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Terni, Cufalo all’opera: primavera di stangate per tasse e tariffe

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Terni, Cufalo all’opera: primavera di stangate per tasse e tariffe

Andrea Giuli
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Antonino Cufalo

TERNI – Pasqua, se mai ce ne fosse stato bisogno, di autentica passione per i cittadini ternani. Tutto previsto e prevedibile, a seguito della dichiarazione formale di dissesto economico del Comune di Terni e l’entrata a palazzo Spada del commissario straordinario che altro non può fare se non applicare la legge.

Dissesto e aumenti massimi delle entrate Non solo, quindi, l’introduzione alla massima aliquota della tassa di soggiorno per le strutture ricettive (nonostante le proteste delle associazioni di categoria), ma anche il rialzo ai massimi delle tariffe a domande individuale. Anche se non in tutti i settori, per fortuna.

DELIBERA CON GLI AUMENTI TARIFFARI

DELIBERA CON LA TASSA DI SOGGIORNO

DELIBERA CON AUMENTI TARIFFE NON ESSENZIALI

Tariffe a domanda individuale Tra i provvedimenti conseguenti al dissesto, dunque, il rispetto della percentuale di copertura del costo complessivo di gestione dei servizi a domanda individuale, in misura non inferiore al 36%. E così si giustifica la delibera del commissario straordinario, Antonino Cufalo, che ha rideterminato le tariffe e le contribuzioni relative ai servizi a domanda individuale e la percentuale di copertura dei costi. Il tutto nella prospettiva di attivazione delle entrate proprie, con l’obiettivo di incrementarle e giungere al riequilibrio finanziario, riducendo al contempo le spese, come prevede la normativa. In linea di principio si prevede un aumento delle tariffe di circa il 25% rispetto a quelle applicate nel 2017 per i servizi inerenti agli impianti sportivi, strutture per le attività culturali, mercati e fiere, strutture circoscrizionali e sala consiliare.

Cosa si salva Considerata l’evidente funzione sociale connessa ai servizi di asili nido, refezione e trasporto scolastico si è ritenuto necessario il mantenimento delle tariffe previgenti pianificando, al tempo stesso, iniziative di razionalizzazione, verifica e controllo sul sistema delle esenzioni e delle agevolazioni, al fine di ottenere risparmi. Inalterate anche le rette delle strutture residenziali per minori, così come i servizi a domanda individuale legati alla Cascata delle Marmore, ma in quest’ultimo caso in quanto l’attuale percentuale delle tariffe già copre il 288% del costo del servizio.

Altre tariffe non essenziali Nell’ambito delle misure intraprese a seguito del dissesto, il Comune di Terni è andato a rideterminare anche le tariffe delle prestazioni comunali non rientranti, per legge, nei servizi pubblici essenziali. La delibera del commissario Cufalo riguarda i servizi della Bct, quelli cimiteriali, dei lavori pubblici inerenti procedure, pareri e sopralluoghi, dell’urbanistica, i matrimoni, le separazioni, la toponomastica, le valutazioni ambientali. Il provvedimento amministrativo prende atto della relazione della direzione attività finanziarie e determina le nuove tariffe. La determinazione del contributo da richiedere all’utente fa riferimento ai costi sostenuti, tenendo conto dei criteri di economicità, efficienza ed efficacia e prevede forme di facilitazione per organismi riconosciuti che svolgano attività di volontariato o sociali senza scopo di lucro.

La proposta di Confartigianato Ma Confartigianato Terni, per bocca del suo direttore Michele Medori, preso atto della fatalità dei provvedimenti del commissario, propone una via d’uscita per tentare di trasformare la stangata in opportunità:

“Di fronte alla dimensione problematica dell’intervento, l’associazione non intende aggiungere valutazioni, che possono avere una la loro validità, ma che rischiano di restare su un piano generico e di essere scarsamente utili alle categorie di imprese rappresentate, come quelle sui rischi di un effetto combinato e amplificato degli incrementi impositivi sulle imprese del settore. Più concretamente Confartigianato Terni, proprio per evitare che l’introduzione della nuova tassa si risolva in un arretramento del settore turistico, ritiene che debba costituire occasione di ripensamento e rilancio dell’intera “politica turistica” territoriale. A questo fine l’Associazione propone alcuni punti cardine:
1) INTROITI DELLA TASSA VINCOLATI alla promozione turistica del territorio e al rilancio del decoro del centro storico e dei borghi, almeno fino a quando su questo ultimo tema saremo costretti ad affrontare le situazioni emergenziali che sono sotto gli occhi di tutti e che, se non risolte, trasformerebbero gli investimenti in promozione in investimenti negativi.
2) MONITORAGGIO DEL TOTALE DELLE RISORSE DISPONIBILI per scongiurare eventuali effetti sostitutivi, che finiscano per ridurre o non aumentare il complesso delle risorse per la promozione del territorio.
3) PROGRAMMAZIONE DI QUALITA’: non basta una, seppur apprezzabile, attività di produzione di video promozionali e di utilizzo di testimonial noti; occorrono interventi di alto profilo coinvolgenti l’intera fascia territoriale dell’Umbria meridionale secondo una narrazione omogenea e le leve del turismo esperienziale, con particolare riferimento all’enogastronomia.
4) POLITICA DEGLI EVENTI: continua a mancare una politica complessiva degli eventi, senza contare che la prevista interruzione della pratica delle co-organizzazioni da parte del Comune avrà nei prossimi mesi un impatto negativo, che va assorbito.
5) continuano a mancare iniziative concrete riguardo l’ATTRATTIVITA’ NEI CONFRONTI DEL MERCATO ROMANO
6) occorre maggiore DIFFUSIONE DELLA CULTURA E DELLA PRATICA DIGITALE. 

Inoltre, in questo settore occorre, senza furbizie o ipocrisie, tenere presenti anche le interconnessioni della ben più ampia e complessa problematica ambientale della Conca ternana.
Solo una riflessione su queste basi che parta da dati puntuali e condivisi, sia seguita da programmi e azioni pratiche e sia supportata da risorse economiche importanti, può realizzare una direttrice di sviluppo aggiuntiva sul territorio e può farci uscire dall’approccio spesso astratto, scolastico e convegnistico, con il quale troppo spesso si affrontano questi temi. E’ deprimente constatare che i casi di successo di promozione turistica territoriale di grande impatto, soprattutto all’estero, hanno quasi sempre fatto fulcro su agili e concrete piattaforme pubblico-private, in confronto alle quali appare urgente ripensare profondamente strutture locali come il Dit. Con spirito collaborativo, sui temi sopra esposti, l’associazione ha inviato un documento all’amministrazione comunale quale contributo alla soluzione delle problematiche emerse”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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