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Città di Castello, Rigucci lascia la Lega: “Gestione privata, non ho più fiducia”

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Città di Castello, Rigucci lascia la Lega: “Gestione privata, non ho più fiducia”

Redazione politica
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Marcello Rigucci

CITTA’ DI CASTELLO – Iscritto alla Lega dal 2002 “dai tempi di Bossi e delle camicie verdi”. Da oggi, ex leghista. Marcello Rigucci, capogruppo del Carroccio a Città di Castello e più votato alle ultime provinciali nel centrodestra, è uscito ufficialmente da partito. Notizia peraltro anticipata dalla presenza del suo nome all’interno della lista Italia Civica, che sostiene alle prossime regionali Claudio Ricci. Dopo Terni, la gestione della Lega in Umbria continua a fare vittime.

Niente fiducia. Spiega Rigucci, in conferenza stampa: “È venuto a mancare un rapporto di fiducia rispetto alla classe dirigenziale regionale, non ho avuto modo di discutere come sono andate le Europee o le Comunali, ci sono state delle situazioni per conto mio non accettabili, non ho avuto un chiarimento da nessuno». Poi per le Regionali viene snobbato. «Non mi ha cercato nessuno, mentre io ho cercato tutti. Ad agosto ho mandato un’e-mail, che se entro il 18 non avessi saputo nulla sarei stato libero di fare quello che avrei creduto, non mi ha cercato nessuno ed è segno che non servivo”.

Privata. Attacchi duri, pesantissimi, a quello che oggi è il suo ex partito, accusato di dimenticarsi della vecchia guardia: “La gestione è diventata proprietà privata – e lo vediamo a Terni per un motivo, dalle altre parti per un altro motivo – non c’è una convivenza di partito, è solo personale e questo non fa parte della mia cultura. Segestiscono e vogliono gestire la Lega per interessi propri non è da me. Io non credo in questa gestione qua per come viene fatta, non nell’ideologia perché io non sono mai stato di sinistra”.

Malessere. “C’è un malessere andante nella Lega -prosegue – non si possono gestire le sezioni a livello di kapò o a livello familiare o a livello di amicizia o portare avanti i giovani nullafacenti. Prima facciamoli maturare, prima dimostrino sul territorio che sanno fare. Adesso, invece, oggi ti iscrivi e domani ti mettono nelle liste alle Regionali”. Il dado è tratto.

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