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Comune di Terni, il sindaco Di Girolamo scioglie il rebus: il nuovo assessore è Tiziana Deangelis. Passa a maggioranza la delibera del predissesto

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Comune di Terni, il sindaco Di Girolamo scioglie il rebus: il nuovo assessore è Tiziana Deangelis. Passa a maggioranza la delibera del predissesto

Andrea Giuli
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L'aula del consiglio comunale di Terni

TERNI – La  ‘prescelta’ è rientrata nelle ore scorse dal Marocco dove era in vacanza, e dopo aver accettato la proposta del sindaco Di Girolamo di entrare a far parte della giunta comunale ternana, in sostituzione di Christa Falchetti Ballerani, dimessasi alcuni giorni fa.

La nomina Il quinto assessore dovrebbe dunque essere Tiziana Deangelis, una laurea in Lettere, 56enne funzionaria del settore Scuola e Formazione della Provincia di Terni, con una lunga esperienza lavorativa alle spalle e una competenza negli ambiti in cui ha finora operato. La Deangelis, secondo le indiscrezioni più insistenti, è stata in corsa fino in ultimo con la ex preside del liceo classico di Terni, Maria Rita Chiassai che però – così risulta – avrebbe rinunciato. La Deangelis avrà le deleghe alla Scuola, Università e Cultura, oltre ad altre minori.

Tiziana Deangelis

Tiziana Deangelis

Parentele Le ultime ore, concitate, sono servite soprattutto a verificare da un punto di vista tecnico, legale e normativo se vi fosse una qualche incompatibilità di legge fra la eventuale presenza della Deangelis in Giunta e l’attuale vicesindaco, Francesca Malafoglia. Le due, infatti, sono cugine di secondo grado. E in virtù di tale grado di parentela non scatta alcuna incompatibilità. La Deangelis e’ anche moglie di un noto, storico esponente di vertice della LegaCoop Umbria, Adriano Padiglioni, a suo tempo anche assessore provinciale.

Il Consiglio del predissesto Nel pomeriggio di martedì la nomina della Deangelis dovrebbe essere comunicata dal sindaco in apertura del consiglio comunale. Consiglio che si annuncia – ca va sans dire – piuttosto vivace, visto che all’ordine del giorno c’è l’approvazione della delibera di Giunta che chiede di fatto l’avvio della procedura di piano pluriennale di rientro, ovvero il cosiddetto predissesto. Probabilmente due o tre consiglieri di maggioranza non voteranno l’atto.

L’ufficilizzazione Alle 14.57 arriva la formalizzazione del sindaco, mediante una stringata nota apparsa sul sito istituzionale del Comune: “Nel primo pomeriggio di oggi il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha provveduto a firmare il decreto di nomina ad assessore di Tiziana De Angelis. Alla assessore la scuola e i servizi educativi, le pari opportunità, le politiche di genere, la cultura, la città del cinema. Con lo stesso atto il sindaco ha provveduto ad assegnare al vicesindaco Francesca Malafoglia, oltre alle deleghe al Welfare, l’innovazione Pa, l’Ict, Smart City, Agenda Urbana, gli affari generali, i servizi demografici, la semplificazione amministrativa.

La dichiarazione del sindaco “Ho scelto Tiziana De Angelis – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – per la sua solidità amministrativa e per la sua affidabilità politica. Conosco le sue capacità professionali nel settore della scuola e più complessivamente nella pubblica amministrazione. Sono convinto che si inserirà presto in questa compagine amministrativa che proprio in questi giorni è impegnata in partite cruciali per il futuro della città. Sento parlare, da una opposizione distratta e rabbiosa, di città senza governo, sicuramente non possono parlare di Terni che in queste settimane ha ottenuto risultati a dir poco importanti sull’Area di crisi complessa, sui fondi per gli impianti sportivi e le periferie, sui fondi europei, sul patto istituzionale Regione Comune, sui fondi per l’efficentamento energetico. Risultati accompagnati dalla ferma volontà di risanare i conti dell’Ente utilizzando il piano di riequilibrio finanziario. Obiettivi e percorsi che solo un governo solido, quale il nostro, può intraprendere e raggiungere. La città ha una amministrazione comunale solida, che lavora sui temi che hanno grandissima rilevanza, resta tutto da vedere se Terni abbia anche una opposizione responsabile, preparata, intenta a valutare gli aspetti amministrativi e non le piccole convenienze di parte. Purtroppo, su questo fronte, le prime avvisaglie politiche non lasciano ben sperare”.

Il dibattito in aula, le opposizioni Intervenendo sulle dichiarazioni del sindaco a nome della minoranza Francesco Ferranti (FI) ha detto che “le parole del primo cittadino non sono più credibili: tutto quello che sta accadendo è solo il risultato di una lotta di potere interna al Pd, in una fase delicatissima per il futuro della città, consumata sulle spalle dei cittadini”. Per questo Ferranti ha chiesto che si vada presto a nuove elezioni. Andrea Cavicchioli (Pd) ha invece preso atto delle decisioni del sindaco “prese in piena autonomia”.
“Il percorso che abbiamo di fronte – ha detto ancora Cavicchioli – prevede un innalzamento dell’asticella e questo chiediamo anche alla nuova giunta”.
Franco Todini (Il Cammello) ha anche posto delle pregiudiziali sulla legittimità di portare oggi in discussione una delibera, quella sulla procedura di riequilibrio, adottata da una giunta con una composizione diversa e sulla verifica di incompatibilità per il nuovo assessore. Il consiglio, dopo che sulla questione si era espresso anche il segretario generale, ha rigettato la pregiudiziale con 21 voti contrari e 11 a favore.

Passa a maggioranza la delibera del predissesto  Il consiglio comunale ha approvato martedi sera l’adozione del ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario presentata dalla Giunta con 19 voti a favore e 12 contrari. Due consiglieri di maggioranza (Ricci e Bencivenga) non hanno preso parte al voto.
Intervenendo nel dibattito Enrico Melasecche (IlT) ha accusato la giunta “di mentire serialmente”. “Avete condannato la città – ha continuato – nascondendo le vere ragioni di questo disastro, per il quale siamo un’eccezione tra i Comuni d’Italia”. “La massa di residui attivi è la vergogna con la quale è stata truffata la città anche presentando bilanci falsi, perché questo comune se n’è fregato di recuperare i crediti in danno a tutta la città”. “Altri debiti emergono di giorno in giorno di cui il sindaco non sapeva nulla come quello delle mense scolastiche. Come li pagheremo? Vendendo le farmacie, poi l’Asm che è un’azienda che poteva valere il triplo ed ora è in difficoltà perché non ha prodotto utili”.
Per Marco Cecconi (FdI) “non si può firmare un atto che è una cambiale in bianco con conseguenze incalcolabili, in assenza di conti definitivi”. La verità – ha continuato Cecconi – è che “si tratta di un’enorme fallimento politico di questa maggioranza”. “Dovreste solo scusarvi con la città, ammettendo di esservi sbagliati”.
Valentina Pococacio (M5S) ha sottolineato che “due anni fa siamo stati noi a dire che eravamo in condizioni di predissesto”. “Siete ormai nel mezzo di una frana. Vi giocate l’ultima carta e la vendete come atto di generosità”. “Dovete spiegarci perché non c’è liquidità. State elemosinando dalla cittadinanza sui danni che avete fatto”. Inoltre, ha concluso, “non si può votare su una stima, su una delega in bianco per chiedere alla città ulteriori sacrifici per risolvere problemi che voi stessi avete creato”.
Federico Pasculli (M5S) ha aggiunto che sui debiti fuori bilancio “la soluzione non può essere data da chi ha creato il problema: faccio richiesta che si dia vita ad una commissione per verificare tutti i debiti”.
Per Faliero Chiappini (Città aperta), “quella di oggi non è una bella giornata: al di là di ciò che è successo in passato, siamo obbligati a fare alcune cose, dobbiamo assumerci la responsabilità per determinare una svolta”. “Questo percorso – ha detto ancora Chiappini – può essere una sfida rispetto alla riorganizzazione dell’Ente per riportarlo sulla giusta direzione finanziaria”.
Stefano Fatale (FI) nel suo intervento ha sottolineato che “la giunta non può scaricare sempre la colpa sugli altri e sul legislatore”. “La sfida politica – per come la intendiamo noi – non può essere la svendita degli ultimi due beni presenti nel territorio, Asfm e Asm. Ma non ci convincono le altre sfide politiche delle quali parla l’amministrazione, come la città della salute, la raccolta differenziata, la questione delle mense e dell’ambiente che non riguardano mai un progetto che guarda al futuro”.
Per Paolo Crescimbeni (Gm) “Il tono trionfalistico dell’assessore è del tutto inopportuno”. “Mi sembra piuttosto una giornata di lutto per la città”. Crescimbeni ha anche detto di appoggiare l’idea di una commissione per la verifica dei debiti”. “Dalle dichiarazione della Giunta non emergono idee nuove, non c’è una nuova progettualità, ma il semplice ricorso ad una via di uscita prevista dal Governo Monti”.
Franco Todini (Il Cammello) ha fatto rilevare come “il problema di fondo è che ci troviamo sulla strada di un’amministrazione controllata, che ingesserà completamente la macchina amministrativa consentendo interventi minimi che serviranno solo per la sopravvivenza” “Non c’è una visione politica, solo incapacità e mancanza di visione”.
Il presidente del gruppo del Pd Andrea Cavicchioli pur ricordando tutti i tagli subiti dagli enti locali, ha detto che è evidente “che siamo di fronte ad un problema strutturale dell’ente; un ente che attualmente ha una situazione di difficoltà accertata derivante da un eccesso d’indebitamento che viene da molti anni indietro”. “Di fronte a questo c’erano diverse possibilità: potevamo ammainare la bandiera e mettere le carte in mano ad un commissario. E’ invece stata fatta una scelta diversa fornendo una garanzia democratica anche per le opposizioni che un commissario non darebbe mai: gli atti dovremo farli vedere a tutti, in piena trasparenza”. “Oggi noi facciamo dunque un’operazione diversa da quella che farebbe un commissario: non toccheremo l’imposizione fiscale. Dall’atto che votiamo stasera scattano una serie di meccanismi di tutela e trasparenza e inizia un percorso durante il quale abbiamo 90 giorni per fare il piano di riequilibrio in cui dobbiamo inserire tutti gli atti che anche le opposizioni potranno verificare con noi”. “Esiste procedura più garantista di questa e più conveniente per la città?” ha chiesto Cavicchioli all’assemblea. La realtà – ha aggiunto – è che si tratta di un’operazione senza alternative, trasparente e nell’interesse generale”.
Per Thomas De Luca (M5S), “la soluzione migliore è che chi ha creato questo buco vada a casa”. “Ci dovete spiegare – ha aggiunto rivolgendosi alla Giunta – come fino ad ora avete speso i soldi dei ternani, a cominciare dai debiti delle mense”. “Le bugie hanno aggravato i conti dell’ente per anni”.

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