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Terni, in Comune è l’ora degli addii tra rancori e sguardi al futuro

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Terni, in Comune è l’ora degli addii tra rancori e sguardi al futuro

Andrea Giuli
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TERNI – Sono i giorni, le ore dell’addio. Per il sindaco Di Girolamo, per i suoi assessori “residui”, per i consiglieri comunali. Tra le fila della maggioranza, alcuni di questi non si candideranno più, altri dovranno forse passare un non breve “purgatorio”. Sono le ore in cui fioccano le reazioni, i commenti, le riflessioni, dopo quanto accaduto venerdì a palazzo Spada. Naturalmente, toni e linguaggi cambiano tra maggioranza e opposizione. Ma il dibattito, eufemisticamente detto, dentro il Pd è già iniziato. Per ora, sottotraccia. Solo pochi stracci che volano. Solo i primi.

IL PARTITO 

La segretaria comunale Giovannelli Il giorno dopo arriva la nota della segretaria comunale del Pd ternano, Sarà Giovannelli: “Il Pd di Terni rispetta e convintamente sostiene la scelta del sindaco Di Girolamo di confermare le proprie dimissioni. Un atto di lealtà e trasparenza verso la città che per due volte lo aveva, democraticamente, eletto al mandato di sindaco. Mai una fase di crisi e di intrecciate azioni avevano messo in così dura condizione un’istituzione locale che come tante, in Italia, soffre i problemi della finanza locale, maturati nei decenni e decenni precedenti. Il sindaco ha preso atto dei problemi evidenziati nella maggioranza e all’interno del gruppo consigliare che si sono manifestati con ritardi nelle presenze in consiglio, sterili distinguo, stancanti tergiversazioni e in ultimo anche singoli atteggiamenti irrispettosi. Il Pd di Terni è pronto alle sfide prossime sia di valenza politica che amministrativa e alla luce del salutare, quanto irreversibile percorso di rinnovamento avviato, aprirà una fase di ascolto e proposta condivisa con le forze vive, lealmente e sinceramente interessate al futuro della nostra amata città”.

Il Pd dell’Umbria Il Pd umbro, attraverso una nota del responsabile regionale del partito per gli Enti locali, Pensi, “prende atto delle dimissioni del sindaco di Terni Di Girolamo. In particolare, il partito esprime un ringraziamento al sindaco dimissionario che con esperienza, dignità, passione, onestà e spirito civico ha guidato per quasi 9 anni il governo di una città importante e complessa. È certo che il dissesto finanziario dell’ente ha determinato una cesura netta tra passato e futuro e, per questo, ha rappresentato un fatto che ha spinto Di Girolamo a rassegnare le sue dimissioni davanti al Consiglio come atto estremo di responsabilità verso la città. La capacità di dialogo è mancata soprattutto in un quadro politico generale in cui non sono mancati tentativi di fuggire dalle proprie responsabilità, occasioni per distinguersi, magari avanzando qualche tentativo di sciacallaggio elettorale. Per questo riteniamo che sarebbe stato un punto avanzato aver condiviso e compreso le responsabilità del dissesto, essere riusciti a fare una analisi più profonda e articolata che avesse messo da parte le grida spagnolesche per restituire un clima di serenità che avrebbe, di certo, aiutato la ripresa della città. Evidentemente questi presupposti sono mancati e Di Girolamo ne ha preso atto con la solita lucidità. A questo punto, il rapido ritorno alle urne rappresenta l’unico strumento per restituire un governo nuovo a Terni. Le elezioni anticipate sono state, sin dall’inizio della discussione sul dissesto, uno scenario preso in considerazione dal Pd umbro. Il Pd saprà discutere in queste settimane al proprio interno e tra la città per farsi trovare pronto all’appuntamento. Nel partito di Terni già da alcuni mesi è stato aperto un dibattito sul futuro della città ed è stato avviato un percorso di rinnovamento che ha portato Sara Giovannelli alla guida del partito cittadino oggi impegnato con autorevolezza nella campagna elettorale per le elezioni politiche”.

COMMENTI, REAZIONI: MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

Piccinini e quelli che non ci hanno messo la faccia Lascia il Consiglio per non tornarci più, Sandro Piccinini (Pd), lo storico, benvoluto “podestà rosso” di Marmore: “E’ finita oggi con le dimissioni del mio sindaco il mio impegno da consigliere comunale. Dopo 14 lunghi anni di impegno e di passione, pur con i miei tanti limiti, ho cercato di dare un modesto ma dignitoso contributo alla mia citta’. Non so se ci sono riuscito, posso soltanto dire di averlo fatto con onestà, umiltà e generosità. Ora si aprono nuovi scenari, spero solo che chi arriverà possa governare senza avere puntata una pistola sulla tempia, come é avvenuto in questi ultimi tempi nei confronti di un sindaco e di una maggioranza a cui si potrà imputare di tutto, ma non disonesta’. Il tempo ci dirà se quello che è avvenuto era giusto che avvenisse. Ringrazio Leo e tutti i colleghi di maggioranza che ci hanno messo la faccia fino all’ultimo, non ringrazio quelli, sempre di maggioranza, che la faccia non ce l’hanno messa fino in ultimo. Mi scuso, infine, con tutti, se qualche volta ho reagito in maniera scomposta, rispetto ad alcune accuse che mi sento di respingere totalmente”.

Filipponi Congedo inevitabilmente amaro anche per il capogruppo post-Cavicchioli del Pd, il giovane Francesco Filipponi: “Ho tenuto oggi il mio ultimo intervento da consigliere comunale, subito dopo ho restituito il mio badge e svuotato il cassetto riservato ai singoli amministratori. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno permesso di svolgere questo ruolo nella mia meravigliosa città. Potrò dedicare più tempo alla mia famiglia e a mia moglie. Un abbraccio a tanti amici, compagni di viaggio, cittadini, dipendenti comunali, consiglieri, giornalisti che ho incontrato lungo questo percorso. Voglio ringraziare tutti i consiglieri comunali di maggioranza ma anche di minoranza con cui ho sempre provato ad instaurare un rapporto di collaborazione fattivo. Questi quattro anni di consiliatura sono stati intensi, l’aula ha prodotto molti atti e delibere. Abbiamo fatto un lavoro importante per la città e chi verrà dopo di noi, M5S, centro destra o centro sinistra, potrà contare su questo patrimonio e farne tesoro. Ringrazio il sindaco che ha dimostrato di essere persona seria, attaccata ai valori di questa città e che con le sue dimissioni consentirà di andare al voto in tarda primavera. Spero che chi verrà dopo possa anche riflettere sulle mancanze, gli errori e i problemi vissuti, facendo tesoro di che è accaduto in questi anni, per costruire con i cittadini la Terni del futuro”.

Piermatti e le guerre intestine al Pd locale Suggello anche da parte di Sandro Piermatti, ex segretario Cgil, ex assessore con Di Girolamo, ex consigliere del Pd, da poco,passato con Liberi e Uguali: “Si chiude oggi l’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Di Girolamo. Voglio esprimere la mia stima personale nei confronti di Leo che con il suo intervento in consiglio comunale ha dimostrato coerenza, onestà intellettuale e morale, aldilà del giudizio politico che si può esprimere sulla sua azione di governo. Questa esperienza termina per le guerre intestine al PD ternano che non tengono conto dei problemi che sta vivendo la città in profonda crisi economica e sociale. Questa esperienza finisce per l’incapacità di prospettare una visione condivisa e partecipata per il futuro di Terni, prima ancora che per le difficoltà finanziarie del Comune. La sinistra in questa città non finisce con la crisi del PD. La città non può essere lasciata né ai populusti né alla destra. A coloro che strillano invece di proporre”.

Pastura (PSI) Parla il segretario provinciale del Psi di Terni, Rossano Pastura. Il proprio consigliere comunale di riferimento, Silvano Ricci, era assente in aula: “Prendiamo atto della conferma delle dimissioni del sindaco di Terni, ritenendo che queste fossero ormai un atto dovuto, ma non ci accodiamo a chi oggi esulta per questa amara conclusione. La fine anticipata di un’amministrazione comunale non è mai un fatto positivo. Lo stato di difficoltà in cui l’amministrazione comunale di Terni era costretta a muoversi in questi ultimi anni, tra problemi finanziari, vicende giudiziarie e continue tensioni interne alla maggioranza e al Pd, spesso erroneamente convinto di poter essere autosufficiente, non poteva purtroppo produrre un esito diverso. Pur avendo negli ultimi giorni avuto una posizione assai critica verso l’ennesimo tentativo di resistere ad una situazione ormai insostenibile, non ci sembra il momento di brindare. Negli ultimi mesi abbiamo cercato di portare un contributo costruttivo all’interno del dibattito politico cittadino, grazie alla collaborazione con il consigliere comunale Silvano Ricci, ma l’ennesima bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio finanziario hanno fatto precipitare la situazione. La chiusura anticipata dell’amministrazione Di Girolamo, a cui diamo atto dell’impegno e della correttezza istituzionale, non è la vittoria di nessuno, ma la sconfitta di un’intera comunità e di una classe politica che in questi anni non ha saputo far fronte alle tante problematiche della città. Ora si apre una nuova stagione che porterà i ternani a scegliere i propri rappresentanti e occorrerà uno sforzo collettivo di tutte le forze responsabili, affinché si possa costruire un progetto serio e realistico, condiviso. Il Partito Socialista è pronto a raccogliere questa sfida”.

Cecconi (FdI) Dall’opposizione, il commento del capogruppo di FdI, Marco Cecconi: “L’ultimo rito tribale si è compiuto, con il de profundis in punta di penna intonato oggi stesso dalla Presidente della Regione Marini: la quale, anziché una benedizione dall’alto come Di Girolamo sperava, gli ha lanciato contro l’ultimo siluro. L’ultimo rito tribale si è compiuto: tra le correnti interne al PD, all’interno della (ormai ex) maggioranza di centrosinistra, all’interno di ciò che resta di una coalizione in frantumi. Cala il sipario sulla peggiore amministrazione comunale dell’ultimo quarto di secolo, che lascia in eredità non solo una crisi gravissima foriera di uno scollamento mai visto tra la società civile e la politica. Non solo la deriva di una città abbandonata a sé stessa da una amministrazione schiacciata da debiti e inchieste giudiziarie. Una amministrazione che lascia in eredità anche la debacle del fallimento, il cosiddetto dissesto che trasferirà sulle spalle dei ternani tagli ai servizi e inasprimento della pressione fiscale. Per l’uomo Di Girolamo umana comprensione e dovuto rispetto. Ma, politicamente, per dimissioni che sarebbero dovute arrivare almeno un anno e mezzo fa, non ci può essere onore delle armi”.

Lega Brinda, invece, la Lega, con il consigliere regionale Fiorini e il segretario cittadino, Cini: “Le dimissioni di Di Girolamo sono una decisione tardiva, dovuta non solo alla disastrosa gestione di governo del PD che ha condotto la città al dissesto finanziario, ma anche alla disgregazione politica di un centrosinistra lacerato da lotte intestine, lontano dal sentire della gente e privo di qualsiasi visione programmatica. Nel suo intervento, il sindaco ha evitato ogni tipo di argomentazione inerente buchi di bilancio, debiti e gestione delle partecipate, scaricando colpe sui privati, su contingenze storiche e su scelte fatte da governi di centrosinistra. Posati i calici, è arrivato il momento di pensare al futuro di Terni con la speranza che a tutti i cittadini venga data la possibilità di tornare quanto prima alle urne. Come Lega vogliamo lanciare un appello a tutte le forze vive della città, alle realtà civiche e ai rappresentanti delle categorie, delle professioni, dei sindacati, al mondo economico, culturale e sociale, affinché ciascuno si assuma delle responsabilità in vista della costruzione di un percorso politico che possa condurre la nostra città fuori da questo baratro. E’ necessario costruire un’alternativa”.

 

 

 

 

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