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Città vivibili, dura Legambiente: “Perugia e Terni sono incapaci di crescere e rinnovarsi”

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Città vivibili, dura Legambiente: “Perugia e Terni sono incapaci di crescere e rinnovarsi”

Redazione
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PERUGIA«Perugia e Terni due città ingessate, statiche e pigre, incapaci di rinnovarsi e crescere in sostenibilità. Perugia sale la classifica soltanto perché evidentemente c’è qualche comune che fa peggio». È una sonora bocciatura quella che arriva per i due centri principali umbri con Ecosistema Urbano XXIII edizione, la ricerca di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Perugia e Terni mantengono gli stessi standard ambientali degli ultimi anni che Legambiente traduce come «immobilismo».

Senza coraggio «Sono anni che evidenziamo l’immobilismo e la mancanza di coraggio delle città umbre – dichiara Brigida Stanziola, direttrice di Legambiente Umbria -. Gli standard ambientali sono sempre gli stessi da anni, nessun dato significativo sulla raccolta differenziata, nessun miglioramento per la qualità dell’aria, manca completamente il coraggio e la voglia di intervenire sulle politiche per la mobilità, riducendo il traffico veicolare e puntando sulla mobilità nuova. Immobilismo – prosegue – che accomuna Perugia e Terni a molte altre città italiane, al quale però fa da contraltare una vitalità sociale di reti associative, di social street e di progetti partecipati. Nelle aree urbane, in periferia come nei quartieri centrali, anche di Perugia e Terni, c’è una tensione popolare verso un rinascimento del senso di appartenenza e uno sforzo comunitario per riappropriarsi dei luoghi e dello spazio pubblico, per promuovere nuovi stili di vita nei consumi energetici, nella mobilità ciclabile e nei consumi alimentari. Tutti fenomeni che partono dal bisogno di vivere meglio consumando meno, creano mercato perché chiedono nuovi prodotti e producono domande alle politiche locali per modificare regole e sostenere il cambiamento. Come facciamo anche noi di Legambiente, con i nostri dossier e documenti e, soprattutto, con le nostre proposte in tema di gestione dei rifiuti e più in generale, di governo del territorio. Sollecitiamo quindi i Sindaci e le amministrazioni di Perugia e Terni – conclude la direttrice di Legambiente Umbria – a raccogliere questa sfida e ad agire, passando all’azione, per migliorare la qualità della vita delle nostre città umbre».

Sul podio Tra le prime dieci città nella graduatoria troviamo un nutrito gruppo di piccoli capoluoghi (Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona) tutti al di sotto degli 80 mila abitanti, tre centri di medie dimensioni (Trento, Bolzano e Parma) con abitanti compresi tra 80mila e 200mila e nessuna grande città. In testa prevalentemente il nord del Paese assieme con due città del centro Italia, entrambi piccoli centri, la marchigiana Macerata, che quest’anno però è prima su tutte, e la sarda Oristano (ottava).