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Terni, due consiglieri comunali rischiano la decadenza per la Legge Severino

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Terni, due consiglieri comunali rischiano la decadenza per la Legge Severino

Redazione politica
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TERNI– La notizia è riportata stamattina da Il Messaggero. Ci sarebbero due consiglieri – almeno uno a quanto pare di maggioranza –  che rischiano la decadenza, in quanto non sarebbero stati nemmeno candidabili.

Risolta la questione delle pendenze economiche, sarebbe infatti spuntata fuori una condanna in primo grado che secondo la Legge Severino inibisce alla candidatura per una qualunque carica politica o la decadenza immediata da essa. Si tratta della stessa situazione occorsa, per dare una idea, a Silvio Berlusconi, che gli è costata la decadenza  e la non candidabilità alle politiche sino alla cessazione, oggi avvenuta, della pena.

Controllo La questione del controllo al casellario giudiziale era stata sollevata a suo tempo, nel pieno della vicenda-incompatibilità, dal consigliere del Movimento Cinque Stelle Thomas De Luca che aveva chiesto i controlli proprio al casellario giudiziale. Proprio De Luca, presidente della commissione di garanzia e controllo, ha annunciato l’apertura di una istruttoria: “Avevo già sollevato in prima persona la questione nel corso della seduta riguardante le incompatibilità derivanti da morosità pregresse – dice De Luca – e nella giornata di oggi ho richiesto formalmente al sindaco, al segretario generale e al presidente del consiglio tutta la documentazione e le informazioni contenute nell’istruttoria citata dalla stampa. È del tutto assurdo che a distanza di quasi tre mesi dall’elezione del nuovo consiglio continuino ad emergere questioni inerenti la compatibilità e addirittura l’eleggibilità dei consiglieri comunali. Andremo fino in fondo a questa vicenda”.

Se dovesse essere confermata questa indiscrezione, non ci sarebbero grossi margini per evitare ai due la decadenza. Va ricordato inoltre che sebbene sia stata risolta coi relativi saldi la vicenda delle pendenze col Comune, alcuni dei consiglieri coinvolti dovranno rispondere anche di false attestazioni.

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