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Comune Terni, disco verde dal Viminale per il piano anti-Predissesto: commenti e reazioni

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Comune Terni, disco verde dal Viminale per il piano anti-Predissesto: commenti e reazioni

Andrea Giuli
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TERNI – Il primo, vero ostacolo per l’amministrazione comunale – al netto delle vicende giudiziarie ancora in corso – è superato. Senza inciampi, di fatto. I tremila siepi (molte siepi) del sindaco, della sua Giunta e della sua maggioranza continuano. Restano in gara, per ora.

Giampiero Bocci (a destra)

Giampiero Bocci (a destra)

Come era inconfessabilmente nell’aria, la apposita commissione del ministero degli Interni, presieduta dal sottosegretario, il parlamentare umbro Giampiero Bocci, ha dato il proprio via libera al piano di riequilibrio pluriennale (il cosiddetto predissesto) presentato nel gennaio scorso dalla giunta ternana per evitare la bancarotta di palazzo Spada. Pare di capire che la relazione di approvazione contenga delle ‘raccomandazioni’. L’organismo ministeriale si è riunito martedì mattina, dopo che già in altre riunioni precedenti aveva analizzato i documenti e i conti inviati dall’amministrazione comunale, comprese le risposte alle 18 osservazioni che lo stesso Ministero aveva fatto arrivare alla giunta poco dopo la presentazione del piano.

LEGGI IL PIANO ANTI-PREDISSESTO DEL COMUNE E LE OSSERVAZIONI 

A questo punto, la sezione regionale della Corte dei conti ha 30 giorni di tempo dal ricevimento della relazione ministeriale per dire la sua (ovvero, il responso definitivo in qualche modo) sul piano anti-predissesto del Comune. Si andrà, dunque, presumibilmente, tra il 20 e il 30 luglio per il verdetto finale.

Il commento dell’assessore “Le prime comunicazioni che arrivano dal Ministero, dalla Commissione deputata – sostiene l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi – ci dicono che il Piano di riequilibrio finanziario del Comune di Terni è fattibile. Si tratta di un parere autorevole, che conferma che il percorso tracciato è quello giusto, nell’ottica di mettere in sicurezza i conti dell’Ente, di eliminare le criticità finanziarie, dando una prospettiva di risanamento e di investimento. Tutto questo senza far ricorso al fondo di rotazione, che avrebbe automaticamente portato a misure fiscale e tariffarie in contrasto con i primi segnali di ripresa economica nazionale ed europea che devono interessare anche la nostra città. Sarà compito dell’amministrazione comunale, in particolare dell’assessorato al Bilancio, approfondire in maniera dettagliata tutti gli aspetti contenuti nel parere del Ministero, in un’ottica di rafforzamento e perfezionamento della manovra avviata e basata, tra l’atro, sulla dismissioni delle attività non strategiche per l’Ente e nel mantenimento invece dei servizi realmente necessari alla comunità. L’interlocuzione che abbiamo avuto in questi mesi con il Ministero è stata sempre incentrata sulle azioni intraprese, sul massimo rispetto della normativa che disciplina il piano di riequilibrio finanziario, sull’efficienza della pubblica amministrazione. Un confronto che è stato utile e proficuo, di cui ora si vedono i frutti”.

M5S La prima reazione squisitamente politica arriva dall’opposizione, per bocca del conisgliere comunale Thomas De Luca del M5S: “Noi ternani dovremo pagare la loro montagna di debiti. Tutti ma proprio tutti, nessuno escluso. Il Ministero dell’interno ha infatti comunicato il proprio parere favorevole al predissesto firmato Di Girolamo, un piano che salva il Partito Democratico e condanna definitivamente la città. Abbiamo perso anni a disquisire sui privilegi della cosiddetta “casta”, spesso perdendo anche di vista il punto, inseguendo la lepre meccanica che il sistema ci poneva davanti. Oggi, però, abbiamo capito che il privilegio vero, quello che distingue i comuni mortali dagli intoccabili, è ben altro: il diritto di non pagare. Il diritto di poter scappare dalle proprie responsabilità, l’immunità politica che permette a loro, gli intoccabili, di far pagare a tutti noi i loro errori. Sotto, i mortali, perdono ogni giorno della loro vita a girare nella ruota. A non saper dove sbattere la testa per mandare avanti la propria azienda, a pagare le rate del mutuo, a non chiudere occhio la notte per chiedere la rateizzazione delle cartelle di Equitalia, a dover dire no ai propri figli. Sopra, chi ha occultato per anni la propria montagna di debiti dormirà sonni tranquilli, controllore e controllato sono gli stessi. Ci saremo sempre noi a pagare per loro”.

Servizio in aggiornamento 

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