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Città di Castello, Gasperi (M5S) su zona PIP: “Anche questa volta la maggioranza non si smentisce”

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Città di Castello, Gasperi (M5S) su zona PIP: “Anche questa volta la maggioranza non si smentisce”

Redazione
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Marco Gasperi

CITTA’ DI CASTELLO – Il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle Marco Gasperi prende posizione sulla questione relativa ad un’azienda sita in una zona P.I.P. .

La nota Nella seduta del 26 ottobre in sede della Commissione Economica viene sottoposto il caso di una azienda, sita in una zona P.I.P. (Piano degli Insediamenti Produttivi) di Città di Castello, la quale chiedeva di poter affittare subito il fabbricato (che ancora non è del tutto terminato) ad un’altra azienda. E’ da sottolineare che le zone P.I.P. sono delle aree che sono state espropriate, per mezzo di una Legge del 1971, e sottoposte a vincolo per la realizzazione di impianti produttivi. Queste aree non possono essere vendute o affittate se non previo parere della Commissione Economica del comune e comunque mai prima che siano passati cinque anni dal loro utilizzo, come ben specificato sia nell’art. 27 della Legge 865/71 sia nell’art. 15 del Regolamento comunale per l’assegnazione delle aree P.I.P. (che addirittura parla di sette anni). E’ stato fatto notare all’Assessore presente e ai Consiglieri di maggioranza che una soluzione legale comunque c’era; si poteva proporre all’azienda in questione di svincolare l’area, il che avrebbe portato anche delle entrate nelle casse comunali, anche considerando che quelle stesse aree sono state espropriate ai fini pubblici e non di qualche privato. Nonostante tutte le obiezioni la maggioranza si è ostinata a voler votare un parere favorevole alla richiesta della suddetta azienda ma con la scusa di votare una forma di deroga. Ora, senza nulla togliere alla libertà imprenditoriale e al sostegno per le aziende che sono alla base della nostra economia, vorremmo chiedere ai membri di questa cieca maggioranza, visto che quando lo abbiamo chiesto in Commissione non ci hanno risposto, se secondo loro è giusto usare due pesi e due misure tra le aziende tifernati. Se è giusto nei confronti di chi invece è stato costretto a pagare uno svincolo di quelle aree per le proprie attività produttive senza aver quindi diritto a queste deroghe. Se secondo loro, al di là di quanti voti possano portare queste illegittime forme di deroghe, è ammissibile pensare di poter continuare ad amministrare con questi sistemi medievali e, lo ripetiamo, illegittimi. Di fatto nella Commissione Economica del 26 ottobre 2017 è stato espresso un voto contro un proprio Regolamento Comunale e contro una Legge Nazionale. Come può un’Amministrazione permettersi di votare contro la legge? Sarebbero loro che ci dovrebbero tutelare? Concludo questo mio comunicato con il rammarico di aver già le risposte alle precedenti domande; infatti nel punto successivo della stessa Commissione l’Assessore prendeva la parola e cercava di spiegare che a bilancio manca circa mezzo milione di euro proprio perché non sono riusciti a rientrare in quello che avevano previsto per gli svincoli delle aree P.I.P.. Chi pagherà ora per questo mezzo milione che manca all’appello? E’ possibile che prima ci espropriano ciò che è nostro e poi per le loro votazioni illegali dobbiamo pure rimpinguare il loro bilancio immaginario?

 

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