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Comune Terni e fondo di rotazione, ipotesi rialzo Imu-Tasi su seconde case e capannoni

Terni Politica

Comune Terni e fondo di rotazione, ipotesi rialzo Imu-Tasi su seconde case e capannoni

Andrea Giuli
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L'aula del consiglio comunale di Terni

TERNI – Piano pianino. Con prudenza e dolcezza. Senza sbilanciarsi troppo, passo passo. Anche se, il giorno della verità appare piuttosto vicino. In poche parole, la partita a scacchi non potrà durare ancora molto a lungo.

Riunione interlocutoria, fondo di rotazione  La riunione della giunta comunale e dei consiglieri di maggioranza, andata in scena sabato mattina, non sembra aver prodotto risultati certi e decisioni definitive. Ci si attendeva – almeno queste erano le indiscrezioni della vigilia – che l’assessore al Bilancio, Piacenti, distribuissse o portasse a conoscenza dei consiglieri documenti, tabelle e simulazioni con cifre e numeri riguardanti l’unica cosa che ormai si profila come certa e che – questa sì – è stata comunicata, ovvero la richiesta di accesso, da parte del Comune, al fondo di rotazione governativo per gli enti in predissesto. E niente non è.

Niente tabelle o simulazioni, irritazioni E, invece, nessun numero definitivo, nessuna simulazione o tabella. Un confronto poco più che interlocutorio che serviva probabilmente alla Giunta e al sindaco per tastare una volta di più il polso alla maggioranza, in vista di scelte decisive e impegnative. E, non a caso, tale indeterminatezza di cifre e di tempi ha suscitato tra i consiglieri più di una irritazione.

Imu, Tasi, tariffe, personale Pochi gli elementi che trapelano dalla riunione di sabato: se il ricorso al fondo di rotazione è dato, più o meno, per scontato, l’amministrazione si prepara a chiedere in prestito allo Stato una cifra relativamente contenuta che, secondo alcuni, non arriverà ai 10 milioni di euro. Per accedere al fondo (i quattrini non arriveranno prima di giugno 2018) bisognerà “ritoccare” tasse e tariffe. Forse in misura non eccessiva. Forse. Sembra che circa 3,5 milioni saranno rastrellati da un incremento dell’Imu e Tasi per seconde e terze case e per i capannoni industriali (lanotiziaquotidiana.it lo aveva già anticipato nei giorni scorsi) oltre una certa grandezza. Qualche tariffa “minore” (vedi impianti sportivi) potrebbe risentirne. Per il resto, palazzo Spada conta di uscire dal fondo di rotazione in tempi non lunghi, nella speranza di disfarsi, sul mercato, delle farmacie comunali e dell’ex Dicat. Per esempio. Ma anche, facendo affidamento su un accordo con l’Ater per la vendita di una serie di immobili e in una compensazione in diminuzione della Tari, la tassa sui rifiuti. Ancora non definita, inoltre, la sorte per il personale del Comune: salario integrativo e assunzioni sarebbero penalizzati con il fondo di rotazione. Ma l’assessore Piacenti avrebbe relativamente assicurato che, su questo fronte, gli effetti potrebbero rivelarsi assai limitati. Vedremo presto.

Carlo Ottone (al centro)

Carlo Ottone

Il 22 novembre, richiesta di sospensione L’operazione, però, per essere definitivamente pronta e poter quindi avanzare formalmente la richiesta di accesso per il fondo al ministero, necessiterebbe ancora di qualche settimana. Il 22 novembre prossimo è confermata l’attesa seduta delle sezioni riunite della Corte dei conti per discutere del ricorso avanzato dal Comune contro la bocciatura del piano di riequilibrio attuale. Non è ancora esattamente chiaro se il 22, la Corte si pronuncerà in merito. In ogni modo, nelle stesse ore, i legali incaricati da palazzo Spada dovrebbero inoltrare alla stessa magistratura contabile formale richiesta di sospensione del giudizio sul ricorso, in attesa che in Parlamento si voti la legge Finanziaria che contiene alcuni importanti emendamenti proposti dall’Anci per agevolare l’accesso al fondo di rotazione per gli enti pubblici in difficoltà. andrea-cavicchioli

Cavicchioli, dimissioni, nomine Asm Durante la riunione, il capogruppo attuale del Pd a palazzo Spada, Andrea Cavicchioli avrebbe peraltro ribadito la sua intenzione di dimettersi da consigliere. Piccolo dettaglio: non avrebbe detto quando. Si è parlato, a volo di uccello, anche delle imminenti nomine dei vertici Asm (è prevista una assemblea dei soci per il 21 novembre). Sembra – il condizionale è d’obbligo – tramontato il nome di Antonino Giunta per la presidenza. Lo stesso Cavicchioli avrebbe chiesto al sindaco di operare scelte condivise e in continuità (possibile una riconferma dell’uscente presidente Ottone?). Ma nomi ufficiali non sarebbero usciti dalle avare labbra del primo cittadino.

La nota della maggioranza Detto tutto ciò, questo è il comunicato della maggioranza consiliare in merito alla riunione: “I consiglieri di maggioranza riuniti il 18 novembre 2017 con la presenza del sindaco e della Giunta, danno mandato al sindaco e alla Giunta di proseguire nell’opera di messa in sicurezza della situazione finanziaria del Comune di Terni per escludere il dissesto dell’Ente. Nel contempo, si ritiene essenziale una pressante azione amministrativa per migliorare l’efficienza e l’organizzazione dell’Ente, al fine di accompagnare efficacemente i processi di crescita della nostra comunità, sfruttando in maniera positiva anche le opportunità offerte dal provvedimento relativo all’area di crisi complessa Terni-Narni e dall’accesso ai fondi comunitari. In questo contesto, la tutela dell’ambiente assume valore prioritario, con la conferma della contrarietà alla presenza di inceneritori nella conca ternana, la verifica costante del sistema industriale, la predisposizione di un piano della mobilità sostenibile che preveda anche l’attivazione della piattaforma logistica Terni-Narni e la realizzazione della bretella di San Carlo, nonché l’impegno per il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Roma e per l’alta velocità. Risulta altresì essenziale un programma organico di interventi per il decoro urbano, per le manutenzioni e per la sicurezza, nonché l’impulso concreto per il recupero del teatro Verdi, per la realizzazione del palazzetto dello Sport e per terminare i lavori della fontana di piazza Tacito”. Insomma, un programma essenziale di rilancio o di fine mandato.

Thomas De Luca

Thomas De Luca

M5S Come il lampo, arriva la nota – durissima – del consigliere comunale del M5S, De Luca: “Tasi e Imu al massimo. Tariffe al massimo. Servizi ridotti al minimo. Interi quartieri senza trasporto pubblico. Tessuto economico al collasso e conseguente perdita di posti di lavoro. Pesanti ripercussioni sul personale. Queste sono le conseguenze del Piano B. Sulla pelle dei ternani non esiste alcuna differenza tra dissesto e Piano B, entrambi hanno le medesime conseguenze. C’è una sola differenza: Di Girolamo e compagnia impediranno ad un commissario prefettizio di poter controllare i conti e quindi di far pagare a loro i debiti che non possono essere pagati. Il Partito Democratico e fedeli liste al seguito hanno così deciso di sacrificare la città in cambio delle loro poltrone, del mantenimento della gestione del potere. Non ci poteva essere altro esito, nessuna sorpresa. Non sono bastati gli arresti, il disastro ambientale, il degrado e la violenza dilagante in città, aver distrutto il welfare, aver fallito ogni obiettivo è perso ogni treno, per suscitare in loro un briciolo di vergogna. Nei prossimi giorni presenteremo alla città le nostre iniziative, frutto del lavoro incessante di mesi, sottotraccia. Intorno al nostro “Piano C” coinvolgeremo e chiederemo il supporto di tutte le forze civiche, sociali e politiche della città. Chiederemo aiuto alla Terni che non si arrende”.

 

 

 

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Andrea Giuli
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