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Comune Terni, anticipato il voto sul predissesto: scoppia la polemica

Terni Politica

Comune Terni, anticipato il voto sul predissesto: scoppia la polemica

Andrea Giuli
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TERNI – In un clima tutt’altro che trasparente e tranquillo (anche per le note vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo parti dell’amministrazione comunale, e non solo), ci si avvicina. A grandi passi all’ennesimo passaggio decisivo e delicato per la vita di questa giunta comunale.

L’accelerazione Tra Natale e Capodanno, per la precisione il 28 e 29 dicembre prossimi (come peraltro lanotiziaquotidiana.it aveva anticipato giovedì 15 dicembre), arriverà al vaglio del consiglio comunale – e con un certo anticipo rispetto al cronoprogramma originario di palazzo Spada – il famigerato piano di riequilibrio pluriennale che certifica il predissesto economico di fatto del Comune che lo stesso Consiglio è chiamato ad approvare per poi inviare la documentazione al ministero degli Interni e alla Corte dei conti. Stamane, venerdì, la conferenza dei capigruppo comunali ha ratificato l’iter che prevede il via libera in Giunta tra lunedì 19 e mercoledì 21, quindi in commissione e il 28 e 29 dicembre in consiglio comunale.

Cecconi Sull’argomento, interviene il capogruppo a palazzo Spada di FdI, Marco Cecconi: “Con un blitz di fine-anno tanto, per non farsi mancare niente in questo 2016 scandito da una Caporetto dietro l’altra, sindaco e giunta comunale stanno preparando una strenna avvelenata per il consiglio comunale e per la città: accingendosi a deliberare il ‘piano di predissesto’. Tutto studiato per confidare nella fretta distratta delle festività. Tutto studiato per avere dalla propria – magari – anche qualche assenza da vacanze. Tutto studiato, soprattutto, per impedire che i consiglieri abbiano il tempo e il modo di acquisire e studiare con la dovuta cura tutta la documentazione. Si tratta di una scelta dei tempi che giudico scandalosa, irrispettosa per le prerogative del consiglio ed indecente nei confronti dell’opinione pubblica che ha diritto a ben altra chiarezza, non un dibattito strangolato e alla cieca sulle cause e le presunte soluzioni di questo disastro. Un disastro di cui a tutt’oggi non conosciamo né l’esatta entità (dei debiti da ripianare) né le dismissioni del patrimonio pubblico con cui si tenterà di mettere una toppa”.

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