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Comune Terni, 48 ore per conoscere il verdetto del Viminale sul piano di predissesto: iter e scenari

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Comune Terni, 48 ore per conoscere il verdetto del Viminale sul piano di predissesto: iter e scenari

Andrea Giuli
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TERNI – Fra 48 ore, più o meno, la tormentata amministrazione Di Girolamo bis conoscerà formalmente l’esito delle proprie ‘analisi del sangue’. Solo che stavolta l’atteso responso non dipenderà dal medico Di Girolamo, ma da ben altri ‘luminari’. A proposito, di lumi propiziatori (o ceri) pare che qualcuno ne stia già accendendo diversi in queste ore. Anche se una certa fiducia in un esito benevolente serpeggia a palazzo Spada.

Riunione della commissione Martedi mattina 20 giugno, infatti, si riunirà presso il ministero degli Interni, l’apposita commissione ministeriale – la data del 20 giugno era stata anticipata da lanotiziaquotidiana.it lo scorso 30 maggio – che dovrà valutare la congruità o meno del piano di riequilibrio pluriennale (il cosiddetto piano di predissesto ai sensi dell’articolo 243 bis del Tuel), presentato nel gennaio scorso dalla stessa amministrazione comunale di Terni per evitare, appunto, che palazzo Spada dichiari la bancarotta. La commissione è presieduta da una vecchia conoscenza, il deputato umbro del Pd, Giampiero Bocci, in qualità di attuale sottosegretario agli Interni.

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Corte dei conti e impugnazione Il giudizio del ministero (atteso nel corso di martedì medesimo) potrebbe però non essere necessariamente decisivo. In caso di una approvazione (magari con ulteriori prescrizioni od osservazioni), il ‘cerino’, sotto forma di relazione, passerà dalla commissione del Viminale alla Corte dei conti regionale che, dal momento della ricezione della relazione, avrà 30 giorni per emettere il verdetto definitivo di promozione o di diniego del piano di predissesto. Anche a quel punto, in caso di bocciatura (che segnerebbe il dissesto dell’ente e quindi l’avvio del commissariamento) l’amministrazione comunale ha 30 giorni di tempo per impugnare il verdetto davanti alle Sezioni riunite della Corte dei conti.

Opposizioni e Cgil in azione Va ricordato che il piano di riequilibrio pluriennale di palazzo Spada è stato oggetto di ripetuti esposti, denunce e contro-relazioni inviate al Ministero e alla Corte dei conti da varie forze di opposizione in consiglio comunale (M5S, FdI, Melasecche) ed anche dalla Cgil di Terni. Una mole di documenti che, forse, anche non volendo considerare altri ‘fattori esterni’, potrebbe svolgere la sua parte nelle decisioni degli organismi competenti. Forse. Non resta che attendere.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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