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Comune di Terni, l’ok al piano anti-predissesto ‘separa’ la maggioranza. Anatema del M5S

Terni Politica

Comune di Terni, l’ok al piano anti-predissesto ‘separa’ la maggioranza. Anatema del M5S

Andrea Giuli
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TERNI – L’approvazione a maggioranza del consiglio comunale del cosiddetto piano di riequilibrio,pluriennale per ripianare il predissesto del Comune di Terni, continua a produrre strascichi. Se il capogruppo comunale del Pd, Cavicchioli, mette il suggello al via libera, la sinistra della coalizione di maggioranza sancisce il suo distacco, sostanzialmente definitivo (il suo rappresentante in Consiglio, Ricci, era assente per malattia il giorno del voto).

Cavicchioli Così Cavicchioli: “Il consiglio comunale ha approvato l’atto di indirizzo che ho predisposto ed illustrato a nome della maggioranza e che ha dettato le linee operative per la Giunta in ordine al piano di riequilibrio finanziario pluriennale e alle azioni da porre in essere. Con l’atto si chiede alla Giunta di dar seguito alle indicazioni generali dei revisori dei conti e di attivare, nel rispetto dei ruoli, il confronto con il ministero dell’Interno e con la Corte dei conti, adottando tutti gli atti di accompagnamento necessari, sia per quanto riguarda la posizione debitoria con i doverosi e ulteriori approfondimenti, sia per la parte delle alienazioni, con particolare riferimento alla cessione delle quote della società delle Farmacie e alla valorizzazione degli immobili individuati nel piano, prevedendo destinazioni funzionali alla riqualificazione urbana e alla migliore utilizzazione degli stessi. E’ stato specificato che l’obiettivo del risanamento finanziario dell’Ente, del miglioramento dell’efficienza della macchina amministrativa, della necessità di utilizzare le opportunità derivanti dai recenti provvedimenti adottati dal Governo e dalla Regione nei confronti di Terni, nonché dalla disponibilità di fondi comunitari, ha come presupposto il buon fine del percorso previsto dal piano di riequilibrio pluriennale e che è necessario attivare un confronto con le articolazioni socio-economiche della città per un modello di sviluppo condiviso e per la migliore utilizzazione delle risorse disponibili. Con l’atto approvato è stato richiesto di escludere ogni ipotesi di inasprimento fiscale, di operare concretamente per il risanamento delle criticità, con la tutela delle fasce di popolazione più debole e per incentivare tutte le iniziative volte alla crescita del territorio”.

Sinistra per Terni Di tutt’altro segno la nota della Sinistra per Terni: “Peccato ci sia poco da festeggiare. Si è detto che con questo atto “è stata tolta la polvere da sotto il tappeto”, battuta che forse conveniva evitare, visto che bisognerebbe allora dire chi aveva nascosto quella polvere e, politicamente, assumersene la responsabilità. Si è smesso di fare, da parte soprattutto del sindaco e dell’Anci locale e nazionale, un’azione di denuncia e di contrasto nei confronti del Governo Renzi che ha continuato a taglieggiare gli Enti Locali, riducendoli alla fame. Bisognerebbe infatti spiegare come mai il disavanzo del 2015 è esattamente la metà dei debiti fuori bilancio complessivamente accertati. Solo una questione di contabilità? È anche vero che, mentre si dice che è stata fatta un’operazione di pulizia e trasparenza, si mette a bilancio una posta di 4 milioni per eventuali altri debiti fuori bilancio da certificare. Noi, riassumiamo le criticià di questa operazione in tre questioni: 1) Con il piano di alienazioni di fatto si impoverisce la città, con la vendita di quel poco patrimonio rimasto e con operazioni come la vendita delle farmacie comunali che presenta una certa opacità. 2) Con il piano pluriennale di razionalizzazione della spesa su tutti i capitoli, nella sostanza si tagliano in qualità e quantità servizi importanti nella vita cittadina: scuola, cultura, sport, assistenza sociale domiciliare. Questo, in una città in cui da tempo sono inagibili gran parte delle sale pubbliche, il teatro Verdi, e sono chiusi o fortemente degradati molti parchi pubblici. 3) E’ stata fatta un’operazione con ottica ragionieristica, senza un progetto futuro di città condiviso con le forze economiche, sociali e culturali. Un’operazione contabile, rispetto alla quale gran parte di responsabilità è stata attribuita alla inadeguatezza della macchina comunale, tacendo su chi quella macchina in questi anni ha organizzato e riorganizzato. In definitiva, piuttosto che un nuovo inizio, a noi sembra l’autocertificazione del proprio fallimento e del venir meno del rapporto di fiducia con quanti, forze politiche e cittadini, hanno sostenuto questa maggioranza nel 2014”.

De Luca (M5S) Infine, l’anatema del consigliere comunale pentastellato De Luca: “Potevamo fare giorni e giorni di ostruzionismo, milioni di emendamenti ma non sarebbe servito a nulla. Nel tiro alla fune del predissesto vi abbiamo lasciato la corda in mano. Abbiamo deciso di trasformare la delibera per l’approvazione del piano in un cavallo di Troia e sono bastati pochi emendamenti per mettere nero su bianco l’occultamento del dissesto, portare alla luce ben tre bilanci falsi. Una scena grottesca quella di una giunta pseudosinistra che, chiusa in un bunker, ormai da settimane parla soltanto ai poteri forti della città. Una sinistra senza popolo, completamente distante dai cittadini, dai problemi del lavoro, del disagio sociale, delle imprese e dei servizi ormai da terzo mondo. Succede però, ormai, che anche i poteri forti, persino gli amici più fidati incominciano a prendere coscienza della devastazione che questa amministrazione sta perpetrando alla città. Abbiamo bisogno tutti di voltare pagina. Ogni cittadino ternano a prescindere dalla propria appartenenza o credenza politica non si merita questa amministrazione, compresi coloro che hanno dato fiducia al Partito Democratico”.

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Andrea Giuli
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