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Terni, Di Girolamo risponde a De Luca: “Violento e arrogante, ma vince l’amore”

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Terni, Di Girolamo risponde a De Luca: “Violento e arrogante, ma vince l’amore”

Andrea Giuli
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TERNI – Dopo la filosofica risposta dei segretari provinciale e comunale del Pd, Trappolino e Monti, alla intemerata scritta nelle ore scorse dal consigliere comunale pentastellato, De Luca, all’indirizzo del sindaco Leo Di Girolamo, nel pomeriggio di giovedì è proprio quest’ultimo ad uscire allo scoperto per replicare personalmente all’esponente grillino. Ecco la risposta integrale del primo cittadino:

“Gentile consigliere De Luca,

ci sono due forze motrici nella vita, una è la paura. E quando si ha paura ci si ritrae dalla vita. Non sono mie considerazioni, ma di John Lennon.
La sua lettera è intrisa di violenza, condita a tratti di minacce. E’ la lettera di chi sventola la corda davanti alla persona da impiccare, per rimanere alla corda che, secondo Lei, io starei tirando. Lei dice che ha mostrato magnanimità nei miei confronti e che finora non ha infierito. E’ però pronto a farlo se io non faccio i bagagli da Palazzo Spada. Nella sua lettera Lei, oltre a mostrare una sicumera e una arroganza senza confini, mostra di non conoscere minimamente non solo quelle che sono le consuetudini del vivere civile, ma neanche quello che detta la nostra Carta Costituzionale. 

Essa, infatti, mette al primo posto il rispetto della persona e la tutela della sua dignità, persino per coloro che sono oggetto di condanna definitiva. Di qualunque tipo di condanna definitiva. Anche per i reati più gravi e detestabili. Perché nella nostra Carta Costituzionale la persona – anche l’ultima – merita rispetto in quanto uomo o donna.
Ma ci sono altri passaggi inquietanti nella sua lettera. Lei parla esplicitamente di intercettazioni da rivelare e rimanda, meno esplicitamente, a nuovi sviluppi. Non so a cosa alluda, se è semplice millanteria o se è in possesso di informazioni che, secondo la legge, dovrebbero essere riservate e a disposizione unicamente degli inquirenti. Quello che so io, con estrema certezza, è quello che ho fatto e come lo ho fatto. E come sempre accaduto nella mia vita sono pronto a risponderne. Senza nascondermi. 

Mi permetto una considerazione politica. Il governo della città andrebbe conquistato sul campo. Perché la competizione politica obbliga al confronto sulle questioni che interessano i cittadini, fa crescere e selezionare i gruppi dirigenti. Le scorciatoie in genere non portano mai in maniera consapevole e costruttiva al traguardo. Il caso Roma è lampante.
Io sto tirando troppo la corda? E’ un suo giudizio. A me interessa quello della mia maggioranza, dei cittadini ternani e della mia coscienza.
Ah, quasi dimenticavo: l’altro grande motore è l’amore. E’ quello che muove la nostra vita: è in grado di renderla piena, bella, utile. Ma per l’amore spero che ci siano altre circostanze per riparlarne.
Un saluto”.

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Andrea Giuli
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