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Comune di Terni, l’Usb denuncia: niente soldi per gli straordinari elettorali dei dipendenti

Terni Politica

Comune di Terni, l’Usb denuncia: niente soldi per gli straordinari elettorali dei dipendenti

Andrea Giuli
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Un dipendente comunale

TERNI – L’Unione sindacale di base del pubblico impiego di Terni, torna a far sentire la sua voce severe in occasione del tanto invocato incontro unitario delle rsu di palazzo Spada. L’unico fatto positivo, questo della riunione in sè, in un mare di lacrime. Così almeno si evince dal lungo comunicato della stessa Usb.

Predissesto comunale e tagli “Finalmente, dopo tanto tempo, la rsu del Comune di Terni – si legge nella nota – è riuscita a riunirsi per discutere alcune delle diverse problematiche aperte, come il taglio degli straordinari elettorali, a causa del quale sembrerebbero non esserci le coperture per le ore necessarie. Su tale tema si è sviluppato un piccolo scambio di idee che ha condotto alla decisione di inviare all’amministrazione una richiesta di chiarimenti e soprattutto l’impegno per la copertura economica totale dello straordinario elettorale che sarà effettuato. Abbiamo inoltre chiesto il pagamento degli incentivi per funzioni tecniche, per il personale impegnato alla progettazione ed esecuzione di opere pubbliche, come da atti di liquidazione già emessi e fermi da tempo. Ed ancora, l’adozione di nuovi regolamenti per la ripartizione degli stessi incentivi. Si è condivisa la preoccupazione per la situazione finanziaria di pre-dissesto e per le ripercussioni che potrebbe avere sul personale. Si è infine provveduto a sollecitare l’amministrazione per un riscontro urgente in merito alla quantificazione e ripartizione del Fondo del salario accessorio 2016, quest’anno non ancora avvenuta”.

Bastonate su Cgil, Cisl e Uil Non solo. L’Usb mena fendenti contro la ‘triplice’ confederale anche su questioni nazionali: “E’ assordante il silenzio e l’assenza di qualsivoglia azione, su tali gravi questioni, di Cgil, Cisl e Uil, ormai occupati in maniera manicale nel tentativo di un accreditamento esclusivo come soggetto sindacale. Non stupisce quindi, il fatto che anche a livello nazionale la triplice non si sia lasciata sfuggire l’occasione di rendersi complice, ancora una volta, del Governo nazionale. Cgil, Cisl e Uil hanno offerto alla ministra Madia su un vassoio d’argento un “farlocco” rinnovo contrattuale di “ben” 85 euro di media in busta paga, a regime dal 2018″.

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