CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Comune Terni, comincia la battaglia in aula sul predissesto: trappole, polemiche e scadenze

Terni Politica

Comune Terni, comincia la battaglia in aula sul predissesto: trappole, polemiche e scadenze

Andrea Giuli
Condividi

L'aula del consiglio comunale di Terni

TERNI – Si apre domani, 28 dicembre, nella prima mattinata, la maratona che – sulla carta – dovrebbe portare il consiglio comunale ad approvare il piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Terni (il cosiddetto predissesto) entro e non oltre la mezzanotte del prossimo 31 dicembre. Sono state infatti fissate, a tale scopro, 4 sedute consecutive no-stop dell’assemblea di palazzo spada.

Maratona in Consiglio, trappole e scadenze In realtà, la battaglia per ratificare il piano di salvataggio suddetto (il 27 mattina si è chiuso il rush delle sedute della competente commissione consiliare che ha approvato il documento con 5 voti a favire della maggioranza e 3 contrari delle opposizioni), potrebbe concludersi – con un po’ di fortuna – nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, anche se alcuni gruppi di minoranza (pentastellati in testa) dovrebbero presentare un certo numero di emendamenti. La maggioranza di centrosinistra, dal canto suo, avrebbe una qualche urgenza di chiudere la partita, appunto, domani notte, visto che dal 29 dicembre alcuni consiglieri saranno assenti per vari motivi.

La svolta della primavera 2017 Questa dell’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale, presentato dalla giunta di palazzo Spada, si annuncia comunque soltanto come la prima delle battaglie in merito. Appare, infatti, più decisivo lo snodo che maturerà tra aprile e maggio 2017, quando la Corte dei conti darà il suo parere definitivo (e, ad oggi, affatto scontato) sulla reale fattibilità del piano; quando la maggioranza si troverà a fare i conti con il bilancio consuntivo 2016 e quando, probabilmente, influirà sul piano locale, un possibile, nuovo scenario nazionale in relazione alle sorti del Governo Gentiloni.

Commissione, le opposizioni sulle barricate Stamattina, 27 dicembre, intanto, si è chiuso il lungo e articolato antipasto riguardante il parere della commissione competente, con l’esito già ricordato e alla presenza dei nuovi revisori contabili del Comune. E’ stato un fuoco di fila di domande, sottolineature critiche e dubitative, e chiarimenti posti ai revisori dei conti e allo stesso assessore Piacenti, da parte dei commissari di opposizione, da Cecconi (FdI) a Melasecche, fino alle circostanziate denunce (con le relative pezze d’appoggio documentali) dei pentastellati De Luca e Pococacio che hanno insistito particolarmente sui debiti fuori bilancio artatamente creati e non fatti emergere dall’amministrazione e che, a loro dire, avrebbero già da tempo di fatto configurato il dissesto dell’Ente e, dunque, il suo commissariamento. Non solo, i pentastellati hanno anche chiesto all’assessore perché, nonostante le ripetute e formali lettere di alcuni dirigenti che informavano sullo scostamento tra spese e disponibilità e chiedevano una variazione di bilancio, tali richieste siano stato puntualmente disattese da assessore e giunta. Tra un battibecco e l’altro con l’assessore, si e poi arrivati al voto favorevole della commissione.

Milioni di multe non riscosse Tra le altre cose, con una nota, il consigliere di minoranza Melasecche ha fatto presente che “una delle situazioni più incredibili è che, quanto a sanzioni relative al codice della strada, il Comune di Terni deve ancora riscuotere dal 2006 al 2016 circa 20.000.000. Di questi circa 3 milioni si prescrivono inesorabilmente fra pochi giorni, il 31 dicembre 2016, mentre altri 10 milioni vanno a prescriversi nei prossimi cinque anni. Per non parlare della montagna di multe degli anni precedenti mai incassate e andate prescritte prima del 2006. Infatti i crediti relativi degli ultimi dieci anni sono ancora in bilancio, ma il Comune è stato costretto a coprire con le tasse il mancato incasso, circa il 95% di quella somma, perché i nostri bravissimi amministratori non sono in grado di incassarne che un miserrimo 5%. Una delle ragioni del dissesto è anche questa”.

Diffida della Cgil-Filcams sulle farmacie Tanto per non farsi mancare nulla, infine, è piovuto stamane sul tavolo della commissione un parere-diffida dell’avvocato Biscetti che, a nome e per conto della Filcams-Cgil di Terni, intima al sindaco Di Girolamo e alla giunta di ritirare le determinazioni riguardanti la vendita a privati delle Farmacie comunali, ritenendo le stesse, recentissime determinazioni “invalide e illegittime ed in contrasto con le disposizioni e gli atti dallo stesso Ente adottati” precedentemente.

L’assessore Piacenti ammonisce “Di fronte al ripetersi, ormai meccanico delle accuse – scrive l’assessore comunale al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi – non posso che rispondere che la manovra del piano di riequilibrio finanziario è corretta, non mette le mani nelle tasche dei ternani, non prevede nuove imposte, è dettata dalla esclusiva volontà di dare una prospettiva amministrativa al Comune di Terni: evitare il dissesto contabile. Si tratta di una assunzione di responsabilità e di governo a fronte di chi non ha meglio di dire che il Comune non dovrebbe pagare i servizi, le imprese, le spese sostenute. Se questo è una proposta di governo seria e credibili lo lascio alla valutazione dell’opinione pubblica cittadina. Oggi, da una parte dell’opposizione vengono rilanciate le accuse note da tempo, si continua a dare giudizi non veri sui bilanci del comune, sul piano di riequilibrio finanziario, giudizi sprezzanti sul sindaco e la giunta che, pur tra mille difficoltà, stanno cercando di portare avanti una complessa e approfondita manovra contabile. Siamo di fronte a un modo di fare purtroppo già noto, accuse generiche, persino di moralità, senza entrare sulla questione di fondo. C’è una situazione finanziaria difficile: Qual è la risoluzione dei Cinque Stelle? Nessuna, se non quella di dire di non pagare. Vogliono dunque il Comune nelle mani degli ufficiali giudiziari? La verità è che questa parte dell’opposizione sta solo facendo pressing nei confronti dei consiglieri comunali, minacciando nuovi esposti, per non far votare la manovra di riequilibrio. Una manovra che prevede – a differenza di quanto dicono i Cinque stelle – il pagamento dei debiti fuori bilancio solo dopo aver concretizzato le alienazioni. Così come non serve inviare nuove carte alla Corte dei conti, in quanto questa è già l’organo deputato a valutare il piano di riequilibrio finanziario. I grillini vorrebbero solo che il piano di riequilibrio venga bocciato e mandare così a casa l’attuale amministrazione, anche a costo di mettere nelle mani di un commissario il bilancio del comune. Al quel punto non ci sarebbero più margini di mediazione, in questo caso l’aumento delle tasse e delle imposte, sarebbe pressocché automatico e al massimo. Questo è il prezzo che i Cinque stelle sono pronti a fare pagare alla città per raggiungere i loro obiettivi politici”.

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere