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Città di Castello, per l’ex ospedale manca ancora un progetto complessivo

Il sindaco Bacchetta in commissione regionale: pronti a destinare 4 milioni di euro per la 'Città della salute' per un terzo della struttura

CITTA’ DI CASTELLO – Dopo 16 anni dalla dismissione, il futuro dell’ex ospedale di Città di Castello (pregevole edificio settecentesco che racchiuse in un unico gli “Ospedali riuniti” di Santa Maria della Misericordia e San Florido) è ancora al livello degli auspici. Ma il Comune sarebbe pronto a investire 4 milioni di euro per recuperare un terzo dell’immobile e desinarlo alla città della salute”. E’ quanto in sostanza è emerso nel corso della seduta di oggi della Prima commissione di Palazzo Cesaroni, presieduta da Andrea Smacchi. In chiusura dei lavori la commissione ha chiesto all’assessore di effettuare, entro 6 mesi e comunque nell’iter di approvazione del nuovo Piano triennale del patrimonio, un aggiornamento sulle
iniziative attivate per la valorizzazione del sito di Città di Castello.

“Cittadella della salute” e spazi privati.  Su richiesta del consigliere Valerio Mancini (Lega nord) l’organismo consiliare ha invitato l’assessore regionale Antonio Bartolini e il sindaco Luciano Bacchetta per un confronto con i consiglieri regionali. Sono state ricostruite le vicende dell’ex ospedale dalla sua chiusura, avvenuta nel 2000, esposti i punti di vista delle due Amministrazioni ed auspicata infine la stesura di un accordo di programma Regione-Comune per valorizzare i circa 8mila metri quadrati dell’edificio. L’ipotesi su cui sembrano convergere gli auspici di Regione, Comune e consiglieri regionali prevedono il mantenimento della proprietà pubblica della struttura e il suo utilizzo come Città della Salute (per circa un terzo dei volumi) in cui far convergere i servizi delle Asl che ora si trovano in sedi in affitto e i servizi sociali del Comune. Gli spazi restanti potrebbero essere utilizzati per servizi, commercio ed anche finalità residenziali. Una soluzione che potrebbe essere perseguita per stralci ma che richiederebbe circa 15 milioni di euro per il restauro delle strutture storiche sottoposte a vincolo, l’abbattimento delle parti aggiunte nei decenni, la messa in sicurezza e l’impiantistica.

I numeri. L’edificio dell’ex ospedale si sviluppa su tre piani, per complessivi 7600 metri quadrati, nel centro storico di Città di Castello. La parte principale risale al ‘700 mentre alcune strutture sono state aggiunte successivamente. Dal 2000, quando è stato aperto il nuovo ospedale, lo stabile di proprietà della Regione Umbria è rimasto inutilizzato. Inserito nel Piano triennale di politica patrimoniale, ne è stata tentata la vendita più volte, senza successo. Per il restauro si stimano lavori per 15 milioni di euro.

L’intervento di Bacchetta. l sindaco Luciano Bacchetta ha aperto l’audizione ricostruendo le vicende dell’ex ospedale e chiarendo che il Comune non intende in alcun modo acquistare la struttura di proprietà della Regione, dato che i costi per il conseguente recupero sarebbero poi molto al di sopra delle possibilità del bilancio comunale. “Disponiamo – ha spiegato – di 3,8 milioni di euro del ‘lascito Mariani’ da impiegare per finalità vincolate, legate alla salute e all’assistenza. Circa 400mila euro serviranno per raddoppiare il Centro Alzheimer. I restanti circa 3milioni, insieme ad un altro milione proveniente dalla vendita di un edificio comunale, potrebbero essere destinati alla ristrutturazione dei locali dell’ex ospedale volta a realizzare la Città della salute, nel rispetto dei vincoli previsti nel lascito. Attraverso un accordo di programma Regione-Comune e con il coinvolgimento dei privati si potrebbe dunque procedere ad un graduale recupero dell’importante struttura, molto grande e di difficile ripristino. Dovrà essere la Regione Umbria, che detiene la proprietà, a svolgere finalmente un ruolo, potendo contare sul contributo del Comune e calcolando i risparmi legati al superamento degli affitti oggi pagati dalle Asl”.

L’assessore Bartolini. Antonio Bartolini ha spiegato che nel piano annuale 2015 di
politica patrimoniale la Regione ha aperto a una soluzione alternativa alla vendita dell’ex ospedale. L’ipotesi è ora di valorizzare il sito, nell’ambito del nuovo Piano triennale di politica patrimoniale 2017/2019, che dovrà essere ratificato dall’Assemblea legislativa. “Molto interessante – ha detto Bartolini – la proposta illustrata dal sindaco di Città di Castello, che permetterebbe di ottimizzare le spese per affitti dell’azienda sanitaria. In questa fase, con il mercato immobiliare statico, cercheremo di puntare nel 2017 alla piena valorizzazione del patrimonio regionale più che alla alienazione. Così facendo metteremo investimenti pubblici per la riqualificazione edilizia, intervenendo sui centri storici e miglioriamo la qualità dei servizi”.

GLi interventi dei consiglieri. Valerio Mancini (Lega nord): “Su mia richiesta, per la prima volta, in tanti anni, Comune e Regione si siedono allo stesso tavolo per trovare una soluzione alla situazione dell’ex ospedale. L’inerzia di questi anni non avrà, d’ora in avanti, nessuna ulteriore giustificazione. Sembra che le vedute ed i progetti dei due enti stiano finalmente collimando. Una legge regionale del 2015 prevede che la Regione possa trasferire a titolo gratuito al Comune i beni immobili di cui non è stata possibile la vendita. A quel punto il Comune potrebbe concedere l’uso gratuito alla Asl in cambio dei lavori di ristrutturazione. Il lascito Mariani prevede l’utilizzo di quelle somme per la salute dei cittadini tifernati, il desiderio delle sorelle Mariani deve essere rispettato, utilizzando quei fondi per un progetto per la città”. Silvano Rometti (SeR): “La valorizzazione degli edifici dei vecchi ospedali è risultata molto difficile in tutta l’Umbria. A Città di Castello in effetti si poteva fare meglio, dato che per anni non si è fatto molto, neppure prima della crisi del mercato immobiliare. A questo punto sarebbe auspicabile una operazione e stralci, creando intanto la cittadella della salute con le risorse di Regione e Comune, come primo passo per il recupero
completo della struttura”. Claudio Ricci (Rp): “Bene l’idea di un accordo di programma tra Regione e Comune, affiancato da un concorso di idee sui possibili utilizzi della struttura, che tenga conto sia degli investimenti necessari che dei costi di gestione e manutenzione. Andrebbe definito inoltre il ruolo che potrebbero avere i privati”. Andrea Smacchi (Pd): “Cogliendo questa occasione, sarebbe opportuno fare il punto anche sugli altri progetti di valorizzazione e dismissione delle vecchie strutture ospedaliere, come quella di Gubbio”. Ha concluso l’assessore Antonio Bartolini: “Le uniche vere operazioni di valorizzazione economica sono state quelle di Monteluce (Perugia) e Foligno. A Orvieto abbiamo ripreso la procedura di definizione del valore dell’immobile da parte del Demanio: l’immobile è appetibile dato che si trova di fronte al Duomo. I proventi della dismissione sono destinati al centro di salute. A Gubbio, il sindaco mi ha comunicato l’intenzione del Comune di acquistare direttamente una parte del vecchio ospedale. A Todi l’edificio è stato utilizzato dalla Asl n.1 come Casa della salute. A Marsciano ci è stata allestita una Rsa”.

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