CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Città di Castello e Maria Montessori, un polo per la ricerca nella scuola abbandonata

Economia ed Imprese Cultura e Spettacolo Alta Umbria

Città di Castello e Maria Montessori, un polo per la ricerca nella scuola abbandonata

Redazione
Condividi

La "scuola rurale" di Rovigliano, oggi in totale abbandono

CITTA’ DI CASTELLO – Un indirizzo di scuola montessoriano  nell’offerta formativa cittadina e un centro di ricerca sulla didattica e la pedagogia nella scuola (oggi in abbandono) di Rovigliano, dove Maria Montessori sperimentò il suo metodo. Sono solo alcune delle iniziative – per ora solo annunciate – che l’amministrazione comunale ha in cantiere per celebrare il centenario dalla morte del barone Leopoldo Franchetti  (4 novembre 1917).  E’ il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli a parlare parla dei progetti di rilancio del lascito del barone Franchetti e della moglie Alice Hallgarten  “che sono obiettivi di governo delineati nelle linee programmatiche di legislatura. Il patrimonio dei baroni Franchetti da strumentale è diventato monumentale, determinando limiti nel loro utilizzo economico. Per questo sono allo studio ipotesi per la ricollocazione degli arredi, la promozione della struttura di accoglienza e l’utilizzo di alcuni spazi anche a fini economici. Villa Montesca in tutto il mondo della pedagogia è un simbolo e sarebbe il luogo ideale per attività convegnistiche e formative. Nel nostro progetto di sviluppo integrato, ogni sito ha una funzione: Villa Montesca nei saperi, Tela Umbra nel mercato delle eccellenze artistiche, la scuola rurale di Rovigliano nella ricerca. Per Villa Montesca, luogo delle conoscenze attive e sede della Fondazione Hallgarten-Franchetti, pensiamo a un ruolo di coordinamento e programmazione nel circuito delle agenzie cittadine di formazione con l’apertura di nuovi corsi di natura universitaria nell’alta formazione, nel segmento dei master e con l’esperienza innovativa della Summer School”.

“Contestualmente stiamo lavorando sul riconoscimento del profilo internazionale che Villa Montesca ha avuto fin dall’inizio – prosegue il vicesindaco – ospitando la sperimentazione del Metodo Montessori ed negli ultimi decenni come punto di riferimento in Europa per la formazione e la pedagogia grazie al Centro Studi omonimo. In particolare stiamo terminando la redazione dell’istanza all’Unesco per l’inserimento tra i beni patrimonio dell’umanità dell’esperienza educativa di Villa Montesca. Infine, come è noto, tra i progetti di Agenda Urbana, è inserita la catalogazione dell’archivio Franchetti-Hallgarten, con la digitalizzazione della Biblioteca storica. Secondo polo della prospettiva di rilancio del patrimonio Franchetti è Tela Umbra,  portatrice di un potenziale economico, che la nuova dirigenza sta mettendo a leva, affinché la produzione acquisti, oltre al valore culturale, un valore aggiunto riconosciuto dal mercato. L’opera di rilancio non può prescindere dalla convergenza, non prossima ma tendenziale, all’autosufficienza della produzione e della vendita. Terzo polo della rinascita dell’eredita dei baroni Franchetti è la scuola di Rovigliano, destinata a diventare, una volta delineate le risorse e le modalità per l’intervento di recupero, nodo di raccordo storico tra le esperienze educative delle scuole rurali e le frontiere più avanzate della didattica 2.0. L’ultimo tassello del mosaico è l’attivazione all’interno della rete scolastica tifernate di una scuola di metodo montessoriano, sulla scia di altri istituti simili, attivi anche in Umbria, che stanno raccogliendo un intesse sempre maggiore da parte di famiglie e mondo scientifico”. Nel quadro formativo della città deve continuare a svolgere una funzione di collegamento tra impresa e scuola il centro G. Bufalini, “una scuola dei mestieri” sottolinea Bettarelli, per il quale il coordinamento tra domanda ed offerta di lavoro rimane centrale anche attraverso un tavolo di consultazione permanente nel quale siedano anche soggetti capaci di assorbire figure con qualifiche superiori, spesso condannate a spendere le proprie competenze su contesti esterni, deprivando il territorio di una risorsa umana essenziale.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere