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Lega in subbuglio, Fiorini lascia: “Non ci sono le condizioni per restare”

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Lega in subbuglio, Fiorini lascia: “Non ci sono le condizioni per restare”

Redazione politica
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Emanuele Fiorini

TERNI – Colpo di scena. O forse no. Emanuele Fiorini lascia la Lega. Non è un abbandono qualunque, perchè l’ex operaio Ast – leghista della prima ora, si potrebbe quasi dire un pioniere della Lega a Terni – non era soltanto il capogruppo del carroccio in consiglio regionale, ma anche mister preferenza in consiglio comunale: gli oltre 1000 voti ne hanno fatto il più votato in città, consentendogli anche di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio comunale protempore, prima della nomina di  Ferranti, come previsto dal regolamento. Ma cosa è successo? Andiamo con ordine. Prima il comunicato:

La nota. “Lascio la Lega, mi sembra che oggi non esistano più le condizioni per andare avanti. I miei elettori – scrive Fiorini – mi chiedono solo di continuare a lavorare sulle priorità di Terni, della conca e del territorio regionale, come ho sempre fatto: la disoccupazione, l’abbandono della città e dell’Umbria da parte dei giovani, il lavoro dei tanti operai delle aziende in crisi, la sicurezza personale, delle abitazioni e degli spazi pubblici, le lunghe liste di attesa delle strutture sanitarie pubbliche, la gestione dei migranti, le condizioni in cui operano le forze dell’ordine e i troppi problemi irrisolti degli anziani e dei poveri”.

Latini Per quanto riguarda la giunta Latini, Fiorini ritiene che “Ritengo alcuni traguardi siano stati già raggiunti dalla giovane giunta del sindaco Latini, che è riuscito a riequilibrare i conti del Comune dopo la triste vicenda del predissesto e il pesante danno economico creato ai ternani dalla precedente amministrazione di sinistra. È stato, questo, davvero un risultato. Lunedì ufficializzerò il mio ingresso sia nel gruppo misto del Comune di Terni, sia in quello della Regione. Da quel momento in poi – aggiunge il consigliere – sarò pronto a votare ogni provvedimento che considererò positivo per Terni e per l’Umbria e continuerò a essere la voce di tutti quei cittadini che hanno invocato, invocano e vogliono il cambiamento e la discontinuità col passato. L’esperienza politica – conclude – fatta con la Lega e al fianco di Matteo Salvini mi resterà nel cuore, poiché in pochi anni, a livello locale, ho visto crescere un partito dallo 0,6 al 30%. Io c’ero”.

Le motivazioni. Difficile ovviamente trovare una chiave precisa. Fiorini, che ora andrà nel misto, sia in Comune che a Palazzo Cesaroni, paga probabilmente la sconfitta del centro destra alle elezioni provinciali a Terni e in generale, la situazione della Lega, commissariata per le difficoltà emerse in un partito giovane, senza una leadership adegutamente formata, nella trattazione di  alcuni macroargomenti chiave per il Carroccio. E’un colpo pesante per l’amministrazione Latini che ovviamente non perde un consigliere di maggioranza – Fiorini verosimilmente continuerà a sostenere il sindaco ed in ogni caso la maggioranza è molto solida – ma perde un uomo di fiducia, attorno al quale, vale ricordarlo, subito dopo le elezioni era stata combattuta- con successo, peraltro –  la battaglia interna al partito per la composizione della Giunta stessa. Dove finirà Fiorini ora non è un dato da poco, vista la dote di voti che si porta dietro. Non sono assolutamente escluse sorprese. Nel gruppo misto, a Palazzo Spada, Fiorini affianca gli ex Forza Italia, Federico Brizi e Valeria D’Acunzo.

 

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