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Città di Castello, la Lega Nord lancia l’allarme: “Crepe al liceo classico dopo il sisma”

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Città di Castello, la Lega Nord lancia l’allarme: “Crepe al liceo classico dopo il sisma”

Redazione
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Il liceo statale "Plinio il Giovane" di Città di Castello

CITTA’ DI CASTELLO – Il caso scuole tiene ancora banco a Città di Castello. Dopo l’allarme lanciato da Andrea Lignani Marchesani, che ha presentato un’interrogazione in merito, interviene la Lega Nord che chiede garanzie sullo “stato di salute” del liceo “Plinio il Giovane” all’indomani del terremoto.

Il capogruppo Riccardo Augusto Marchetti e il consigliere Valerio Mancini hanno espresso solidarietà agli studenti che nei giorni scorsi si sono rifiutati di entrare in classe perché l’edificio non a norma sismica. “Nonostante l’amministrazione comunale abbia ritenuto agibile e sicuro il plesso – si legge in una nota della Lega nord –  i ragazzi hanno continuato la protesta entrando nelle aule con l’elmetto di sicurezza. A tal proposito la Lega Nord si è voluta accertare di quanto sostenuto dagli studenti tifernati e alla luce dei fatti, non possiamo far altro che unirci e schierarci con i ragazzi tifernati poiché il Liceo classico è stato seriamente colpito dallo sciame sismico verificatosi a fine Ottobre. Importanti crepe nelle pareti dei bagni e dei soffitti, qualche calcinaccio a terra e una struttura che di per sé non è a norma. La sicurezza dei cittadini e ancor più dei nostri figli, dovrebbe essere la priorità per ogni amministrazione e una maggiore prevenzione agevolerebbe tante situazioni: certe decisioni non possono essere prese con tale leggerezza, perché in ballo ci sono le vite di molti ragazzi e operatori scolastici. Come Lega Nord – concludono i due consiglieri  comunali – chiediamo un intervento da parte dell’amministrazione affinché si attivi trovando una soluzione seria e costruttiva, valutando anche l’ipotesi di una tensostruttura così come chiesto dagli studenti pur di non restare tra crepe e calcinacci. Evitiamo, come accade sempre in questo strano paese, di piangere sul latte versato”.

Situazione analoga si è verificata all’Itis Franchetti, dove alcuni studenti non sono volute entrare a scuola chiedendo garanzie sulla sicurezza dell’edificio, dopo che in seguito al terremoto del 31 ottobre una porzione della scala è stata dichiarata “parzialmente inagibile”.

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