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Comune di Terni e il flop dei derivati, maxi-parcella agli avvocati incaricati

Politica

Comune di Terni e il flop dei derivati, maxi-parcella agli avvocati incaricati

Andrea Giuli
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TERNI – E’ tutto un ‘Derivato’. O meglio, una derivazione. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale di Terni, mediante il proprio dirigente al ramo, ha disposto di pagare una ‘fatturina’ sonante, per circa 340 mila euro complessivi, a favore di uno studio legale con sedi a Foligno e Pescara che ha seguito sin dal 2009, per conto dello stesso Comune, la lunga vicenda dei 15 contratti di finanza derivata che palazzo Spada contrasse a partire dal 2001 con la Bnl. Un onorario – per carità, probabilmente meritatissimo – di tutto rispetto al quale se ne aggiungono altri che il Comune ha riconosciuto o dovrà riconoscere ad altri soggetti legali o consulenti che hanno avuto parte in causa in questa lunga vicenda.

Una vicenda che, visto anche lo ‘scorno’ finanziario che l’amministrazione municipale ha dovuto pagare a fronte di tali, temerari contratti e il processo civile tuttora in corso, non è sfuggita al gruppo consiliare dl M5S di Terni che sul tema ha presentato un’interpretazione urgente, ‘giurando’ di andare fino in fondo alla faccenda.

“A partire dall’anno 2001 il Comune di Terni – si legge in una nota del gruppo consiliare pentastellato –  ha sottoscritto con la Banca Nazionale del Lavoro 15 contratti di finanza derivata di cui 3 in corso di validità al 30 giugno 2016. I famigerati “derivati” che si rivelarono ben presto un onere assai gravoso per le pubbliche finanze dell’amministrazione che si trovò a pagare nel corso del tempo sostanziosi differenziali negativi. Costi insostenibili che furono attenzionati anche dalla Corte dei Conti, cosa che costrinse l’amministrazione ad affidare a vari soggetti incarichi di consulenza e di assistenza legale con lo scopo di riuscire a capirci qualcosa. Si pagava, soldi dei cittadini senza sapere cosa e perché. Dal 2008 ad oggi siamo venuti a conoscenza di molteplici soggetti che hanno prodotto molteplici rilievi e relazioni per le amministrazioni. Ed i consulenti si fanno pagare bene per svolgere il loro lavoro. Nulla da eccepire se questo porta a dei risultati concreti per i cittadini.
Nei giorni scorsi è stata infatti disposta la liquidazione della fattura per complessivi 340.038,40 euro a favore degli avvocati assunti per l’incarico di assistenza legale nella vicenda legata ai derivati. Nulla da recriminare se non fosse che questa spesa non ha portato alcun risparmio per le casse comunali, anzi sulla base dell’accordo transattivo firmato con la Bnl per chiudere la vicenda dei derivati in cui sono stati ritenuti legittimamente acquisiti i versamenti passati, è stato sancito il pagamento da parte del Comune di Terni dei differenziali sospesi per una cifra pari a  1.241.000 euro a cui va aggiunto un differenziale pari a 156.130 euro scaduto a febbraio. Come se non bastasse continueremo probabilmente a pagare per altri due derivati rimasti in pancia all’amministrazione. Con l’accettazione della transazione il Comune ha pure rinunciato ad ogni qualsiasi contestazione presente e futura proposta o azioni risarcitorie a qualsiasi titolo e ragione. Non solo avvocati. Infatti agli atti risultano altri soggetti, consulenti finanziari privati e società. Il M5S andrà fino in fondo a questa storia per capire quanto ci siano costati ai cittadini ternani dilettantismo e incapacità delle Giunte PD dagli anni passati ad oggi”.

 

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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