioni: il contributo alla mia campagna elettorale – al quale fanno riferimento i Cinque Stelle – è già da tempo a conoscenza della magistratura e più in generale da tutti coloro che, all’indomani delle elezioni amministrative, hanno voluto prendere visione delle dichiarazioni e delle rendicontazioni della mia campagna elettorale, dove è regolarmente iscritto il contributo di 3 mila euro, consentito da ogni normativa attualmente in essere. Più complessivamente sono sicuro che la campagna dei Cinque Stelle sul servizio mensa sia lontana dalla realtà: organismi terzi hanno negli anni scorsi valutata la refezione scolastica del Comune di Terni tra le migliori di Italia. Il nuovo bando, inoltre, arrivato al termine di un percorso partecipativo che è durato quasi un anno, contiene tutti gli elementi perché la qualità acquisita sia confermata e migliorata”.

 

 

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Andrea Giuli
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