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Comune Terni, debiti fuori bilancio sulle mense: spunta la delibera del ‘silenzio’, mai approvata

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Comune Terni, debiti fuori bilancio sulle mense: spunta la delibera del ‘silenzio’, mai approvata

Andrea Giuli
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Thomas De Luca (a sinistra) ed Enrico Melasecche

TERNI – Salta fuori, con le pinze, una delibera di giunta comunale mai approvata che potrebbe creare qualche ‘problemino’ e che testimonia che l’amministrazione di palazzo Spada sapeva ed era a conoscenza di certe cosucce. E c’e voluta una giornata lavorativa, da giovedì mattina al vespro inoltrato (e si è pure rischiato che qualcuno dormisse nell’anticamera moquettata del sindaco).

Una giornata frenetica Sono servite una improvvisata occupazione delle suddette stanze, un rincorrere frenetico i funzionari comunali competenti, i dirigenti al ramo nel frattempo in viaggio verso il Sud Italia, il pressing verso l’assessore al bilancio e segretarie varie, un intrecciarsi di telefonate, conciliaboli con il Segretario generale del Comune, tira e molla dentro le più disparate stanze di palazzo Spada e della ex Foresteria, la minaccia di chiamare i carabinieri e quasi il battaglione San Marco. Poi, a tarda serata, i consiglieri comunali pentastellati De Luca, Trenta e Pococacio, assistiti dal consigliere comunale senior, Melasecche (I love Terni) sono finalmente riusciti nell’intento. E chi di dovere non ha potuto che tirare fuori da qualche computer una delibera, l’oggetto del desiderio di una giornata con aspetti da thriller politico ‘de noartri’.

La delibera debitoria non approvata Tant’e. La delibera di Giunta che certifica 1,7 milioni di debiti fuori bilancio, rispetto ad una serie di fatture 2014-2015 (ma riferite a somme maturate sin dal 2008) non pagate dal Comune alle aziende fornitrici dei servizi inerenti le mense scolastiche, ovvero l’Ati tra All Foods e il Cns, esiste. E vive e lotta insieme a noi. Una delibera, preparata dagli uffici e dal dirigente competente, che nei primi giorni di marzo 2016 è arrivata sul tavolo della giunta comunale con questo titolo: “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio relativi al servizio di refezione scolastica. Proposta al consiglio comunale”. Ora, il punto vero è che tale atto non reca alcuna data, per il semplice fatto che la Giunta decise evidentemente di non approvarla e di accantonarla più o meno temporaneamente.image

Ma se la Giunta può decidere di rinviare atti decisori, probabilmente non lo può fare (a maggior ragione per mesi) con atti che certificano debiti fuori bilancio che vanno, viceversa, dichiarati, inscritti e sanati, costituendo un arricchimento ed una utilità manifesta per l’Ente. Insomma, vanno legalmente riconosciuti in tempi adeguati e con atti precisi. Da che si può dedurre la possibilità di un vulnus che, nel caso, saranno altri organi ad accertare. Venerdì mattina, i consiglieri pentastellati terranno in merito una conferenza stampa.

L’occupazione I giovani consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle e il non più giovanissimo, ma non meno agguerrito, consigliere di I Love Terni, Melasecche, da mezzogiorno circa si sono piazzati davanti all’Ufficio del sindaco Di Girolamo (a parte una doverosa pausa pranzo, ma manco tutti), per richiedere la visione di un documento che sembra essere piuttosto bollente e che non si capisce bene che fine abbia fatto. I consiglieri comunali occupanti alla fine sono stati ricevuti dal sindaco il quale si sarebbe impegnato a fornire una qualche risposta entro qualche ora.

Il ‘casus belli’ è una proposta di delibera partita nel marzo scorso dal dipartimento Promozione sistema formativo e sociale, registrata al protocollo del Comune numero 0034522 del 7 marzo 2016 e avente come oggetto – si badi bene la raffinatezza dell’acronimo – “Riconoscimento di legittimità di dfb. Proposta al consiglio comunale”. Una missiva scoperta dai grillini e – da quanto si evince, disvelatrice dei reali debiti fuori bilancio del servizio mense -e a fronte della quale, i consiglieri pentastellati hanno fatto formale richiesta di accesso agli atti, dopo aver chiesto spiegazioni vanamente a più addetti ai lavori.

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