CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Comune di Terni, cori di protesta e rissa sfiorata in Consiglio

Terni Politica

Comune di Terni, cori di protesta e rissa sfiorata in Consiglio

Andrea Giuli
Condividi

Contestazione in consiglio comunale (foto di Nunzio Foti)

A.G.

TERNI – Una prevedibile canea. Una fossa dei leoni. Il giorno delle comunicazioni del sindaco Di Girolamo in consiglio comunale sul blitz della GdF e della polizia che ha dato avvio all’Operazione Spada, l’aula consiliare – affollata di cittadini, esponenti politici del Pd, FI e M5S, curiosi, simpatizzanti – si trasforma in una specie di ring. Una vera e propria bagarre. In un clima a dir poco rovente il consigliere del Gruppo Misto, Paolo Crescimbeni si è alzato e a nome delle opposizioni ha letto un atto di indirizzo di tutte le opposizioni in cui si chiedeva formalmente le dimissioni immediate dei due assessori indagati, Bucari e Piacenti D’Ubaldi. Un atto che pochi minuti prima la conferenza dei capigruppo a maggioranza aveva deciso di non discutere. Pochi minuti e apriti cielo.

La protesta dei consiglieri Cinquestelle e FI

La protesta dei consiglieri Cinquestelle e FI

In aula, i consiglieri del Movimento Cinque Stelle e Forza Italia hanno improvvisamente inalberato cartelli con su scritto “PDimissioni”. Fra la folla si distinguono consiglieri regionali di Forza Italia (Nevi), di FDI (Squarta) e del Movimento Cinque Stelle (Liberati), l’espontente di Terni Città Futura Michele Rossi e il senatore grillino Stefano Lucidi. Dopo la lettura del documento unitario delle opposizioni, le stesse hanno all’unisono abbandonato l’aula in segno di protesta per quello che hanno definito un atto di ‘arroganza antidemocratica della maggioranza’. E’ stata, quindi, una escalation.

Si è levato, dal pubblico, il coro “Ladri, ladri” e “buffoni, andate a casa”. Piuttosto attivi e loquaci i settori più politicizzati – specie grillini – e si è arrivati praticamente alle mani quando il consigliere Pd Sandro Piccinini si è scagliato come una furia verso quei settori, a stento fermato da qualche collega e dagli agenti della polizia municipale. Un minaccioso battibecco faccia a faccia tra il democratico Orsini e il fratello italiano Cecconi.

A brutto muso fra Orsini e Cecconi

A brutto muso fra Orsini e Cecconi

Applausi ironici, grida, male parole. Una bolgia. Solo dopo qualche minuto, in un clima surreale vista l’assenza totale delle minoranze, il sindaco ha potuto cominciare il suo lungo intervento in cui ha relazionato su ogni singolo filone di appalti finito sotto inchiesta, augurandosi che la magistratura, a cui il primo cittadino ha ribadito piena fiducia e collaborazione, potrà procedere spedita nell’accertamento dei fatti. Un sindaco che si è assunto, anche iconograficamente, l’onere totale di reggere su di se’ l’impatto e la difesa, visto che era solo sostanzialmente tra i banchi della Giunta, vuoti. Kafkianamente il consiglio comunale, alla presenza della sola maggioranza, ha poi proseguito nell’esame dei restanti punti all’ordine del giorno, con una efficacia, rapidità e gagliardo decisionismo invidiabili e, per certi aspetti, inediti. Poco dopo, nella saletta della minoranza, è andata in scena una improvvisata conferenza stampa delle minoranze.

Conferenza stampa opposizioni Schierati ed accigliati il giusto, Fatale (FI), De Luca (M5S), Todini (Il Cammello), Melasecche (I love Terni), Cecconi (FDI), Crescimbeni (Misto) e gli altri consiglieri, esponenti politici e militanti. Se Crescimbeni ha parlato di “situazione paradossale”, Melasecche ha tracciato una “sistema delle cooperative che ormai si occupa di tutto in questa città, dalla culla alla bara, una specie di patologia bulimica degli appalti, laddove alcune cooperative hanno anche finanziato la campagna elettorale del sindaco. Oggi le stesse persone che in Giunta negavano le decine di milioni di euro fuori bilancio oggi sono le stesse che devono rispondere alla magistratura e alla Corte dei conti”. Todini ha sottolineato la sua posizione in parte di distinguo rispetto all’atto di indirizzo delle altre minoranze perché “da garantista storico non posso poi chiedere le dimissioni degli assessori, anche se questa amministrazione passa ormai da controllata e giudiziaria”.image

Il forzista Fatale ha ricordato quando ufficialmente la presidente della Regione, Marini, ragionava sull’opportunità di un passo indietro per il presidente del consiglio regionale, allora coinvolto in una inchiesta giudiziaria. “Basterebbe questo ricordo – ha detto Fatale – per inquadrare la situazione degli assessori coinvolti”. Il pentastellato De Luca ha evidenziato “perlomeno la minima inopportunità che in aula vi fossero i tre dirigenti comunali indagati. Non non possiamo non fare delle valutazioni politiche e affermate, tra le altre cose, come sia inconcepibile che un sindaco rimanga in carica in una situazione tale. Ma cosa deve succedere ancora prima ch chi di dovere tragga le conseguenze? Deve morire propria questa città? Ci è stato negato di discutere il nostro atto comune, bella democrazia”. Per Cecconi, infine, “questo regime ha i giorni contati, chiuso in una ridotta della Valtellina degli affari”. Le opposizioni tutte hanno dunque dichiarato che il loro impegno da oggi in poi sarà ancora maggiore per far concretizzare l’alternativa nella Conca.

Il Pd regionale “Rispetto ai fatti di Terni – si legge in una nota della segreteria regionale del Pd umbro – la segreteria regionale ribadisce, in primo luogo, rispetto e piena fiducia nel lavoro della magistratura e contestualmente, anche tenuto conto del carico di emotività nella cittadinanza seguìto alla notizia e della tipologia dell’operazione, auspica massima celerità delle indagini in corso e una rapida e puntuale verifica dei fatti. Siamo certi che il sindaco Di Girolamo, figura di cui la città riconosce la comprovata onestà e la trasparenza, saprà valutare al meglio, insieme al Partito di Terni, le scelte e le risposte che si renderanno necessarie, tenuto conto del dovere di assicurare alla città il rispetto del delicato percorso politico e amministrativo riguardo al bilancio dell’ente a cui ci si è impegnati; contestualmente si chiede il massimo sforzo per rendere note alla cittadinanza ternana il dettaglio delle procedure collegate agli appalti in oggetto. Appaiono, poi, quantomeno inopportune le manifestazioni e le prese di posizione del Movimento Cinque Stelle che reitera il teorema della doppia morale: quando gli indagati sono del Movimento vale la presunzione di innocenza, come è successo a Roma o a Livorno, quando a essere indagati sono gli altri si invocano le manette. Rispetto a Lega e Forza Italia appaiono, invece, quantomai incoerenti gli atteggiamenti forcaioli e le prese di posizione nel segno del giustizialismo, tenuto conto che parliamo di partiti che
per anni hanno governato l’Italia con un presidente plurindagato e condannato e che teorizzava l’esistenza di una magistratura politicizzata e complottista”.

 

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere